14/06/21
Bologna amministrative

Isabella Conti: "Per conquistare Bologna sfido Conte e certe coop"

Intervista di Fausto Carioti, "Libero", 14 giugno 2021.

A Bologna c'è una candidata di sinistra che ha una storia da raccontare. Sta provando a scalare una montagna: vincere, domenica 20 giugno, le primarie per candidarsi sindaco contro il portabandiera dell'apparato del Pd, Matteo Lepore. Il quale è pure assessore uscente e ha dalla sua Romano Prodi. Ieri ci si è messo pure Giuseppe Conte, annunciando che il movimento Cinque Stelle «sostiene convintamente Lepore». Non bastasse, Isabella Conti, oggi sindaca di San Lazzaro di Savena, si è fatta la reputazione di nemica degli intrallazzi delle cooperative rosse. «Guardi», dice a Libero, «io ho sempre riconosciuto un ruolo importante alla cooperazione sana, che dà opportunità di lavoro dignitose e permette ai lavoratori di essere al contempo soci e dipendenti. Nella nostra Emilia, ha consentito all'operaio di avere il figlio dottore. Purtroppo, alcune di queste realtà e certi esponenti politici hanno esercitato nei miei confronti "una condotta pressoria qualificata da toni, espressioni ed insistenze dimostrativi di una subalternità agli interessi economici, e da una concezione della politica in cui l'interesse pubblico può essere anche subordinato a quelli privati confliggenti", per usare le parole del procuratore capo».

Infatti la storia con le coop rosse è finita in tribunale, dove lei ha vinto. Non crede che gliela faranno pagare, ora che si candida?
«Non è un problema che mi pongo. Sono cresciuta con valori di centrosinistra, ho amministrato la mia terra con impegno, rischiando sempre in proprio. Per aver fatto rispettare la legge ho subìto richieste di risarcimento danni per 4 milioni di euro, e ho vinto. Avevo 32 anni. La politica non è una guerra tra bande, ma capacità di trovare soluzioni ai problemi delle persone. Quando ci riesci, tutti ti apprezzano: nel mio Comune sono stata rieletta con l'81% dei voti».

Meriti che Conte non pare riconoscerle. Ha appena schierato i Cinque Stelle «convintamente» contro di lei.
«È uno dei tratti singolari di queste primarie. Il M5S non è in coalizione, il suo leader nazionale sostiene il candidato del Pd perché vuole rendere Bologna un esperimento di alleanza, mentre nelle altre città ha candidati, come Virginia Raggi, schierati contro quelli del Pd».

Conte cerca di puntellare l'asse con il Pd. Cosa c'è di strano?
«Di strano c'è che dobbiamo scegliere il candidato sindaco della nostra città, non benedire ipotetiche alleanze decise nei caminetti romani. Conte non vive a Bologna e non conosce il programma di Lepore, perché il programma non c'è, non è stato pubblicato. Per Conte la nostra città è solo un banco di prova per equilibri nazionali. Ma i bolognesi non sono cavie. Siamo un popolo di persone per bene che scelgono con saggezza la migliore proposta per Bologna».

Lei è iscritta a Italia Viva, ma anche diversi consiglieri, assessori e parlamentari del Pd appoggiano la sua candidatura. Risultato: una parte dell'apparato bolognese del Pd ha presentato ricorso contro costoro. Dicono che chi ha in tasca la tessera del partito deve «sostenere i suoi candidati alle cariche istituzionali». Cioè Lepore. Si aspettava un simile trattamento?
«Le primarie servono a confrontarsi sui temi e non possono essere intese come conflitto tra i partiti della coalizione. Il Pd è il partito più grande e se i suoi elettori dovessero votare ciecamente il suo candidato, esse non avrebbero senso. Lo stesso Lepore, due anni fa, alle primarie di un comune del bolognese appoggiò l'avversario del candidato proposto dal Pd».

La accusano di essere stata «lanciata nella competizione bolognese da Matteo Renzi».
«Liquidare la mia storia e le mie battaglie definendomi con il cognome di qualcun altro è un tentativo goffo di svilire le mie proposte per la città. Rispondo con le cose che ho fatto sul campo: ad esempio, aver guidato il primo comune d'Italia a garantire asili nido gratuiti per tutti, riconoscendo a questo servizio la piena dignità di scuola».

Pure Romano Prodi, con toni curiali, ha fatto capire che sta con Lepore. Si può vincere una sfida a sinistra, a Bologna, senza l'appoggio del Professore?
«Proprio Romano Prodi ha insegnato al centrosinistra che le elezioni si vincono aprendo il campo e proponendo idee di buonsenso. Gli elettori ragionano con la loro testa: bisogna smettere di trattarli come soggetti facilmente influenzabili dalle dichiarazioni di questa o quella personalità in vista».

Anche perché, appoggiandosi alle «personalità in vista», il Pd e i suoi alleati si stanno riducendo a coalizione della Ztl: forte nel centro storico, tra i professionisti ad alto reddito, sempre più debole man mano che si va verso la periferia e la provincia.
«È un problema serio, diffuso in tutti i capoluoghi italiani e che sta alla base del successo che i messaggi "di rottura" ottengono proprio nelle periferie. Mi sono candidata come sindaca di Bologna per ricostruire, attraverso la presenza e l0ascolto, quel ponte che in passato collegava strati molto diversi della società con l`amministrazione comunale. In questa campagna elettorale sto andando ovunque. E da sindaca ho dimostrato che per me i cittadini hanno tutti la stessa importanza, ovunque abitino e comunque la pensino».

A Bologna ci sono forti problemi di ordine pubblico. Movida selvaggia, degrado nei vicoli e sotto i portici, spaccio di droga nei dintorni delle università. Perché mai i bolognesi dovrebbero continuare a votare per la sinistra?
«Ripeto sempre che la vera sinistra è quella che sa tenere la schiena dritta e che tutela proprio i cittadini più fragili ed esposti al degrado. I nostri meravigliosi portici di Bologna erano stati candidati per essere riconosciuti patrimonio Unesco, ma siamo stati rimandati di un anno, perché non siamo stati in grado di prendercene sufficiente cura. Una sconfitta per tutti».

E con lei cosa cambierebbe?
«Per risolvere i problemi di degrado e di ordine pubblico serve un sindaco che tenga il punto quando sottoscrive protocolli con questura, prefettura e arma dei carabinieri. Servono illuminazione pubblica e videosorveglianza di ultima generazione con intelligenza artificiale applicata, senza dimenticare percorsi di recupero ed inclusione per le persone che vivono ai margini».

Il segretario del Pd, Enrico Letta, che parla ogni giorno di parità di genere, oggi non ha nemmeno una candidata a sindaco nelle grandi città. Si aspettava che appoggiasse la sua candidatura? È stato il sostegno di Renzi e di Italia Viva il problema?
«Il problema della scarsa rappresentanza delle donne in politica è più serio di qualche conflitto tra i vertici nazionali. Sta anche a monte delle vicende bolognesi. L'unico modo per affermare la propria leadership è dare battaglia ed essere d'esempio. Bisogna vincere queste primarie anche perché tante più donne decidano di mettersi in gioco. Io desidero essere quell'esempio».

A proposito di donne: ha notato pure lei l'imbarazzo di tanta sinistra per la povera Saman Abbas? Novellara, dove la ragazza è scomparsa, è a un'ora di macchina da Bologna. Quante altre Saman ci sono?
«Una storia dolorosissima. E il silenzio è un'ulteriore mortificazione per Saman. Più se ne parla, con intelligenza e sensibilità, maggiore sarà il numero di donne a rischio che si sentiranno protette dalle istituzioni e spinte a chiedere aiuto».


Come sindaco, lei cosa ha fatto?
«Ad esempio, nel territorio che ho amministrato, abbiamo previsto la visita delle ostetriche a casa delle ragazze che partoriscono. Uno strumento prezioso non solo per accompagnare le donne in una fase delicata, ma anche perché permette di intercettare segni di violenza o abuso».

In città queste primarie sono raccontate come un testa a testa tra lei e Lepore. Non si trovano sondaggisti disponibili a fare previsioni. Se vincerà il suo avversario, lei cosa farà? Si candiderà comunque con una lista civica, si ritirerà o farà campagna per Lepore?
«Io sono una persona che rispetta la parola data. Sempre. E spero sinceramente che valga anche per il mio avversario, visto che non gli ho ancora sentito dire: "Se vince Isabella, la sosterrò". Però, ripeto: queste primarie si devono vincere. Può votare chiunque voglia sostenere il mio progetto di città. Un progetto che chiunque può leggere, sul mio sito: anchetuconti.it».