07/04/21
paese amministrative

Isabella Conti: "Io candidata sindaco di Bologna? Ci Penso"

Estratto dell'intervista di Valerio Valentini, "il Foglio", 7 aprile 2021.

Si dice "onorata" perché sa che certo non può dirsi stupita. Non fino in fondo, almeno. "Diciamo che Matteo da tempo pensa che dovrei impegnarmi per Bologna, e non è il solo da queste parti". Isabella Conti parla con la voce di chi s'è ritrovata al centro della contesa politica quasi malgré soi. Renzi ha puntato sudi lei, l'ha proposta a Enrico Letta come candidata sindaco di Bologna per il centrosinistra. E lei, ora, ci dice che "vuole rifletterci".

Vuole farlo, aggiunge, "perché in tanti amici bolognesi me lo stanno chiedendo, e sarebbe irrispettoso sottrarmi a priori a queste richieste". Del resto la Conti, classe '82, come si amministra lo sa. E come si ottiene consenso anche, a giudicare da quell'81 per cento con cui nel 2019, al termine del suo primo mandato, è stata riconfermata alla guida del comune di San Lazzaro di Savena, 33 mila abitanti a dieci chilometri dalla Due Torri.

Un vanto nel vivaio di Italia Viva, ma apprezzata anche a sinistra. E non solo perché, come ama ricordare, "è stato nella sinistra giovanile che ho esordito, a 14 anni, prima di entrare in Consiglio comunale coi Ds e poi partecipare alla fondazione del Pd, il partito che è stato per più di dieci anni la mia casa e di cui ho un profondo rispetto".

A connotarla come "donna di sinistra", di quella sinistra che in Emilia-Romagna ha imparato prima che altrove a farsi forza tranquilla di governo, sono state anche le sue battaglia. "Per il mio impegno contro il consumo del suolo ricevetti anche minacce, ho dovuto affrontare richieste di risarcimento danni milionarie. Quando decisi che San Lazzaro sarebbe diventato il primo comune d'Italia a offrire asili nido gratis per tutti, ci fu chi a sinistra mi criticò. Volevano che la gratuità fosse solo per la famiglie più povere. Ma c'è un ceto medio che ormai quasi non esiste più, risucchiato nel gorgo delle nuove povertà: e noi non possiamo continuare a offrire gli stessi servizi, magari illudendoci che estendendo a tutti i buoni spesa risolviamo il problema dell'inclusione sociale. Il sindaco è un po' questo: quello che affronta i problemi del quotidiano, e quello che indica una prospettiva nuova".

Suona un po' come la conciliazione tra "il cacciavite e l'anima" proposta da Letta. "E infatti mi sono ritrovata perfettamente nelle sue parole: progressista nei valori, riformista nel metodo, radicale nei comportamenti".

Chi lo desidera può leggere l'intervista completa a questo indirizzo.