19/10/19
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Isabella Conti, la Sindaca con Matteo: "solo lui mi ha sostenuta"

Intervista a Isabella Conti, Sindaco di San Lazzaro di Savena, durante la Leopolda 10
di Wanda Marra, il Fatto Quotidiano, 19 ottobre 2019

Vestitino nero con richiami V colorati, scarpe basse, capelli castani lunghi sciolti, occhi azzurri e occhiali bianchi, Isabella Conti, la sindaca di San Lazzaro di Savena, che domani annuncerà che lascia il Pd per entrare in Italia Viva, arriva alla Leopolda verso le 18.

Da sola. Pure se ogni tanto, qualcuno la riconosce e si ferma per salutarla. "La nuova Boschi? Sono Isabella Conti", ci tiene a dire, visto che da giorni viene definita così. Senza particolari polemiche, ma con fermezza.

In effetti, nell'approccio e nei modi, ricorda più le donne del Pci di una volta che la "giaguara" che fu la madrina delle Leopolde degli inizi. Di certo, però, la sindaca di San Lazzaro, rieletta con 1'80 per cento dei voti, per Matteo Renzi è uno di quegli esempi positivi da esibire tipo fiore all'occhiello.

Pure perché in Italia Viva di gente così per ora non se n'è vista molta. "Sono qui per i temi, per le idee, per il fatto che mi sono sentita sostenuta", dice lei. La sua storia divenne nota nel 2015, quando decise di bloccare un mega progetto edilizio, la cosiddetta "colata di Idice" (un affare da 290 milioni di euro) che prevedeva la costruzione a San Lazzaro di 582 nuovi appartamenti, una new town che sarebbe dovuta sorgere sopra una zona verde.

Quando fu eletta sindaca per la prima volta mancava solo una cosa, la fideiussione bancaria da 13 milioni di euro che il consorzio doveva versare per garantire la costruzione della scuola. Non fu depositata nemmeno dopo una proroga. A quel punto decise di bloccare tutto il piano edilizio.

"Ricevetti pressioni su pressioni. Io, i miei assessori, i dirigenti del Comune. Il Pd mi lasciò completamente sola. Perché in quel progetto c'era una grande partecipazione di Lega Coop".

Quindi, una delle basi del potere del Pd in Emilia Romagna. Ed è allora che entra in campo Renzi. "Io non l'avevo mai votato. Una volta ho scelto Civati, una volta Bersani. Ero per la parte più di sinistra del Pd. Neanche lo conoscevo. Poi, il 3 gennaio del 2015, quando lui era premier e segretario e io ero in piena crisi, mi arrivò una telefonata. Era lui. Mi ascoltò. E mi disse `vai avanti"'.

Non se l'è scordata la Conti quella telefonata. "Quando sono stata rieletta, invece dal Pd non mi è arrivata neanche una telefonata. E io mi sono iscritta alla Fgci quando avevo 14 anni. I miei nonni erano partigiani. Al partito avevo dato tutto. Perché ci credevo".

I contatti con Renzi sono andati avanti negli anni, in maniera sporadica. Poi lui l'ha invitata ad agosto al Ciocco, la sua scuola politica. "Non sapevo volesse fondare un partito. Però, in quell'occasione gli ho raccontato il mio progetto degli asili nido, la scelta di farli gratis.

"'Lo porteremo a Mattarella e tra i contenuti del nuovo governo', mi ha detto lui". Tutto il resto, a questo punto, era già scritto: domani la Conti salirà sul palco e annunceràil suo passaggio a Italia Viva, in un intervento sulla sua esperienza da sindaco. E sugli asili nido. Per inciso, la prima misura annunciata da Conte durante la richiesta di fiducia alle Camere. A proposito di competizione. E di certo, se Iv avrà un futuro, per lei ci sarà un posto di primo piano.