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Ipotesi ritorno al nucleare in Lombardia, Colaninno: "Boutade elettorale"

L'intervento pubblicato dalla "Gazzetta di Mantova", 17 settembre 2021.

Tema delicato quello del nucleare, soprattutto in una provincia che era già stata individuata in passato come potenziale sede di una centrale a Viadana o a San Benedetto, a ridosso del fiume Po. Un tema riportato in cronaca dalle prese di posizione favorevoli del leader della Lega, Matteo Salvini e del presidente regionale, Attilio Fontana, all'eventuale futura costruzione di una centrale in Lombardia, commenti 

«Le scelte di politica energetica non devono avere nulla a che fare con la campagna elettorale in corso, soprattutto se riguarda le amministrative - dice Matteo Colaninno, deputato mantovano di Italia Viva - Dico no a pseudo proposte estemporanee che hanno il sapore di boutade facendo precipitare il livello di credibilità della politica, già provato e logorato. Non credo a un ritorno indietro delle lancette dell'orologio al nucleare e non esiste alcuna proposta sul tavolo. Non si può evocare il nucleare come soluzione a un problema contingente come l'aumento dei costi dell'energia, poiché si tratterebbe di una scelta di lungo termine (minimo 10 anni) e, ad oggi, non esistono le condizioni tecnologiche neppure per discutere di un eventuale ritorno al nucleare dopo il referendum del 1987».

«Meglio ricondurre il dibattito sui binari della transizione ecologica - aggiunge Colaninno - giacché siamo in grado come Italia e come UE di rispettare i target fissati al 2030 (-55% di emissioni rispetto al 1990) e al 2050 (completa decarbonizzazione). Credo che la transizione ecologica sia eticamente giusta, vada fatta nostra con tutte le energie e le risorse possibili. Ma attenzione ai tempi così stringenti: pongono rischi per milioni di piccole imprese italiane. Il pacchetto "Fit for 55" della Commissione va discusso dal Parlamento e dal Consiglio europeo e, in quelle sedi, noi politici italiani dobbiamo considerare bene gli impatti dei tempi sulle aziende più piccole. Tenendo fermo che il futuro sta nella rivoluzione verde. Chi si mette fuori ora, si mette fuori per sempre».