territori il mostro

"il Mostro" a Monza. Renzi: "Dimostrate che non si fa politica con le seggiole"

La notizia su "il Cittadino", 14 luglio 2022.

Pantaloni bianchi, maglietta e giacca scura Matteo Renzi ha macinato chilometri lunedì sera sul palco del Binario 7: l`ex presidente del Consiglio, in città per presentare il suo libro "Il Mostro", ha dedicato gran parte dell`intervento alla possibile crisi del Governo Draghi.

«Sono felicissimo di essere qua - ha esordito nel teatro gremito - ma sono giorni complicati e non sono ottimista». Ha lanciato siluri contro Giuseppe Conte definito come «il clown che non fa più ridere» e contro il Movimento 5 Stelle che «cambiato idea su tutto, dal Tap all'euro». Nonostante la crisi economica che non accenna a placarsi, le difficoltà nel reperimento di energia e materie prime, il costo della vita che sale, l'emergenza migratoria, la guerra in Ucraina, ha affermato il leader di Italia Viva, «da troppi giorni si discute» delle mosse dei pentastellati.

«Serve un chiarimento vero - ha spiegato Renzi - sono perché Draghi resti ma se deve continuare in questo modo sarebbe meglio» che il M5S uscisse dall'esecutivo o si andasse a votare.

L'ex presidente del Consiglio ha rivendicato le sue battaglie: «Siamo orgogliosi - ha detto - di aver mandato a casa Conte e di aver fatto nascere il Governo Draghi». Ha difeso la formazione dell'esecutivo tramite un accordo che ha evitato le elezioni in cui il centrodestra «avrebbe asfaltato» il centrosinistra perché «la politica richiede saggezza, intelligenza e capacità di prevedere». E lui, ha aggiunto, è uscito dal Pd per avere maggiore libertà di movimento. Renzi, che non si è praticamente fermato per tutta la serata, ha incoraggiato i militanti monzesi a proseguire il loro cammino: «Dovete essere orgogliosi - ha dichiarato - di aver contribuito a portare il vostro candidato a diventare sindaco e ora dimostrerete che non si fa politica solo con le seggiole. Se abbiamo inciso così tanto con il 2% pensate cosa potremmo fare con il 5%».

Le democrazie liberali, ha riflettuto, sono in crisi: il primo ministro britannico Boris Johnson si è dimesso e negli Stati Uniti Joe Biden non naviga in buone acque. Si è commosso ricordando l'omicidio dell'ex premier giapponese Abe Shinzo: «Bisogna avere il coraggio di dire - ha proseguito - che servono le riforme costituzionali». «Tante volte - ha ammesso - ho pensato di mollare» di fronte alle inchieste in cui sono stati coinvolti i suoi genitori e in cui è stata «trasformatala Leopolda in una sorta di associazione a delinquere». Nel libro ha messo in fila quelli che ritiene punti oscuri e i motivi per cui riflette sui magistrati che lo hanno indagato ma, ha chiarito, «sono un uomo felice, non faccio la vittima».

Rimarrà in politica, ha assicurato, perché servono investimenti per la scuola, la cultura, la sanità e le famiglie che non arrivano a fine mese: per questo a novembre tornerà la Leopolda. «Possono dare del mostro a me, ma non a voi», ha commentato: tra il suo popolo c'è Claudia, una farmacista di Piombino, che qualche anno fa durante la convention ha testimoniato la sua lotta contro la Sla e ha auspicato che la sanità continui a essere efficiente e gratuita e che, quando sarà il momento, possa scegliere «il modo più giusto di passare all'altro mondo». Di recente, ha spiegato commosso, ha celebrato il suo matrimonio: ormai non parla più e comunica con gli occhi.

«Noi - ha concluso Renzi tra gli applausi - siamo questa cosa qua. Abbiamo fatto un percorso partendo dalle idee» piastrellato di «piccole e grandi delusioni e di vittorie come quella di Monza».