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Grimani: "Non sono riusciti a dividerci, ora la maggioranza torni a dialogare con noi"

Intervista di Emanuele Lauria, la Repubblica, 23 gennaio 2021

"Bocciare la relazione sulla giustizia? Dobbiamo valutare tutto, mica possiamo dimenticare che fino a ieri eravamo alleati di Bonafede. Detto ciò, io spero che si trovi un accordo prima...". Leonardo Grimani, 48 anni, umbro, è uno dei senatori di Italia Viva da qualche giorno al centro delle cronache della possibile, plausibile ma ancora non realizzata, transumanza verso i "volenterosi" di Conte. Ma anche lui, come gli altri "dialoganti" del suo gruppo, ha firmato l'appello congiunto al confronto "privo di veti e pregiudizi" con gli ex alleati. Iv si è ricompattata e anche Grimani, come gli altri "incerti", adesso dice: "Sì, hanno tentato di dividerci e di separare noi da Renzi. Ma non ci spaccheranno. Attendiamo risposte politiche".

Il primo ostacolo è la relazione sullo stato della giustizia. Renzi ha preannunciato che Iv non lo voterà. Lei dice che "non si può dimenticare che in questo anno e mezzo Italia Viva è stato al governo con Bonafede".
"Sì, lo confermo: quella che si vota mercoledì è la relazione sull'anno appena trascorso e noi in questo periodo non siamo stati altrove. Nel gruppo si  dovrà valutare tutto: i contenuti della relazione, l'azione di governo sulla giustizia e il contesto politico in cui avverrà la, votazione".

Significa che non esclude di votare a favore della relazione?
"Significa che bisognerà valutare tutto. Poi il gruppo deciderà, su indicazione di Matteo Renzi".

Di nuovo compatti: pronto a scommetterci?
"Sulla linea del dialogo siamo compatti. Da parte nostra non ci sono né veti né pregiudizi. Spero che sia lo stesso anche dall'altra parte. Noi vogliamo lavorare al rilancio, questa è la nostra decisione e vediamo se ci sarà un riscontro. L'obiettivo è ricomporre il perimetro della vecchia maggioranza che al Senato è vicina ai 170 e consente di procedere nella legislatura e non solo di sopravvivere. Io mi aspetto che accada qualcosa al massimo entro martedì".

Proprio per evitare lo scontro in aula sulla giustizia.
"Se non si arriva a quell'appuntamento con un confronto riaperto saranno problemi... Dobbiamo assolutamente evitare un altro redde rationem, una nuova puntata delle comunicazioni di Conte".

Ma che accadrà se il dialogo non ripartirà?
"Ripeto: il nostro appello ha l'obiettivo della ripresa del dialogo, del rilancio della maggioranza e di un nuovo patto di legislatura. Ma se non avremo risposte agiremo su altri versanti".

Ovvero?
"Italia Viva assumerà delle decisioni nuove, ne parleremo specificamente. Al momento non posso sapere cosa accadrà".

Chi lo desidera può leggere l'intervista a questo indirizzo.