15/05/20
Europa Parlamento Europeo

Sandro Gozi: "Von der Leyen, se l'Europa c'è batti un colpo"

L'intervento pubblicato da "il Riformista", 15 maggio 2020.

Che Europa vogliamo per il rilancio e la trasformazione post crisi Covid 19? E cosa chiediamo alla presidente della Commissione europea Ursula Von der Leyen? All'inizio del mandato, la Presidente proponeva una Commissione "geopolitica". Bene, il primo terreno dove fare politica è l'Unione europea stessa. E già oggi sono molte le decisioni sul tavolo dei Commissari da cui giudicare il loro coraggio e le loro capacità.

Si, perché Ursula Von der Leyen fa discorsi politicamente corretti, a volte coraggiosi (ha addirittura invocato Altiero Spinelli) e qualche gaffe di troppo. Ma non ci interessano né le sue citazioni né le sue gaffe. Ci interessa capire fino a che punto vuole impegnarsi per il cambiamento europeo. Come cominciare? Esercitando i suoi poteri, ad esempio: c'è solo l'imbarazzo della scelta, tanti sono i temi. Se vuole essere dalla parte dei consumatori (cioé dei cittadini), la Commissione dovrebbe avviare subito delle procedure di infrazione contro tutti i Paesi che consentono alle compagnie aeree di violare il diritto che tutti abbiamo di essere rimborsati per la cancellazione dei voli.

Non si capisce infatti perché dovremmo pagare due volte la prima da contribuenti, per i (giusti) aiuti pubblici consentiti dalla stessa Commissione a favore delle compagnie aeree causa crisi Covid 19; e la seconda da consumatori, negandoci il rimborso che ci spetta grazie alla Ue. Se vuole essere dalla parte dello Stato di diritto (e cioè sempre dei cittadini), non deve aspettare che altri abusi di potere vengano commessi da Viktor Orban: il leader del Ppe preferito da Salvini&Meloni è già andato molto lontano nello sfruttare lo stato di emergenza sanitaria per comprimere ancora di più lo stato di diritto.

E dato che ci siamo, mettiamo la regola nel nuovo bilancio Ue per cui congeliamo i fondi ai governi che violano lo Stato di diritto e i principi fondamentali, a cominciare dall`obbligo di solidarietà. Se le piace "vincere facile" e ricordare che anche tutti gli Stati (non solo i cittadini) sono eguali davanti alla legge europea, agisca contro la Germania per punire l'inaccettabile atto di arroganza della Corte Costituzionale tedesca che vorrebbe insegnare il diritto alla Corte europea, dettare la politica monetaria alla Bce e distruggere il fondamento su cui si regge l'intera Ue la primazia del diritto Ue su quello nazionale. Un attacco micidiale che potrebbe avere "conseguenze devastanti per la stessa sopravvivenza dell`Unione", dicono molti anche in Germania.

Magari aiuterebbe anche Angela Merkel a dimostrare se veramente si è convinta anche lei della necessità di rafforzare la democrazia europea e di riformare i trattati, abbandonando la sua esasperante tattica del rinvio e dello status quo: che è l'altra risposta da dare alla Corte tedesca. Tutti nuovi e buoni motivi per lanciare la Conferenza sul futuro dell`Europa: che era una delle condizioni per eleggere Ursula Van der Leyen e su cui aspettiamo parole molto chiare dalla Presidente. Dopo la crisi, il tema dell`Europa sovrana, dell'autonomia strategica continentale e della politica transnazionale diventano ancora più importanti.

Con riforma dei trattati, ovviamente. Guardando oltre il continente, è urgente una reazione molto chiara innanzitutto rispetto alla Cina, che `vuole destabilizzare l`Occidente". Non sono parole nostre, le ha usate il segretario generale della Nato, Jens Stoltenberg, che Ursula Von der Leyen conosce bene, da ex ministra della Difesa. Il suo ufficio è sempre a Bruxelles, a qualche chilometro dal Berlaymont, dove abita (letteralmente) la Presidente. La propaganda cinese in Europa ha raggiuto livelli inaccettabili, in Italia anche con l'aiuto di qualche gilet giallo al governo, come Luigi Di Maio. Ultimo, ma primo per importanza, il Piano economico europeo finanziato da Recovery Bond su cui il Parlamento oggi rivolge un altro messaggio molto, molto esplicito alla Commissione: pochi giochini contabili "à la luncker", molti soldi veri, fresh money, per arrivare a 2000 miliardi di nuove risorse al servizio del rilancio e della trasformazione industriale, ecologica e digitale europea.

Chiedendo più soldi agli Stati? Niente affatto: facendo pagare le tasse ai giganti del digitale e della finanza come a tutti i cittadini, e imponendo un prelievo sui prodotti dei paesi extraeuropei che violano gli accordi di Parigi sul cambiamento climatico, ad esempio. Molto di questo dipende dal Consiglio, cioè dai governi. Lo sappiamo. E a 27 è sempre più difficile raggiungere l'unanimità, sappiamo anche questo e per questo vogliamo eliminare tutti i veti nazionali riformando l'Ue.

Ma ci aspettiamo un ruolo forte da parte della Commissione per trasformare l'Europa, deve assumersi dei rischi e aprire dei confronti politici. Non attestarsi sul minimo comune denominatore. Dopo tutto, cara Presidente, lei è stata eletta per questo. Se lo farà, avrà ancora tutto il nostro sostegno per fare quello per cui l'Unione è nata: non coalizzare degli Stati, ma unire dei popoli.