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Gozi: "Il Trattato del Quirinale rafforzerà l'azione italiana e francese su scala europea e globale"

Estratto dell'intervista di Anais Ginori, "la Repubblica", 14 settembre 2021.

L'ex sottosegretario agli Affari europei Sandro Gozi è stato uno dei promotori del Trattato del Quirinale quando era nel governo Gentiloni. “Siamo alla vigilia di un passo importante che darà a Francia e Italia un ruolo di leadership in Europa e un nuovo protagonismo nelle sfide mondiali” commenta Gozi, eurodeputato nel gruppo Renew e segretario generale del Partito democratico europeo, a proposito dell'accordo per una cooperazione rafforzata che vogliono firmare Emmanuel Macron e Mario Draghi.

L'obiettivo è avere un trattato come quello che esiste tra Francia e Germania?
“Innanzitutto è fondamentale che questo Trattato venga firmato entro la fine dell'anno. Bisogna approfittare di un contesto favorevole nei rapporti tra Francia e Italia, che non ha precedenti in tempi recenti. Tra Roma e Parigi c'è una grande convergenza politica su priorità europee e internazionali. Ed esiste un rapporto personale tra Draghi e Macron basato su grande fiducia, stima reciproca, direi quasi complicità. Ci sono altri motivi a favore della tempistica”.

Quali?
“È importante suggellare questa relazione speciale prima del termine del mandato del presidente Mattarella che con la sua autorevolezza è stato il vero garante dei rapporti bilaterali negli ultimi anni, in particolare durante la crisi provocata dall’incontro tra Di Maio e i gilet gialli. Aggiungo infine che la firma del Trattato darà forza all'Italia che in questo momento guida il G20 e alla Francia che a gennaio prenderà la presidenza dell'Ue. Significherà rafforzare l'azione italiana e francese su scala europea e globale".

Cosa potrebbe cambiare?
“Il Trattato garantirà una base solida e strutturata per far funzionare la relazione tra Italia e Francia, creando una serie di gruppi di lavoro congiunti e scambi più fluidi tra le nostre istituzioni. Abbiamo visto negli ultimi tempi che i disaccordi tra Parigi e Roma non venivano gestiti a monte ma affrontati invece sui media, alimentando una serie di malintesi. Tra Francia e Italia potranno esserci ancora diversità di vedute o conflitti ma avremo una serie di nuovi strumenti diplomatici e meccanismi politici per prevenirli e risolverli”.

C'è anche il tentativo coordinarsi su come affrontare grandi crisi e sfide del futuro?
“Abbiamo un destino comune che si tratti di Libia, Africa, immigrazione, grandi progetti industriali. Se ci mettiamo in competizione tra di noi siamo perdenti"

Chi lo desidera può leggere l'intervista completa a questo indirizzo.