Europa Europarlamento Francia presidenziali

Gozi: "Le Pen reazionaria mascherata da tinte pastello"

L'intervista pubblicata da "il Riformista", 23 aprile 2022.

Sandro Gozi è deputato del Gruppo Renew Europe al Parlamento europeo, eletto nella circoscrizione francese con la lista Renaissance promossa dal presidente francese Emmanuel Macron. Dal maggio 2021 è segretario generale del Partito Democratico Europeo.

Lei che ha seguito da vicino la campagna elettorale di Emmanuel Macron, che sensazioni ha maturato?
Dalla sera del primo turno Emmanuel Macron si è totalmente immerso in un duello prima a distanza e poi televisivo molto serrato contro Marine Le Pen. La mia sensazione è che ci sia innanzitutto un grande bisogno di informare i francesi su tutto quello che è stato fatto in questi cinque anni. Al di là dei temi polemici, ho potuto toccare con mano, nei volantinaggi o nei porta a porta, che tanti francesi non fossero proprio al corrente di varie misure prese, che fossero per la sanità, per l`occupazione o per la sicurezza ad esempio. Da una parte, perché prima tutto era coperto dalla pandemia e ora dal dibattito sulla guerra. Dall`altra parte, perché questa immagine di Macron "presidente dei ricchi", assolutamente falsa, ha però influenzato vari elettori.

Che campagna elettorale è stata quella di Marine Le Pen e in quali settori della società francese ha più presa la destra?
La campagna di Marine Le Pen è stata caratterizzata da molti incontri nei vari territori, soprattutto nelle piccole città e nelle zone agricole, e molti meno grandi meeting elettorali. È partita già a settembre dello scorso anno. Ha fatto prova di molta pazienza e determinazione, soprattutto nella fase in cui suoi alleati storici l`hanno abbandonata per passare con Eric Zemmour e quando i sondaggi la davano sotto il 14%. Non ha mai mollato. Ha lavorato di più sui contenuti, anche se non abbastanza: il dibattito televisivo ha dimostrato di nuovo le debolezze di Le Pen e le grandi competenze di Macron. E ha cercato anche di darsi una nuova patina più moderata, nei toni anche e nei colori: tutto era molto pastello. Ma sotto, rimane un progetto reazionario e oscurantista, una regressione democratica per la Francia e per l`Europa. Sta tentando di sfruttare le difficoltà di parte della classe media, le preoccupazioni di alcuni lavoratori e le pulsioni xenofobe e islamofobe, a cui Zemmour ha dato ancora più libero sfogo.

Enrico Letta, ha affermato che più che l`Ucraina, la "grande conquista" di Vladimir Putin sarebbe la Francia, intendendo la vittoria della Le Pen.
Ma non lo scopriamo certo oggi! Le Pen è finanziata da banche russe, da anni ha stretto legami politici fortissimi con Putin. E la disinformazione russa è intervenuta in modo pesante sia durante la presidenziale del 2017 che durante la crisi dei gilet gialli. Macron lo ha giustamente ricordato a Lepen nel dibattito: "lei dipende dal suo banchiere russo". E ha ragione. Un conto infatti è dialogare con la Russia anche nei momenti più difficili come ha fatto Macron, un altro è esserne dipendente a livello finanziario e politico come lo è Le Pen.
Macron è già oggi il principale leader europeo. Una vittoria gli darebbe ancora più forza, come mai credo un presidente francese ha avuto almeno dai tempi del primo Mitterand. Macron spingerebbe nell`immediato anche per attuare rapidamente tutti gli impegni presi con la cosiddetta Bussola Strategica, a cominciare dai progetti industriali di difesa comuni e la forza di pronto intervento europea. Ma credo e spero che vorrà costruire un vero nucleo duro militare europeo assieme a Italia, Germania, Spagna e, in prospettiva, Polonia, aperto ovviamente a tutti coloro che vogliano veramente costruire il nuovo pilastro militare europeo.