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Gozi: "In Francia il Recovery lo attueranno i prefetti"

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Intervista di Claudio Marincola, "il Quotidiano del Sud", 10 dicembre 2020.

Sandro Gozi, 52, ex sottosegretario agii Affari europei prima nel governo Renzi e poi in quello Gentiloni è ora un Parlamentare di Renew Europe il partito/movimento En Marche del premier Emanuel Macron al Parlamento europeo. Una lista transnazionale in cui cittadini di nazionalità non francese si affiancavano ad altri cittadini europei. Fece scalpore la sua scelta di collaborare con secondo il governo Edouard Philippe. Per questa sua scelta fu aspramente criticato. Ci fu chi accusandolo in pratica di tradimento, chiede alla Farnesina il ritiro del suo passaporto. Per raccontare questo complicato periodo della sua transizione politica ha pubblicato in Francia proprio in questi giorno un libro ("La Cible" che vuol dire "il Bersaglio". Ora è felicemente approdato a Bruxelles e l'assemblea nazionale di Italia Viva lo ha di recente nominato coordinatore del Cantiere Europa.

Onorevole Sandro Gozi, ha sentito? In Italia per gestire il Recovery fund stiamo mettendo in piedi un'altra task-force. L'ultima di una lunga serie. Che ne pensa?
«Si ho letto, si parla di centinaia di consulenti. In Francia no. Nessun manager, nessun consulente e neanche nessuna struttura speciale. C'era già a Matignon un coordinamento per gli Affari economici presso il gabinetto del Primo ministro dotato di strumenti ordinari. Un organismo interno preesistente di cui fanno parte i direttori generali e i ministri con portafoglio coinvolti nella gestione del piano per il ruolo particolare che li riguarda: Il Digitale, che già rientra nelle competenze assorbite dalla presidenza e poi Ambiente e transizione ecologica, Lavoro, Coesione e affari sociali».

Dai noi un esercito e in Francia nulla di tutto questo?
«Torno a dirle: qui c'era già e c'è ancora un comitato interministeriale di coordinamento. Non serviva una task-force».


Onorevole Gozi, lei sta dicendo che in Italia sul Recovery fund (e non solo) ci stiamo complicando la vita?
«In Francia il piano è già pronto e diventerà operativo già da gennaio 2021. Ed è nato dal confronto tra il coordinamento che le dicevo e Le Comité de Suivi, un comitato consultivo composto da eletti, deputati e senatori. Con l'unica differenza che a livello istituzionale si aggiunge un consigliere nominato dal primo ministro, un membro del Gabinetto» .

La Francia ha già messo nero su bianco un piano nazionale per la ripresa da cento miliardi di euro. Sostegno alle imprese, stimoli all'occupazione, riduzione delle disuguaglianze, innovazione, politiche giovanili. E i governatori delle regioni?
«In Francia c'è un concetto di federalismo molto diverso. Gli accordi tra Stato e Regioni riguardano soprattutto la messa in sinergia dei fondi europei e dei fondi ordinari. Come utilizzarli al meglio, come ripartirli evitando duplicazioni e conflitti di competenza. È tutto è nelle mani dei prefetti».

Le ripeto la domanda: e i governatori?
«Non ci sono governatori, ci sono solo presidenti delle Regioni ma il punto di riferimento sul territorio restano i prefetti. Sono loro che si occuperanno del piano di rilancio, mentre i viceprefetti saranno incaricati di portare avanti i piani di attuazione».