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Gozi: "Eccezionale la vittoria di Macron. Ora bisogna unire lo spazio macroniano in Italia"

L'intervista pubblicata da "laPresse", 26 aprile 2022.

"È la prima volta che un presidente uscente fuori dalla co-abitazione in Francia rivince le elezioni. È la prima volta nella Quinta Repubblica, se si pensa che questa prima volta si produce nel momento in cui ormai di esce dalla crisi pandemica, la crisi dei gilet gialli e la crisi ucraina, è un risultato eccezionale. Vorrei sottolineare l'eccezionalità della vittoria di Macron perché di quelli precedenti nessuno ce l'ha fatta. Lo stesso Mitterand ha rivinto le elezioni ma era in co-abitazione con Chirac". Lo afferma, in un'intervista a "LaPresse", Sandro Gozi, eurodeputato di Renew Europe, eletto nella lista francese Renaissance, e segretario generale del Partito democratico europeo.

"Poi è la quarta volta che la famiglia Le Pen perde le elezioni in almeno trent'anni - sottolinea il parlamentare -. Questi sono i due dati reali e da qui bisogna partire. Poi è evidente che adesso dobbiamo vincere le legislative, che non sono un terzo tempo, a differenza di quanto dicano Melenchon e Le Pen, e io sono convinto che si possa e si debba lavorare per dare una maggioranza anche all'assemblea al presidente Macron e credo che i francesi siamo molto più interessati a dare una maggioranza al presidente piuttosto che a cercare una rivincita, come sembra sperare invece Melenchon e Le Pen".

"Noi crediamo che in quest'altra partita (quella delle legislative di giugno, ndr), si possa allargare la maggioranza presidenziale - che si sta allargando e deve continuare ad allargarsi - perché il macronismo è nato come superamento delle divisioni e della vecchia politica e come allargamento continuo", prosegue Sandro Gozi. "Questo ovviamente richiede un cambiamento di metodo, perché i tempi sono cambiati, perché ci sono state tre crisi, perché cinque anni in politica oggi sono 50. Quindi serve un metodo che deve passare da più concertazione e più dialogo, le riforme vanno spiegate meglio, discusse e accompagnate di più da dialogo, dibattiti e concertazione. Il secondo punto è mettere subito in atto quei cambiamenti su cui Macron si è impegnato: sull'ecologia, sulla lotta alle diseguaglianze sociali, sulla scuola e sulla sanità. Che sono temi fondamentali sui quali si giocheranno le legislative", continua Gozi.

"È evidente che c'è assolutamente nella società italiana, nell'economia italiana, nelle aspettative di parte dell'elettorato italiano, la possibilità e la necessità di costruire e di occupare questo spazio centrale in Italia", spiega Sandro Gozi, commentando la vittoria di Emmanuel Macron. "L'obiettivo non è fare testimonianza ma diventare maggioranza, cambiare la politica italiana. Ci sono due fasi: l'aggregazione delle varie forze di questo spazio, che guardano a Renew, e secondo la proposta di una grande alleanza che guarda a Forza Italia e Partito Democratico".

"Lo spazio macroniano in Italia - aggiunge Gozi - è uno spazio in cui questa forza liberaldemocratica si colloca al centro dello schieramento e spinge da una parte il Partito democratico, che dalla guerra in Ucraina sono dalla parte giusta,e dall'altra Forza Italia che ripete che sono una forza liberale".

"Che ci fa Letta con Conte? Che ci fanno Tajani e Berlusconi con Meloni e Salvini? Non capisco più. C'è uno sfasamento totale tra quello che questi partiti rivendicano di voler essere e fare e quello che in realtà sono. Sono sicuro che dando più senso alle cose anche la politica italiana avrà più senso per gli italiani", sottolinea Gozi.

"In Francia - quando l'estrema destra si avvicina al potere - gli artisti, i premi Nobel, i sindacati, l'elettorato di sinistra si mobilitano e fanno vincere il fronte repubblicano. In Italia quando l'estrema destra si avvicina al potere c'è la corsa a salire sul carro del vincitore e a far apparire l'estrema destra quello che non è. L'hanno fatto con Salvini, che volevano farlo apparire come un democristiano, quando è un estremista alleato di Putin e di Orban, e oggi lo vogliono fare con Giorgia Meloni, che vogliono fare apparire come una liberale ma che è la presidente di un partito in cui ci sono i post-franchisti e i bulgari che fanno il saluto nazista nelle aule del parlamento", conclude Sandro Gozi.