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Gozi: "Bene se i conservatori diventano meno euroscettici"

L'intervento pubblicato dall'agenzia "AdnKronos", 21 gennaio 2022.

L'Ue ha "interesse" a vedere un'evoluzione dei partiti del gruppo parlamentare dell'Ecr (Conservatori e Riformisti Europei), in primis Fratelli d'Italia e il Pis polacco, verso posizioni "meno euroscettiche", più "compatibili" con il consensus europeo e "meno violentemente in contrasto" con i principi fondamentali dell'Ue.

E la nomina di un vicepresidente dell'Aula, il lettone Roberts Zile, che ha accompagnato l'elezione della popolare maltese Roberta Metsola a presidente dopo David Sassoli, potrebbe "aiutare" questa evoluzione, che riguarda una parte della destra parlamentare, mentre il "cordone sanitario" resta ben stretto intorno a Identità e Democrazia, il gruppo in cui la Lega siede con Alternative fuer Deutschland e con il Rassemblement National di Marine Le Pen. Tutto, però, dipenderà dalle scelte che farà l'Ecr.

Lo dice all'Adnkronos l'eurodeputato di Renew Europe Sandro Gozi, eletto in Francia, segretario generale del Partito Democratico Europeo. Il dato politico "più importante" delle elezioni di metà mandato, secondo Gozi, è "l'accordo politico tra Ppe, S&D e Renew, che indica priorità importanti che i gruppi sono impegnati a consegnare nella seconda parte della legislatura, sul digitale, sulla transizione ecologica, lo Stato di diritto, le liste transnazionali, l'elezione del presidente della Commissione. Per noi il fatto che i Popolari siano d'accordo sulle liste transazionali è un risultato molto positivo. La maggioranza che in Italia chiamiamo Ursula esce rafforzata da questo negoziato di metà mandato. Abbiamo adottato anche un documento strategico, cosa che nel 2019 non accadde". In più, si è scelto di "garantire il pluralismo politico all'interno del Bureau (in cui siedono il presidente, vicepresidenti e questori, l'organo direttivo del Parlamento, ndr), confermando il cordone sanitario, che è sempre stato applicato nei confronti dell'Id. Il pluralismo politico include tutti gli altri gruppi, dalla Gue/Ngl all'Ecr e noi abbiamo lavorato perché tutti questi gruppi fossero rappresentati, com'è giusto che sia, in un Parlamento che si basa sul sistema proporzionale".

"Noi - continua Gozi - abbiamo interesse a che l'Ecr possa evolvere verso posizioni meno euroscettiche e meno violentemente in contrasto con i principi fondamentali dell'Ue. Se il pluralismo può aiutare l'Ecr in questa evoluzione, potrebbe essere un effetto positivo di questa scelta: lo vedremo, dipenderà molto dall'atteggiamento dell'Ecr. E, per quanto riguarda l'Italia, dall'atteggiamento di Fratelli d'Italia, che finora è stato il partito più ostile all'europeismo e alla Commissione Europea. Sta a loro vedere se passeranno a posizioni meno estremiste oppure no. Vale anche per altri partiti all'interno dell'Ecr".

Anche per il Pis, dunque, visto che l'Ue non vuole perdere la Polonia: "Che sia interesse dell'Ue non perdere la Polonia - risponde - è assolutamente vero, ma questo non vuol dire scendere a compromessi su linee rosse come lo Stato di diritto: lì non ci sono compromessi possibili, ma violazioni che vanno sanzionate. L'Ue non è un menu à la carte, in cui si prende l'antipasto ma non il dolce. Quando si entra - conclude Gozi - si prende tutto".