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Governo Draghi, Buonajuto: "Un discorso di unione. Ora ricostruiamo il Paese"

L'editoriale pubblicato da "Metropolis", 18 febbraio 2021.

Un discorso di unione, nel solco dello spirito repubblicano, parole di unione e di speranza, ma allo stesso tempo una duplice visione. Le parole del Presidente Mario Draghi, nel suo intervento al Senato, tratteggiano un’idea di Governo di lotta alla pandemia, ma anche di ricostruzione di un Sistema Paese. Nell’immediato l’obiettivo primario è l’accelerazione sul fronte vaccini, per consentire all’Italia di rialzarsi e di ricominciare a correre, mentre nel lungo periodo guarda ad un Paese che deve ricostruirsi con le forze politiche che lo sostengono con senso di responsabilità, che come lo stesso Draghi ha sottolineato, più che fare un passo indietro, fanno un passo in avanti rispondendo alle necessità della comunità.

Un passo in avanti che dovremmo fare tutti noi, ognuno per il proprio ruolo. Un intervento, quello di Draghi, trascinante e che ha indicato chiaramente i passaggi per rilanciare l’economia, il lavoro e gli investimenti con una attenzione particolare alle giovani generazioni e alla parità di genere. Da sempre temi cari a Italia Viva. Priorità che viene data soprattutto all’educazione e alla formazione, ma anche al modello turismo Italia, che non sarà più quello pre-pandemia, ma deve rimanere una forza trainante della nostra economia. Bisogna investire in cultura, perché in questo momento l'istruzione è l'arma più potente che abbiamo a disposizione per riscattarci da questa difficile situazione. Lo ha detto bene Draghi, perché questa pandemia per i giovani è una catastrofe educativa che sta cambiando la percezione dello spazio pubblico, del confronto, della crescita. Perché uscire dalla pandemia non sarà come riaccendere la luce. Anzi l’aumento delle diseguaglianze nella nostra società sono sempre più evidenti.

Per questo l’urgenza è tornare ad una scuola in presenza al 100% e in sicurezza. Un argomento divisivo e che sta alimentando discussioni e contrasti. Comprendo le preoccupazioni dei genitori, anche io lo sono, non a caso da sindaco, di concerto con l’Asl, ho provveduto a firmare ordinanze di chiusura di singoli plessi dove i dati epidemiologici erano preoccupanti, ma da genitore sono preoccupato anche per il gap culturale che sta caratterizzando le giovani generazioni.

Non possiamo adagiarci sulla Didattica a distanza. Una soluzione che, pur avendo garantito la continuità del servizio, non ha messo i nostri studenti al riparo da disagi e disuguaglianze, soprattutto nel Mezzogiorno d’Italia, dove dobbiamo fare i conti con infrastrutture non adeguate e carenti. Quindi, vaccini subito per il personale scolastico, test e tamponi per i ragazzi, trasporto pubblico per aiutare il distanziamento, ma restituiamo quanto prima la possibilità ai ragazzi di poter tornare in classe.

Facciamolo nel modo giusto, non banalizzando la questione con lo slogan “scuola in estate”, che starà già agitando sindacati, professori e studenti. Andiamo oltre i muri ideologici, abbattiamoli, e pensiamo solo a fare il bene delle future generazioni offrendo loro una formazione in linea con gli standard europei e adeguata alle sfide del lavoro, che dopo questa pandemia cambierà ancora più in fretta. Formazione da garantire agli studenti, ma anche al personale docente per allineare l’offerta educativa.

Siamo davanti ad una transizione culturale anche per il comparto turistico. Draghi parla di un nuovo modello che valorizzi, ma allo stesso tempo preservi, il nostro Patrimonio storico, artistico e culturale. Questo a mio avviso significa aumentare l’offerta, dare un’opportunità maggiore soprattutto al Mezzogiorno, dove insistono tante bellezze da far conoscere, ma per fare questo bisogna sfruttare nel migliore dei modi la grande opportunità che arrivano dal Recovery Fund, migliorando infrastrutture e trasporti. Cultura, turismo e legalità oggi più che mai per sviluppare un indotto sociale ed economico. Una sola direzione per andare avanti, per uscire dalla bufera, dalla quella visione miope che guarda alle prossime elezioni e non alle prossime generazioni.