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Paita: Giusto coinvolgere le liste civiche liguri, ma il piano Toti è dirigista

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L'intervista a Raffaella Paita per il Secolo XIX di Mario de Fazio

La senatrice di Italia Viva apre al progetto di Toti: «Ma la ricetta non sia dirigista»

 

La ricetta di Toti sulla federazione delle liste civiche mi sembra un po` dirigista e velleitaria. Ma coinvolgere gli elettori delle civiche è giusto». Se non è una timida apertura al progetto del governatore, poco ci manca. Ma la senatrice e coordinatrice nazionale di Itali a Viva, Raffaella Paita, continua a lavorare per costruire, anche inLiguria, un centro che «sia alternativo al populismo della Schlein e al sovranismo della Meloni». La renzianissima spezzina elogia Scajola («Ha coraggio, le sue riflessioni sul centro sono molto interessanti») punge îl Pd («ha perso ovunque»), sferza l`ex compagno di strada Calenda e, sulle infrastrutture, non le manda a dire: sia sulla Gronda («Se il governo non risolve il problema degli extra- costi non partirà») sia sul porto («Va bene Bucci commissario per la Diga, ma all`Autorità portuale serve un presidente, non un commissario»).

Senatrice, in questi giorni si discute molto del rapporto tra partiti e civismo: il governatore Giovanni Toti ha lanciato l`idea di federare tutte le liste civiche dei sindaci. un progetto che può funzionare?

«Porsi il problema di coinvolgere elettori che, se non avessero votato civico, probabilmente non sarebbero andati a votare, è cosa giusta. La ricetta mi sembra però un po` dirigista. D`altronde nelle città gli elettori delle liste civiche hanno creduto in quei progetti anche in alternativa alla Lista Toti. Un punto su cui lavorare è quella enorme platea di elettori che in Liguria non si riconoscono più né in una sinistra che ormai si è messa contro lo sviluppo e la crescita, né in una destra ideologica. E io questo lo chiamo centro».

A Genova, in una delle civiche del. sindaco Bucci, sono stati candidati ed eletti anche esponenti di Italia Viva: siete interessati a questa iniziativa?

«Noi non ci siamo candidati con Bucci "sotto mentite spoglie", come dice Toti. Abbiamo fatto una scelta coraggiosa e consapevole rivendicandola apertamente. Ma n oi siamo alternativi al campo largo di Schlein e al sovranismo della Meloni, siamo il centro riformatore. E sui territori valutiamo nel solo interesse dei cittadini. Le sembra strano? A me sembra giusto e normale».

Nel centrodestra non manceno le frizioni interne: come legge lo stato di salute della coalizione che è maggioritaria in Liguria?

«Mi sembrano molto litigiosi. Nelle città si sono spesso contrapposti. Scajola ha vinto senza pronunciare giustamente la parola destra, a Sestri Levante Solinas ha fatto la stessa cosa. Ma la destra figure ha un grande alleato: il Pd, che va a braccetto con Conte e sinistra radicale. Con questa classe dirigente del Pd, la destra può litigare, dividersi, ma vincerà comunque segnando a porta vuota».

Il sindaco di Imperia, Claudio Scajola, ha sferzato i partiti dicendo che hanno classi dirigenti inadeguate, ma anche auspicato un terzo mandato di Toti. Come giudica le parole dell`ex ministro?

«Stimo Scajola per come si è rimesso in gioco a favore del suo territorio. Ci vuole amore e coraggio, dopo aver avuto ruoli nazionali così rilevanti, a fare una scelta così rischiosa. Delle sue parole condivido il concetto che il civismo o è davvero tale o non è. E trovo molto interessanti anche le sue riflessioni sul ruolo del centro nel Paese e in Liguria».

Il Terzo polo è ormai evaporato, dopo la rottura tra Renzi e Calenda: ora l`ex prender sta lavorando a "Il centro": in che consiste questo progetto? C`è davvero spazio per un soggetto politico centrista?

«Calenda è campione del mondo di una specialità: lasciare tutto a metà. Si è dimesso dal Parl amento europeo, da consigliere comunale e ha sfasciato il Terzo polo. Noto peraltro che continua ad auto-litigare e, piano piano, si avvicina al campo largo. Noi siamo coerenti e rimaniamo fermamente al centro, alternativi a sovranisti di destra e di sinistra. Vogliamo costruire un progetto per il Paese aperto a chi vorrà starci: popolari, socialisti, liberali, civici. E anche in Liguria qualcosa si muove».

Il Pd ligure ha cambiato vertici, e sembra incalzare di più il centrodestra: c`è spazio per un dialogo tra voi e i Dem, anche in vista delle regionali del 2025?

«Le regionali sono lontane, si vedrà. Quanto al Pd ha perso tutto, non governano neanche un Comune e l`ultimo suicidio politico l`hanno fatto a Sestri Levante. Lei vede una nuova dirigenza? Io vedo gli stessi che hanno sostenuto Cofferati e perso tutti i Comuni eccetto Savona, dove si sono alleati con noi riformisti. Italia Viva lavora a costruire il centro alle europee e nel Paese».

Lei si è sempre occupata di infrastrutture: sulla Gronda il ministero ha inserito una norma per sbloccare l`iter autorizzativo, sopprimendo il controllo del Consiglio superiore dei lavori pubblici. Può essere la volta buona per veder partire l`opera?

«Qualche mese fa proprio sul Secolo avevo evidenziato il vero problema della Gronda: le risorse. Se il governo non interviene su questo punto, l`opera non partirà davvero. Con buona pace delle finte inaugurazioni. Io sono perla Gronda, voglio la Gronda, non ho fatto l`accordo con il centrosinistra perché tentennavano proprio sulla Gronda. Ma ora al governo ci sono Meloni e Salvini e devono trovare una soluzione. Poi sulle semplificazioni sono sempre d`accordo ma non risolveranno il problema del rapporto tarifferisorse».

Il porto di Genova vive una fase molto delicata, dopo la nomina di Signorini a Iren: cosane pensa?

«Sarò sincera, non mi aspettavo che Signorini lasciasse l`incarico per un nuovo ruolo. E una fase unica e irripetibile per il porto di Genova e Savona, lasciare il ruolo di presidente in un momento così delicato, soprattutto perla Diga, non mi sembra positivo».

Come vedrebbe una possibile nomina del sindaco Bucci a commissario per la Diga?

«Tutti sanno la stima che nutro per il sindaco. Bucci ha voglia di fare: più delle medaglie, più dei ruoli remunerati, più della visibilità, gli interessa Genova. Da questo punto di vista è una garanzia di impegno. Quindi Bucci va bene. Quello che non cap is co è un`altra cosa».

Quale?

«Perché nominare un commissario in questa fase transitoria quando si potrebbe nominare subito il nuovo presidente, pienamente legittimato. Genova ha bisogno di certezze anche nella programmazione e il nuovo piano regolatore portuale, che deve essere fatto perché ancora non c`è, va realizzato da un presidente e non da una figura transitoria».

Al Meeting di Rimini il coordinatore di Forza Italia, Antonio Tajani, ha lanciato la su estione di privatizzare i porti: le sembra una strada percorribile?

«Tajani è una leadership debole per Forza Italia, che senza Berlusconi rischia di perdere il suo ruolo di baricentro riformista nella coalizione Meloni. È un partito a rimorchio dei sovranisti e devono decidere cosa fare nel futuro. Quanto alle assurde parole sui porti secondo me Tajani non sa di cosa parla e probabilmente non ha mai visitato un porto in vita sua»