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Giornalisti russi o spie nei talk Rai? Anzaldi: "Vigilanza e Copasir collaborino"

L'intervento pubblicato su "la Repubblica", 28 aprile 2022.

Arriva una richiesta di un'audizione congiunta per capire se gli ospiti della tv di Stato che ripropongono la propaganda del Cremlino si muovano come rappresentanti della stampa estera o come funzionari del governo di Putin.

"Ma sono giornalisti russi o agenti di Mosca?": è quello che domanda la Commissione di Vigilanza Rai, pronta a chiedere - sarebbe la prima volta - un'audizione congiunta con il Copasir, il Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica.

Obiettivo: capire, tramite le informazioni in possesso della nostra intelligence, se gli ospiti della tv di Stato che ripropongono in loop la propaganda del Cremlino si muovano effettivamente come rappresentanti della stampa estera o piuttosto come funzionari del governo di Putin.

La richiesta di audizione congiunta è stata avanzata martedì sera. Secondo fonti della Vigilanza, se il Copasir desse il via libera, la seduta potrebbe essere calendarizzata già la prossima settimana, forse in coincidenza con l'audizione dell'amministratore delegato Rai Carlo Fuortes, in programma il 4 maggio.

"Vogliamo capire se si tratta di giornalisti russi che operano liberamente o addirittura di funzionari del governo russo che diffondono la propaganda del Cremlino", spiega Michele Anzaldi, deputato di Italia Viva in Vigilanza.

L'altro ieri, ad esempio, a CartaBianca, su Rai 3, è stata ospitata, in collegamento da Mosca, Nadana Fridrikhson, giornalista di "Zvezda", emittente controllata direttamente dal Ministero della Difesa russo. Sul terzo canale, Fridrikhson ha sostenuto concetti così: "L'operazione militare speciale russa ha il compito di terminare la guerra iniziata dal regime di Kiev sostenuto dagli Stati Uniti".

Secondo Anzaldi, "alla luce della pericolosa deriva presa dall'informazione del servizio pubblico, sarebbe davvero opportuno che i presidenti delle due commissioni, Barachini e Urso, quanto meno si parlassero e valutassero insieme la situazione".

Se non si potesse procedere a un'audizione congiunta, per le ragioni di riservatezza che regolano le sedute del Copasir, aggiunge Anzaldi, "serve comunque una forma di lavoro comune tra Vigilanza e il Comitato parlamentare sulla sicurezza della Repubblica, perché siamo nel pieno di una guerra e in guerra l'informazione diventa ancora più a rischio di propaganda militare".