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Gianluca Pomo: "Italia Viva è solo all'inizio di un grande percorso"

L'intervista rilasciata a "Radio Lombardia", 4 febbraio 2021.

È stato un intervento a tutto tondo, quello di Gianluca Pomo, coordinatore di Italia Viva per la Provincia di Milano, che ha fatto il punto sul ruolo del nostro partito entro la crisi di governo in corso, ai microfoni di Radio Lombardia.

Draghi è certamente una scelta apprezzata da Italia Viva, forse adesso si capirà ancor di più perché avete creato la crisi proprio in questo momento?
Abbiamo sinceramente ricevuto un forte supporto e accolto nuovi iscritti e simpatizzanti da quando è iniziata la crisi, ma certamente il fatto di avere un premier come Draghi, il miglior dirigente italiano del mondo, toglie ogni dubbio sul fatto che cercassimo un governo migliore del precedente. Abbiamo lasciato tre poltrone in un periodo in cui le poltrone non le lascia nessuno, solo per le nostre idee, c’è da esserne fieri. Fino in fondo abbiamo tentato di costruire un governo politico, cercando un leader anche del PD che però al suo interno a quanto pare non l’ha trovato e si è arroccato sul nome di Giuseppe Conte.

È vero che vi hanno proposto Bonafede come vice presidente del consiglio. È stato un elemento di rottura?
Per noi salvare Bonafede un anno fa dopo lo scempio giustizialista sulla prescrizione, è stato davvero complesso. Bonafede incarna ideali e metodi giustizialisti estremamente lontani dai principi che Italia Viva porta avanti. Non è l’unico elemento di rottura ma certamente non avrebbe rappresentato un vice presidente del consiglio di qualità, a nostro parere. Poi sul tavolo noi abbiamo posto questioni contenutistiche: perché no al Mes? perché i cantieri commissariati sono ancora fermi? perché la scuola è stata bloccata per un anno come in nessun altro paese europeo? E molto altro. Nessuna apertura su questi temi, noi ci abbiamo provato fino in fondo.

Come può un eventuale governo Draghi, espressione di un tecnico appartenente alla finanza mondiale aiutare le fasce più deboli della società?
È stucchevole la polemica riguardo la fine della politica in quanto Draghi rappresenterebbe un tecnico. Draghi è un gigantesco politico che ha salvato l’Italia dal default a livello europeo. Politiche espansive, di detassazione a favore di imprese e lavoratori e la creazione conseguente di nuovi posti di lavoro non possono che avere effetto positivo su tutte le classi sociali a partire da chi ha necessità di tornare a lavorare dopo una crisi pesantissima come quella che stiamo affrontando e che purtroppo affronteremo. Stare vicino ai più deboli significa fare politiche economiche e del lavoro, ma anche non dimenticarsi dei diritti. Draghi sarà capace di essere in prima linea anche su questi temi.

Draghi riuscirà ad essere più empatico rispetto a quanto sembra non essere Matteo Renzi?
Non mi addentrerei su questioni personali, ho sempre preferito chi porta gli indicatori da meno a più, rispetto a chi mi fa più o meno ridere. Non credo servano politici barzellettieri, ma che Draghi sarà simpatico ed empatico mi interesserà il giusto se farà il bene del paese, cosa di cui sono certo. Lo stesso discorso vale per Matteo Renzi, le sue capacità politiche tese a migliorare questo paese sono a mio parere estremamente evidenti, il resto, nel suo ruolo, mi interessa sinceramente molto meno.

Non credo che il disegno di Italia Viva finisca con Draghi presidente del consiglio…
Italia Viva è solo all’inizio di un grande percorso, per ora ci accontentiamo di essere passati da Conte e Casalino a Mario Draghi presidente.

Chi lo desidera può ascoltare l'intervista a questo indirizzo.