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Giachetti: «Illudono i detenuti. Si rischia la rivolta nelle carceri»

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Intervista a Roberto Giachetti per "La Repubblica" del 04-12-2025

di Matteo Pucciarelli

Nel luglio 2024 il deputato di Italia viva Roberto Giachetti ha presentato una proposta di legge, supportata anche da Rita Bernardini, che tenta di modificare il sistema di detrazione di pena per la liberazione anticipata dei detenuti. Che è un po’ la proposta di Ignazio La Russa. «Sono inca**to nero», dice.

Per quale motivo?

«Il combinato disposto della sua proposta e la smentita immediata del governo è da irresponsabili. Si illudono migliaia di persone che vivono in condizioni inumane. Prendere in giro uno per strada è un conto, ma se stai vivendo peggio di un maiale nella sua porcilaia rischi di far scattare una rivolta».

La Russa quindi ha sbagliato a lanciare la proposta?

«Quando ci andai a parlare, questa estate, gli spiegai: stiamo attenti a non creare aspettative e illusioni, sarebbe drammatico. Lui è la seconda carica dello Stato, non può dire una cosa per vedere l’effetto che fa. Perché penso che se lo fai, è perché hai sentito la premier e c’è un accordo. Invece no. È assolutamente folle. Poi il fatto che venga sconfessato dal suo governo è grave, ma è ancora più grave la reazione che si può creare. Piuttosto che fare una cosa del genere meglio non fare nulla».

Pensa che si sia fatto trasportare un po’ dal caso Alemanno?

«Penso ci sia un disegno del governo. Hanno creato un reparto operativo speciale della Penitenziaria dedicato alla repressione delle rivolte. Non fai nulla per risolvere il problema, anzi getti benzina nel fuoco, per poi intervenire col pugno duro. Creare cioè tensione e rispondere con ancora più repressione».

Le daranno del complottista.

«Delmastro dice che gode a vedere gli arrestati che non respirano, il ministro della Giustizia sostiene che le celle piene di gente vanno bene, così si controllano meglio. Insieme a Bernardini ho denunciato Nordio, Ostellari e Delmastro: se una istituzione sa che si sta consumando una illegalità è complice di quella illegalità».

Aumentare le carceri, quindi gli spazi, come propone la destra, è una soluzione?

«Questi ipotetici posti sono i famosi prefabbricati stile Albania. Avevano fatto una gara che hanno sbagliato, l’hanno dovuta rifare, avevano preventivato delle cifre errate. Non hanno fatto nulla, niente, in barba alle parole di Mattarella che in più di una occasione ha cercato di spiegare che il carcere non è una condanna alla sepoltura ma deve riportare speranza».

Il tema è che la filosofia dello sbattilo in galera e butta via la chiave sembra aver vinto.

«Non solo ha vinto, ma è alimentato dai decreti sicurezza, dove si creano nuovi reati a profusione».

Si può dire che le condizioni delle carceri di un Paese sono una cartina di tornasole del Paese stesso?

«Lo penso e va detto che questo è un problema che ci siamo portati dietro governo dopo governo. Nordio ora dice che la proposta di liberazione anticipata sarebbe una resa della Stato, ma è già prevista dalla legge Gozzini. Questa è tutta propaganda cattiva fatta sulla pelle di quelli che vengono considerati avanzi della società e che il popolo, fuori, non ha intenzione di difendere».