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Genova, Paita: "Un oltraggio alle donne dai manifesti Pro Vita"

L'intervento pubblicato da "il Secolo XIX", 10 dicembre 2020.

«Sul mio corpo decido io». Così le femministe del collettivo "Non una di meno" di Genova hanno risposto, ieri, all'ultima e contestatissima campagna dell'associazione "Pro-vita & Famiglia" contro la pillola abortiva Ru486. Si tratta di un manifesto che ritrae una Biancaneve moderna, senza vita, con la mela rossa in mano e lo slogan "Prenderesti un veleno? ".

A Genova il manifesto è stato affisso in corso Saffi dove è andato in scena il blitz delle attiviste di Nudm. Le quali, con pennelli e vernici hanno ri-editato lo striscione per poi chiedere al Comune di rimuoverlo. Ma sul "caso Biancaneve", come è subito stato ribattezzato sui social, sono intervenuti anche intellettuali come Roberto Saviano oltre alla parlamentare ligure di Italia Viva, Raffaella Paita che ha chiesto al Comune di ritirare le affissioni, annunciando un'interrogazione parlamentare.

«Non basta nemmeno la rimozione del manifesto, che pure è urgente - aggiunge Raffaella Paita - perché, se un giornale è giustamente responsabile di ciò che pubblica, un Comune è responsabile di ciò che affigge. E l'amministrazione di Genova ha una responsabilità grave, per cui deve chiudere scusa alle donne e ai genovesi».