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Gadda: "Noi, radicali nei contenuti e moderati nei toni"

L'intervento su "la Prealpina", 13 settembre 2022.

«Dal 26 settembre i cittadini e le imprese troveranno l'alternativa in noi, radicali e riformisti nei contenuti e moderati nei toni». Ama raccontare i progetti più con esempi pratici che con slogan, ma uno, uno solo, scappa anche a Maria Chiara Gadda, parlamentare di Italia Viva e capolista per la Camera (per Azione-Italia Viva).

Lei che conosce davvero bene il territorio e il suo tessuto sociale ed economico (ricordiamo tra i suoi provvedimenti la legge contro lo spreco alimentare), chiarisce «che cosa serve» al territorio e ai suoi abitanti. «Il nostro concetto di voto utile è uno solo: quello che porta persone competenti al Parlamento, per un tessuto produttivo e sociale molto forte che spesso sa agire da solo, come quello imprenditoriale, e che va sostenuto dalla politica, indirizzato».

Dice che bisogna lavorare «per l'attuazione del Pnrr», e «fare arrivare le risorse se vogliamo intercettare la sfida dell`internazionalizzazione», che serve la riforma del fisco «per dare una reale capacità alle imprese di intervenire e per salvaguardare anche le famiglie». Necessaria inoltre una riforma della giustizia «perché bisogna garantire tempi rapidi, anche nella pubblica amministrazione e bisogna proseguire con la digitalizzazione, la politica deve agevolare chi conosce le procedure».

Per Maria Chiara Gadda, la provincia di Varese, come quella di Como, è «forte» sia per l'imprenditoria sia per il terzo settore, terzo settore che «genera sviluppo e lavoro, oltre che inclusione sociale». Bisogna dunque proseguire con gli investimenti e proseguire sulla strada dei provvedimenti «che liberano energie». E poi la scuola, «bisogna investire nella formazione e in istruzione tecnico-professionale».

Il tema della povertà si intreccia, per Maria Chiara Gadda, fortemente con quello del terzo settore: «Bisogna basarsi sulla sussidiarietà, dare al terzo settore, ai comuni tramite i servizi sociali e alle scuole la possibilità di creare nuovi percorsi di inclusione sociale». Le famiglie («tanto è stato fatto con la nostra riforma del Family act e con risorse agli asili, per esempio») e le donne al lavoro: «L'unico modo per parlare delle competenze delle donne nel mondo del lavoro è dare lor la possibilità di lavorare: servono i servizi, servono nidi e asili, noi abbiamo fatto la prima riforma strutturale sulla famiglia, bisogna continuare lungo questa strada».