10/07/20
parlamento

Fregolent: "Solidarietà a Giorgia Meloni e Giorgio Gori"

L'intervento della parlamentare pubblicato da 'il Riformista', 10 luglio 2020.

In un articolo del Fatto Quotidiano, Alessandro Robecchi, parlando della leader dei Fratelli d'Italia, Giorgia Meloni, ha scritto contro di lei che «dovrebbero intervenire i partigiani del CLN con lo schioppo». E ancora: «Non si è mai visto un pesce svuotarsi l'acquario da solo, bisognerebbe aiutarlo come l'altra volta, 75 anni fa».

Ci sono limiti che un giornalista, nel raccontare i fatti e commentarli, non dovrebbe mai superare. Spero che il direttore del Fatto Quotidiano, Marco Travaglio, si prenda le sue responsabilità, riconoscendo il suo errore e non rilanciando la polemica, spiegandoci magari che non abbiamo capito il suo articolo o trincerandosi dietro il diritto d'opinione. Viviamo giorni terribili, caratterizzati da una gravissima crisi economica e sociale. Molti italiani hanno pianto i loro morti e tutti noi dovremmo promuovere un'azione di pacificazione nei confronti del Paese. Soprattutto chi ha l'onore e la responsabilità di dirigere un giornale: la libertà di espressione e di parola ë un diritto universale ma deve tener conto, sempre e comunque, del rispetto e della dignità delle persone.

Invocare un tiro di fucile e di schioppo a un esponente politico, e quindi conseguentemente invitare qualcuno a farlo, non è qualcosa di diverso rispetto a quel fascismo che si vorrebbe stigmatizzare. Perché i fascisti, quelli veri, gli avversari politici li hanno uccisi davvero e incitavano i propri militanti a farlo.

Io e Giorgia Meloni proveniamo da realtà e da esperienze politiche differenti e abbiamo idee spesso opposte su molte tematiche. So però che 75 anni fa, molti hanno lottato e sacrificato la propria vita affinché ognuno di noi potesse esprimere liberamente, oggi ed in questo Paese, le proprie idee; senza dover temere né olio di ricino né un tiro di schioppo. Un giornalista che dimentica questo rinnega la storia e la cultura antifascista e repubblicana della nazione e della Costituzione. Ogni forma di violenza, anche verbale, va stigmatizzata, e non posso non ricordare che lo stesso quotidiano che ha augurato la morte di un politico, solo pochi giorni fa storpiava il nome di un sindaco, in prima linea con i suoi possibili limiti ma con il suo coraggio contro l'epidemia.

Si può legittimamente criticare l'operato di un amministratore senza concedere alcuna attenuante. Scherzare su "Giorgio Covid", però, non significa soltanto condannare vigliaccamente, e da dietro un computer, chi ha tentato di contrastare il virus dove il virus uccideva, ma vuol dire calpestare la dignità di migliaia di vittime, rinnovare il dolore dei parenti e alimentare rabbia e rancore di un territorio ferito e smarrito. A Giorgio Gori e a Giorgia Meloni non va soltanto la mia solidarietà, ma quella di tutte le persone che vorrebbero cambiare in meglio questo Paese.