economia

Fortis: "Edilizia e macchinari rendono l'Italia leader globale di investimenti"

L'intervento su "il Sole 24 Ore", 28 dicembre 2021.

"Fa molto piacere che l'«Economist» abbia incoronato l'Italia come nazione dell'anno. E che la presidente della Commissione Europea Ursula Von der Leyen, in occasione del suo recente intervento all'Università Cattolica, abbia riconosciuto il successo della campagna vaccinale italiana targata Draghi-Figliuolo", scrive oggi il professor Fortis dalle colonne de "il Sole 24 Ore".

In particolare, sottolinea Fortis, "Von der Leyen ha altresì sottolineato che la nostra economia sta crescendo ad un ritmo che non aveva mai conosciuto in questo secolo".

Insomma, "è un momento veramente magico per l'Italia", ribadisce Fortis, che analizza poi la piega positiva che hanno preso gli eventi economici del nostro Paese e le cause retrostanti, sottolineando ancora che non si tratta di "un rimbalzo", ovvero è sbagliato ritenere che la forte crescita del Pil italiano del 2021 si spiegherebbe esclusivamente col fatto che nel 2020 eravamo caduti molto (-8,9%).

"Infatti - prosegue Fortis - nei soli primi tre trimestri dell'anno la crescita già acquisita dalla nostra economia è del 6,2 per cento. Abbiamo quasi completamente recuperato i livelli pre-pandemia, ben più rapidamente di altre nazioni. E l'Ocse prevede che anche nel prossimo biennio 2022-2023 l'Italia metterà a segno il più forte aumento cumulato del Pil tra le economie del G7 e anche rispetto alla Spagna: uno sfavillante +7,2 per cento".

Ma quali sono "le ragioni effettive per cui l'Italia nel 2021 ha sorpreso il mondo intero per rapidità e vigore della sua crescita"? Fortis spiega che "l'efficacia della campagna vaccinale ha permesso alla nostra economia di dispiegare le sue vele senza più rischi di lockdown e di esprimere in pieno un potenziale che già si era venuto accumulando nel quinquennio 2015-2019 precedente la pandemia: un periodo che, anche se pochi lo hanno capito, aveva rappresentato una svolta positiva sostanziale rispetto ai quindici anni precedenti".

In particolare, prosegue Fortis, "la manifattura era stata trainata dal Piano Industria/Impresa 4.0 verso nuovi record in termini di crescita, investimenti, produttività, innovazione, competitività, export".

Inoltre, spiega Fortis, "vi era stata una accelerazione anche del commercio e del turismo grazie al recupero del potere d'acquisto delle famiglie italiane garantito dalla ripresa dell'occupazione nonché dagli 80 euro di Renzi e dalle integrazioni ed estensioni successive apportate agli stessi 80 euro dal ministro Gualtieri".

Sicché, è accaduto che quando "i lockdown sono venuti meno, quell'Italia più forte e competitiva, ormai già molto diversa dal Paese stagnante dei primi tre lustri del nuovo millennio, è ripartita subito come una molla".

Fortis, inoltre, sottolinea che "la ripresa italiana, però, non è stata solo più forte ma anche più solida di quella delle altre economie più avanzate. Infatti, siamo stati nettamente i primi per crescita nel G7 e rispetto alla Spagna nel settore privato".

In conclusione, scrive Fortis, "politiche economiche finalmente ben calibrate ed efficaci, con la successione virtuosa dei piani Industria/Impresa/Transizione 4.0 (solo maldestramente interrotta per qualche tempo con il Conte 1) e gli incentivi (financo eccessivi) all'edilizia privata, hanno saputo mobilitare quel risparmio degli italiani che è uno dei nostri grandi punti di forza".

Non a caso, infatti, ci dice Fortis, "nei primi tre trimestri del 2021 gli investimenti in macchinari e mezzi di trasporto effettuati dalle imprese italiane sono aumentati del 10,5% (mentre in Germania, per un confronto, sono diminuiti del 3,5%). Analogamente, nello stesso periodo gli investimenti in edilizia residenziale sono cresciuti in Italia del 10,2% (soltanto dello 0,2% in Germania)".

Dunque, "l'Italia di Draghi, in definitiva, è un'Italia che crede nel futuro e che oggi cresce di più delle altre maggiori economie perché innanzitutto ha saputo rilanciare gli investimenti privati", conclude Fortis, ribadendo la centralità della svolta storica che il PNRR ci offre.