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Fortis: "La crescita del Pil c'è ma non è vero che sia dovuta al Superbonus"

L'intervento su "il Sole 24 Ore", 6 settembre 2022.

Mentre sale di giorno in giorno la preoccupazione per i potenziali impatti sull'economia europea ed italiana dei rincari del gas e dell'interruzione delle forniture russe, è giunta nei giorni scorsi dall'Istat un'ottima notizia.

Infatti, il Pil italiano del secondo trimestre 2022 è stato rettificato verso l'alto di un decimale rispetto alla già brillante prima stima preliminare. In base alla seconda stima, il Pil è aumentato congiunturalmente dell'1,1% rispetto al primo trimestre di quest'anno e del 4,7% tendenziale rispetto al secondo trimestre del 2021.

Uno dei migliori risultati in Europa e nel mondo. A questo punto la crescita già acquisita dalla nostra economia per il 2022 è pari a +3,5 per cento. Quindi, considerato che il terzo trimestre potrebbe essere stato ancora lievemente positivo (grazie al boom del turismo), anche ipotizzando un quarto trimestre di "lacrime e sangue" per la crisi energetica, alla fine l'Italia dovrebbe archiviare un 2022 eccellente, nonostante le avverse condizioni del contesto internazionale.

Con tutte le conseguenti ricadute positive anche sui rapporti di finanza pubblica. Va altresì considerato che negli ultimi sei trimestri il nostro Pil è quello aumentato di più (+7,7% rispetto al 4° trimestre 2020) tra tutte le economie del G7 e anche rispetto a Cina e Corea del Sud.

Un risultato storico, chiaramente ascrivibile non solo alle grandi capacità di recupero delle nostre imprese dopo la pandemia ma anche alle azioni di successo del governo Draghi sul duplice fronte della campagna vaccinale e della difesa del potere d'acquisto delle famiglie contro l'esplosione dell`inflazione.

Ciononostante, nel corso della campagna elettorale c'è chi, come vari esponenti del M5S, ha sostenuto che il merito principale dell'aumento dell'1,1% del Pil italiano nel secondo trimestre andrebbe ascritto al superbonus edilizio del 110 per cento.

E anche un quotidiano vicino ai 5 Stelle ha pubblicato una apertura di prima pagina titolata in tal senso. Eppure, basterebbe leggere con attenzione i dati del prospetto 2, pagina 4, del comunicato stampa emesso dall'Istat il 1° settembre per capire che non è affatto così.

In tale prospetto, infatti, è documentato chiaramente che il maggior contributo alla crescita della nostra economia nel secondo trimestre dell'anno è venuto dai consumi privati (+1,5 punti percentuali).

La domanda estera netta, la variazione delle scorte e la spesa della PA hanno invece fornito un contributo negativo (sottraendo al Pil circa 0,7 punti percentuali sommate assieme). Infine, gli investimenti fissi lordi, che comprendono quelli in abitazioni, hanno contribuito positivamente per un +0,4 per cento. Per capire meglio questo +0,4%, se effettuiamo un semplice esercizio supplementare, scopriamo che gli investimenti in abitazioni hanno fornito un contributo pari soltanto a +0,1% al risultato totale del Pil del secondo trimestre, mentre un altro +0,08% è venuto dall`edilizia non residenziale e opere pubbliche e un altro +0,13% dagli investimenti in macchinari, per limitarci qui alle voci principali relative agli investimenti di capitale.

Dunque, non corrisponde assolutamente a verità l'affermazione secondo cui il merito maggiore della forte crescita economica italiana nel secondo trimestre 2022 andrebbe attribuito al superbonus edilizio del 110 per cento. Sempre nei giorni scorsi l'ex premier Giuseppe Conte ha ricondotto alla misura del superbonus la spiegazione principale anche della crescita del Pil italiano del 6,6% avvenuta nel 2021, sminuendo l'operato del governo Draghi. Anche in questo caso è piuttosto facile verificare se ciò corrisponda a verità oppure no.

Infatti, basta prendere il prospetto 2, pagina 3, del comunicato stampa su Pil e indebitamento della Pa, diffuso lo scorso marzo 2022. Nei dati di tale prospetto appare chiaramente che il maggiore contributo alla crescita del 6,6% del Pil italiano del 2021 è venuto dai consumi privati (+3%), mentre un altro importante apporto è stato fornito dall'insieme degli investimenti fissi lordi (+3%). Dentro questi ultimi, tuttavia, fatti due semplici calcoli, è possibile stimare che il contributo degli investimenti in abitazioni al Pil sia stato limitato a un +1 per cento. Il resto del contributo degli investimenti fissi alla crescita, pari a circa 2 punti percentuali, è venuto dagli investimenti in impianti e macchinari e da quelli in edilizia non residenziale e opere pubbliche.

In definitiva, anche l'affermazione secondo cui il superbonus 100% sia stato decisivo per la crescita italiana dello scorso anno è smentita dalle statistiche. Senza contare i costi per le casse pubbliche che esso ha comportato e le truffe per alcuni miliardi che ha alimentato.