15/01/21
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Forlì, Marco Di Maio: "Tangenziale e vaccini, governo lento"

L'intervista pubblicata da "Il Resto del Carlino, Forlì", 15 gennaio 2021.

Onorevole Marco Di Maio, deputato di Italia Viva, cosa risponde ai tanti che la chiamano per capire cosa sta succedendo in Parlamento?
«Effettivamente sono molti quelli che si rivolgono a me, e sui social cerco di rispondere a tutti, innanzitutto tranquillizzandoli sulle reali intenzioni di Matteo Renzi».

Secondo un recente sondaggio un italiano su due non riesce a comprendere: perché una crisi di governo in piena emergenza sanitaria?
«Appunto, tutti chiedono 'perché adesso?', non tanto il contenuto delle critiche al premier Conte».

E lei cosa risponde?
«Proprio perché siamo in una fase eccezionale, servono maggior efficacia e autorevolezza. Sui 304 decreti che stabiliscono ristori e strumenti di rilancio del Paese, ne sono stati approvati appena 108. È necessaria una scossa».

Secondo Italia Viva c'è una mezza paralisi governativa: cosa comporta per un territorio come quello di Forlì?
«Faccio due esempi. Il primo è il terzo lotto della tangenziale, che è fermo da tempo non per volontà locali, ma perché è in stand by tutta la partita a livello nazionale. Altro problema: Forlì avrà un punto vaccinale solo a febbraio, ma se avessimo preso a settembre i soldi del Mes avremmo potuto fare già le assunzioni del personale sanitario».

Il Mes, o fondo Salva Stati, è uno dei nodi irrisolti fra Italia Viva e Cinquestelle. Lei disse mesi fa che con quelle somme si poteva finanziare il corso di Medicina a Forlì.
«Il corso costa in totale circa 30 milioni per 15 anni. Prendendo i soldi del Mes, si potrebbero dedicare tali importi ad altri importanti investimenti. Sottolineo che si tratta di fondi disponibili subito».

Come sta vivendo questo delicato periodo?
«Sono molto coinvolto emotivamente, conservo una mia autonomia di giudizio pur nella lealtà politica».

Non ha qualche dubbio sulla strategia di Renzi?
«Il giudizio finale si potrà dare solo quando arriverà l'epilogo della crisi, per ora è necessario concentrarsi sulla svolta migliorativa all'azione di governo. Capisco tuttavia coloro che stentano a comprendere cosa succede».

Come andrà a finire?
«Molto difficile prevederlo. In teoria Conte potrebbe avere i numeri per andare avanti anche senza Italia Viva, che conta su 30 deputati e 18 senatori, trovando consensi presso altri gruppi parlamentari».

E se cade il governo, si va alle elezioni e vince il centrodestra, come prevedono i sondaggi?
«Vorrà dire che avremo commesso un errore politico. In questi giorni tuttavia stiamo lavorando non tanto per evitare lo scenario di un nuovo governo Salvini-Meloni, ma per sbloccare l'immobilismo di Conte».

Quali sono i tempi di questa crisi?
«A mio parere, devono essere rapidissimi, non sarebbero tollerabili le solite lunghe procedure all'italiana. In una settimana va trovata la soluzione».