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Forlì, chiusura della Motorizzazione, Marco Di Maio: "Un errore"

La notizia su "il Resto del Carlino", 30 giugno 2021.

La sede della Motorizzazione civile di via Golfarelli 86/D chiuderà il 29 dicembre 2022 per essere trasferita in quella di Pievesistina, di proprietà demaniale. A darne notizia è il deputato di Italia Viva, Marco Di Maio. Torna dunque d`attualità un argomento del quale si parla da almeno 5 anni, periodo nel quale si sono rincorse notizie di chiusure e trasferimenti che ora purtroppo trovano concretezza nella ricostruzione del parlamentare forlivese.

«La chiusura dell'ufficio della motorizzazione civile a Forlì tra circa un anno e mezzo sarebbe un errore. C'è il tempo per ripensare a questa scelta e fare ulteriori approfondimenti: il costo risparmiato sul canone di locazione sarebbe molto inferiore al costo sociale ed economico per il territorio», è il ragionamento del deputato Di Maio, che evidenzia i disagi ai quali andranno incontro i cittadini dal 2023 in avanti, quando saranno costretti, per le pratiche automobilistiche, ad andare a Cesena. Il canone di locazione, stando alle informazioni di qualche anno fa, era di 146mila euro annui. Nel 2016 ci fu anche la mobilitazione dei sindacati per rimandare un addio addirittura anticipato, ma che ora sembra essere diventato inevitabile.

«Sgombriamo subito il campo dagli equivoci: non è una questione di campanili o di egoismi territoriali - afferma il parlamentare -. Il punto è che concentrare in un`unica sede servizi e prestazioni che vengono erogati attualmente a Forlì, produrrebbe disagi logistici, economici e non solo».

La comunicazione è stata inviata ieri a firma del dirigente Francesco Sebastiano Baldari, a nome della Direzione generale territoriale nord-est del Ministero delle Infrastrutture, competente per le motorizzazioni civili di Ferrara, Ravenna, Rimini e Forlì-Cesena. «Mi sono subito attivato assieme alla collega Raffaella Paita, presidente della commissione trasporti alla Camera, e in raccordo con la viceministra Teresa Bellanova - spiega - per far presente che la scelta operata dalla struttura tecnica è illogica. Il contraccolpo rischia di essere importante sulla comunità locale e continueremo a insistere».

I rappresentanti di Italia Viva presenteranno «tutti gli atti formali necessari per opporci a questa decisione - annuncia il deputato, che sta predisponendo una apposita interrogazione parlamentare -, ma serve utilizzare anche il buon senso che nessuna legge o decreto può imporre: sulla sede di Forlì convergono tutti i servizi principali e vengono gestiti qualche migliaio di interventi fra collaudi e revisioni».

La chiusura della Motorizzazione civile sarebbe un'altra perdita importante per il territorio, dopo l'addio della polizia stradale a Rocca San Casciano. Il trasferimento a Cesena degli uffici provocherà «maggiori spostamenti, maggiori costi, maggiore impiego di tempo e una diversa organizzazione per tutto l'indotto che si relazione con la motorizzazione. In nome di un risparmio esiguo rispetto al costo sociale: oltre ai bilanci dei singoli enti, c'è il dovere di tenere nella dovuta considerazione anche questo».