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Fondi pensione e fisco, Marattin: "Riforma senza penalizzazioni"

L'intervento pubblicato da "l'Economia - Corriere della Sera", 30 agosto 2021.

Caro direttore,

su "L'Economia" del "Corriere della Sera" di lunedì 23 agosto, Alberto Brambilla fornisce un giudizio molto negativo sul documento conclusivo del lavoro semestrale delle Commissioni Finanze di Camera e Senato sulla riforma fiscale, arrivando in conclusione ad augurarsi che «il Governo Draghi, competente e equilibrato, non tenga conto del parere delle commissioni».

Ne deriva, immagino, che Brambilla ritiene che le Commissioni Finanze devono aver quindi dimostrato di essere «incompetenti» e «poco equilibrate». Il motivo di questo giudizio così netto è che il documento approvato dalle Commissioni, secondo Brambilla, «distruggerebbe la previdenza complementare» perché propone di detassare completamente la fase di maturazione dei contributi versati (attualmente l'aliquota è al 20%) e tassare secondo la disciplina ordinaria le prestazioni (attualmente vi è un`aliquota sostitutiva del 15%, che dopo quindici anni si riduce dello 0,3% annuo fino ad un minimo del 9%).

Secondo Brambilla, questo intervento danneggerebbe fortemente i lavoratori perché «ci tolgono lo o,6 per cento e ci fanno pagare fino al 46 per cento». Il fraintendimento di Brambilla nasce da un equivoco di fondo, probabilmente non sufficientemente chiarito nel paragrafo incriminato ma - invero - piuttosto chiaro a chiunque invece abbia letto l'intero documento, e non solo quel paragrafo. Quando si afferma che le prestazioni della previdenza complementare andranno tassate secondo il regime ordinario, si fa riferimento al nuovo regime duale proposto dalle Commissioni, vale a dire quello in cui le rendite finanziarie – così come i redditi da capitale –verrebbero tassate in maniera proporzionale con un'aliquota tendenzialmente vicina all'aliquota più bassa dei redditi da lavoro. Non quindi, il 46% di cui parla Brambilla.

Quando le Commissioni propongono l'adozione del sistema EET - che magari non sarà quello che scrisse Brambilla a suo tempo, ma è quello largamente prevalente in tutta Europa - hanno quindi in mente l'eliminazione dell'aliquota del 20% annuo lungo tutto il periodo di maturazione, in modo che alla fine il montante contributivo sia sensibilmente più alto rispetto alla situazione attuale, e così quindi la rendita annuale lorda.

Per quanto riguarda la tassazione poi, dipenderà da quale sarà l'aliquota proporzionale del nuovo sistema duale. Ma basta fare qualche semplice simulazione per verificare che anche se fosse simile a quella del sistema attuale, la detassazione nella fase di maturazione garantirebbe comunque al lavoratore una rendita netta più alta (o nelle ipotesi più pessimistiche riguardo i rendimenti, comunque non inferiore a quella attuale).

Non vi è quindi alcun intento distruttivo verso la previdenza complementare, che le Commissioni ritengono invece fondamentale non solo per il welfare del futuro ma anche per la crescita economica, essendo una fonte di investimenti nell'economia reale che è necessario sviluppare al fine di diversificare e rafforzare le fonti di finanziamento del tessuto imprenditoriale.