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Femminicidi, Bonetti: "Contrasto efficace se strutturale, a marzo i tavoli del Piano nazionale"

Intervista di Dario Borriello, "laPresse", 24 febbraio 2021. 

Il fenomeno del femminicidio non trova freni anche in periodo di pandemia. Anzi, dati alla mano, durante questi duri mesi di restrizioni dovuti all'emergenza sanitaria, la piaga si è pericolosamente allargata. Ne ha parlato a LaPresse la Ministra delle Pari Opportunità e la Famiglia, Elena Bonetti.

Un femminicidio ogni 3 giorni da gennaio. È più che un'emergenza, sembra qualcosa di strutturale, cosa fare per cambiare passo?
È come dice. E proprio per questo le politiche di contrasto al fenomeno, per essere efficaci, devono porsi dentro un orizzonte di strutturalità. C'è un cambiamento culturale, un processo di cambiamento da scegliere che non è più rinviabile. Un percorso che parte dal linguaggio e dai legami di comunità e passa necessariamente attraverso la valorizzazione della presenza femminile a tutti i livelli nella nostra società. Strutturalità vuol dire anche sostenere con ancora più decisione la rete dei centri antiviolenza cui le donne possono rivolgersi. È, questa, un'azione fondamentale insieme alla garanzia di percorsi di autonomia finanziaria e di contrasto della violenza economica. Nel nuovo piano strategico nazionale a cui stiamo lavorando c’è anche questo.

C'è qualcosa che non funziona o che va migliorato della legge 'Codice Rosso', visto che in molti casi di femminicidio il marito o compagno era già stato denunciato?
La conoscenza e una presa in carico integrale del fenomeno da parte delle istituzioni, in tutte le componenti e in tutte le fasi che una donna attraversa dal momento della violenza subìta in poi. L'integralità dell'intervento, il dialogo tra gli attori e i livelli istituzionali coinvolti, sono necessari per una strategia efficace. Con le ministre Lamorgese e Cartabia lavoreremo anche su questo.

Come intende agire il nuovo governo?
Le donne non devono essere o sentirsi sole, e il nostro agire andrà esattamente nella direzione di garantire loro sicurezza essendo fattivamente al loro fianco, perché possano uscire dalla violenza e ricominciare. Entro marzo partiranno i tavoli per la stesura del nuovo piano strategico. Per la proposta di riparto delle risorse del 2021 è in fase di costituzione la cabina di regia governativa. Accanto a questo, prioritario è e dovrà essere il lavoro educativo, fin dai primi anni di vita. È dall'educazione che nasce ogni vero cambiamento.