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Faraone: "Volevano Bonafede e Azzolina, impossibile accordarsi con il M5S"

Estratto dell'intervista di Luca Monticelli, "la Stampa", 3 febbraio 2021.    

«Avevamo chiesto discontinuità e ci hanno riproposto la fotocopia del Conte 2, era evidente che non potessimo starci». Davide Faraone, capogruppo al Senato di Italia Viva, risponde al telefono subito dopo aver ascoltato le parole del Capo dello Stato, seguite dalla convocazione al Colle dell'ex presidente della Bce.

Draghi è il profilo giusto per un governo istituzionale?
«Sicuramente a una crisi eccezionale servono nomi e risposte autorevoli. Fare bene e fare presto, da parte nostra c'è la massima fiducia nell'operato del presidente Mattarella».

Perché è fallita la trattativa?
«Ci hanno fatto fare un giro a vuoto, a saperlo non facevamo perdere tempo al Paese che necessita di risposte immediate. Con quale faccia io posso andare in giro per l'Italia dopo che ho aperto una crisi di governo perché dico che le cose non vanno e poi accetto lo stesso schema? Se qualcuno ci avesse proposto un'alternativa l'avremmo ascoltata, ma si sono ripresentati con Bonafede ministro. Ci vuole veramente una bella faccia tosta».

Era Bonafede il problema?
«Non solo lui, anche la ministra Azzolina, il commissario Arcuri che noi abbiamo criticato profondamente, il presidente dell'Anpal Parisi, il presidente dell'Inps Tridico. Questi nomi più i contenuti che non sono cambiati: prescrizione, scuola, infrastrutture, emergenza sociale e sanitaria».

Vi eravate presentati all'inizio di questa fase dicendo: niente veti sui nomi...
«Abbiamo detto non avremmo messo veti sui nomi riferendoci a Conte e lo abbiamo detto anche al presidente Fico. Il veto in realtà lo abbiamo subìto su Teresa Bellanova al ministero del Lavoro. Incomprensibile perché lei è già stata sottosegretaria, vice ministro al Mit dove ha seguito le vertenze, è stata sindacalista, bracciante. Chi meglio di lei può curare gli interessi dei lavoratori e degli imprenditori in una crisi così complessa?» .

Avete riproposto il Mes, un argomento divisivo in grado di far esploderei 5 stelle...
«Non c'è stato un solo punto che abbiamo posto al tavolo sui contenuti come "un prendere o lasciare". Sfido chiunque a dire il contrario. Sono i 5 stelle ad aver avuto questo atteggiamento. Quando abbiamo iniziato a discutere del Mes tutte le forze politiche, all'unanimità, hanno detto che era utile prendere le risorse del fondo Salva Stati. È stato il Movimento 5 stelle a dire testualmente "se voi insistete sul Mes noi ci alziamo e ce ne andiamo"».

Non temete le elezioni?
«Le elezioni sono uno spauracchio agitato dalle stesse persone che prima volevano chiudere le scuole e magari in quelle stesse aule chiedono di far montare le cabine per far votare gli italiani. Mi pare una follia, con l'emergenza sanitaria, il piano vaccini da gestire e le risorse del Recovery Plan da finalizzare».

Chi lo desidera può leggere l'intervista completa a questo indirizzo.