01/11/19
Italia Viva Governo parlamento

Faraone: "Via il decreto insicurezza di Salvini"

Faraone: "Diciamo no ai lager di Serraj, poi via il decreto sicurezza"
Intervista di Giulia Merlo, il Dubbio, 1 novembre 2019 

Senatore Davide Faraone, perchè Italia Viva chiede la modifica del memorandum con la Libia?
Innanzitutto, vanno modificati radicalmente gli accordi alleati. Va avviato un nuovo negoziato con il governo di unità nazionale libico e con l'Europa, per definire interventi umanitari che consentano un piano di evacuazione di tutte le persone attualmente detenute nei centri governativi. Inoltre serve un dispositivo di soccorso in mare europeo coordinato dalle Ong che operano nel Mediterraneo.

Si può parlare di emergenza umanitaria?
Siamo davanti ad una gravissima emergenza umanitaria, i diritti umani sono calpestati vergognosamente. Non possiamo far finta di nulla. Le testimonianze raccolte, le indagini in corso, tra cui una della Corte Penale internazionale per crimini contro l'umanità, i rapporti delle Nazioni Unite e delle organizzazioni umanitarie, le inchieste giornalistiche come quella che è costata la scorta al giornalista Nello Scavo, dipingono un quadro di palese violazione dei diritti umani.

Che cosa è cambiato, rispetto ai tempi del decreto Minniti?
In Libia c'è la guerra e un contesto di grande e pericolosa instabilità. il rischio, se non la certezza, è quella di trattare con criminali. Occorre invece la massima attenzione e una gestione che consenta da una parte il rispetto dei diritti e della dignità; dall'altra parte una strategia di immigrazione regolare che veda tutta l'Europa in campo. Infine, serve un piano che consenta di costruire condizioni di democrazia e sviluppo economico lì dove si scappa per guerra e fame.

Come sta affrontando questo governo la questione migratoria?
Credo si stiano facendo piccoli passi avanti nella direzione della revisione radicale di quegli accordi, ma dobbiamo avere più coraggio. Con Gennaro Migliore, Massimo Ungaro e altri parlamentari di altre forze politiche abbiamo firmato un appello in cui chiediamo massima chiarezza rispetto a due punti per noi imprescindibili: liberare le persone dai lager libici, vittime di stupri e torture documentate, e far ripartire un programma di soccorso in mare coordinato dalle navi umanitarie delle Ong.

Esiste un canale di comunicazione con i 5 Stelle e il Ministro Di Maio?
È naturale che ci sia. Ci confrontiamo e su tante cose la pensiamo diversamente, ma crediamo che occorra trovare sempre una sintesi, un compromesso. Ricordo che abbiamo evitato che l'Italia sprofondasse, ora però non possiamo accontentarci di galleggiare. Crediamo che questa legislatura debba andare avanti sino alla fine, mettendo l'Italia in sicurezza ed eleggendo un presidente della Repubblica europeista e atlantista. Su questo noi restiamo fermi. Poi le nostre strade si separeranno, ma è naturale. Abbiano visioni diverse su tutto.

Bruxelles è un interlocutore attivo di questo governo?
Bruxelles è interlocutore attivo se ciascun governo fa la sua parte per rivendicare con forza politiche comuni sul tema dell'immigrazione. Il vertice di Malta tra i ministri dell'Interno Ue, dopo mesi e mesi di propaganda senza soluzione di Salvini, è una svolta se alle parole si fanno seguire i fatti. Lì si è detto che chi sbarca in Italia sbarca in Europa e che l'accoglienza e i rimpatri di chi arriva non saranno più solo sulle nostre spalle. Certo, nessuno si illuda, noi di Italia Viva non abbasseremo la guardia e soprattutto chiederemo all'Europa di chiudere i rubinetti dei soldi europei per chi non rispetta i patti a partire da Orban, l'amico di Salvini.

È all'ordine del giorno una revisione anche dei decreti Sicurezza?
I decreti Sicurezza vanno radicalmente modificati e non lo diciamo noi, è quanto è emerso nelle osservazioni del presidente della Repubblica. Dall'opposizione abbiamo fatto le barricate, sarebbe incoerente se facessimo finta di niente ora che c'è un governo che ci vede coinvolti. Anche su questo noi non abbasseremo la guardia. In questo momento all'ordine del giorno c'è la manovra di Bilancio. Su quella - a partire dal taglio delle tasse e dal non aumento Iva, dalle risorse alle famiglie e per l'ambiente - abbiamo messo la faccia e non intendiamo arretrare. Il secondo step riguarderà i decreti "insicurezza", perché la disumanità non può diventare legge.

Teme che eventuali cambi di politica in materia migratoria possano favorire il centrodestra di Salvini?
Al contrario, credo che Salvini potrà abbassare la saracinesca della sua Bestia quando questo governo inizierà ad occuparsi dei problemi veri degli italiani. Cioè meno tasse a imprese e famiglie, più risorse al welfare familiare, più attenzione ai giovani e agli anziani, più investimenti per infrastrutture e periferie. L'emergenza vera sono i giovani italiani che vanno via dal paese perché senza lavoro.