19/01/20
Italia Viva territori

Faraone: “Stop discariche, servono impianti moderni”

Ieri a Palermo presentato il piano di Italia Viva sui rifiuti

Meno discariche e più impianti moderni, mettendo da parte "pregiudizi ideologici" che negli anni hanno consegnato alla Sicilia una "situazione disastrosa". Eccola in sintesi la proposta di Italia viva contro l'emergenza rifiuti presentata ieri durante un'iniziativa a Palazzo delle Aquile, sede del Comune di Palermo, dal titolo 'Bellolampo sottosopra: città pulita e discarica chiusa'. Un appuntamento a cui hanno partecipato, tra gli altri, il capogruppo di Italia Viva al Senato, Davide Faraone, l'assessore regionale al Territorio e Ambiente, Toto Cordaro, e il presidente di Rap, l'azienda di igiene ambientale del capoluogo siciliano, Giuseppe Norata. "Bisogna abbattere le barriere ideologiche tra chi pensa che i rifiuti possono essere gestiti solo con la raccolta differenziata e chi ritiene che si possa farlo solo con la termovalorizzazione - ha detto Faraone -. Occorre chiudere le discariche che secondo l'Unione europea sono le cose più inquinanti che esistano e aprire impianti moderni che generino energia elettrica e ricchezza anche per gli Enti locali, oggi costretti a versare soldi per ripianare i buchi di bilancio delle società che si occupano di rifiuti".

Una proposta, quella di Italia Viva, che parte da Palermo per estendersi al resto della Sicilia. E nel capoluogo siciliano l'obiettivo è trasformare Bellolampo da mera discarica a polo impiantistico di eccellenza. Per farlo occorre integrare l'attuale dotazione di Rap con nuovi impianti moderni di digestione anaerobica per la frazione organica, di valorizzazione e selezione della frazione secca da raccolta differenziata, di trattamento dei rifiuti ingombranti. Ancora serve un potenziamento della linea produzione di combustibile solido secondario, il potenziamento dell'impianto di percolato e degli impianti di recupero energia e la valorizzazione delle frazioni residuali non recuperabili. "Bisogna fare in modo che un rifiuto - ha spiegato Faraone - torni a svolgere un ruolo utile come prodotto attuando quanto previsto oggi dalle direttive europee. Si tratta di impianti moderni che esistono fuori dai confini dell'Italia e dentro il nostro stesso Paese, come a Granarolo dove sono realizzati a pochi passi dal centro abitato. Qui, invece, viviamo lo scandalo di cittadini che pagano tasse elevatissime per servizi pessimi. Occorre mettere da parte pregiudizi ideologici e portare avanti una proposta rivoluzionaria, altrimenti chiunque sia messo a gestire il ciclo dei rifiuti, sia pure Superman, non potrà che registrare un ulteriore fallimento".