Esteri

Faraone: "Chi ama Cuba spera in un futuro di libertà e democrazia"

La lettera pubblicata dal quotidiano "il Foglio", 21 luglio 2021.

Quando il pensiero corre a Cuba, al suo straordinario popolo, le prime parole che vengono in mente sono dignità e generosità. Ma oggi, nel 2021, dopo più di mezzo secolo di regime, è giunto il momento che la gente di Cuba si appropri anche di una "nuova" parola. E quella parola è libertà.

Per troppo tempo la sinistra italiana ha eluso una seria riflessione sulle reali condizioni di vita nell'isola caraibica arroccandosi dietro la narrazione epica dell'epopea rivoluzionaria. Troppo difficile rinunciare ai miti fondativi della propria identità, troppo doloroso aprire gli occhi su una realtà che racconta uno spaccato diverso rispetto agli ideali che avrebbero dovuto trovare piena realizzazione ma sono miseramente naufragati in un mare di retorica. Troppo cinico, tuttavia, intestardirsi a giocare a fare i rivoluzionari con la miseria, le privazioni, i sacrifici degli altri.

Nessuno di noi potrà mai dimenticare gli eroici medici cubani che vennero in soccorso del nostro paese nell'ora più buia della pandemia Nessuno potrà cancellare le sofferenze di un popolo dovute anche a un embargo ingiusto e immorale che lo stesso Barack Obama provò a mitigare in cambio di aperture e riforme.

Ma il secolo delle ideologie che ingabbiavano le legittime aspirazioni di libertà dei popoli è alle nostre spalle. Ora anche per Cuba è arrivato il momento di una nuova rivoluzione, una rivoluzione democratica. Chi ama Cuba, chi ha a cuore il destino del suo popolo, non può fare altro che sperare che un capitolo di storia, con le sue luci e le sue ombre, vada in archivio e lasci il posto a un futuro tutto da scrivere. Un futuro di speranza, libertà e democrazia.