11/07/20
Italia Viva parlamento

Faraone: "Ancora stato d'emergenza? Solo a patto del sì al Mes e di un anno bianco fiscale"

Intervista di Giulia Merlio, "Il Dubbio", 11 luglio 2020

«Il premier ritiene che siamo ancora in situazione d`emergenza? Allora la sfida è comportarci di conseguenza: subito sì al Mes e anno fiscale bianco».

Il senatore di Italia Viva, Davide Faraone, rilancia sulle misure da prendere al più presto perchè, avverte,  «se c`è una cosa che manca a questo governo è la strategia, non riesce ancora a disegnare un`idea di futuro».

Conte ha annunciato la proroga dello stato di emergenza fino a fine anno. Esiste questo tipo di necessità?

«Come è noto siamo stati i primi a chiedere di ripartire in sicurezza prendendo anche qualche insulto, in particolare sulle scuole, dove poi si è capito chi aveva ragione. La proroga dello stato di emergenza fino a fine anno rappresenta un problema enorme per la nostra economia, che stava piano tornando a una semi normalità: se andiamo avanti con la modalità emergenziale significa che i lavoratori continueranno a stare in smart working, che molte aziende resteranno chiuse o vedranno ulteriormente ridurre i fatturati, che non ci saranno nuovi posti di lavoro e ripresa dei consumi, se non per alcuni settori specifici. Questa è la prima considerazione e francamente le decisioni del presidente Conte lasciano interdetti per vari motivi: il primo è che non si dà un annuncio simile mentre si alzano le paratoie del Mose, come troppo spesso è accaduto negli scorsi mesi, il premier confonde le conferenze stampa con le aule parlamentari. Avrebbe dovuto per prima cosa confrontarsi con le forze politiche nei luoghi delle istituzioni su una scelta così delicata: prorogare di altri cinque mesi lo stato di emergenza significa che anche psicologicamente le persone non usciranno dalla fase di lockdown. Questo avrà evidenti conseguenze su ogni ambito della nostra vita: dalla scuola al lavoro, dal turismo all`occupazione. Chiederemo subito a Conte due cose: un anno fiscale bianco e nessuna incertezza sul Mes. Se siamo in modalità emergenza dobbiamo comportarci di conseguenza, ma non con la politica dei sussidi, con quella del sostegno alle imprese e ai professionisti. altrimenti sarà un disastro».

Forza Italia ha già dichiarato che sarebbe d`accordo, il Pd invece chiede che una scelta del genere passi dal Parlamento. Voi, che per primi avevate chiesto di ragionare di riaperture già a maggio, come accogliete la decisione?

«Nelle ultime settimane, da quando siamo usciti dal dramma della Fase 1 abbiamo spinto per invertire il senso di marcia e riportare la priorità sul lavoro, secondo i principi fondativi della nostra Costituzione che non dice certo che l`Italia è una Repubblica fondata sull`assistenzialismo, sui sussidi e sulla cassa integrazione:chiaro che dopo questo annuncio le prospettive per le imprese ed i loro piani aziendali cambiano ancora, in peggio. Da ultimo: con le terapie intensive vuote e il numero dei malati che guariscono trovo abbastanza incomprensibile questa decisione. E` stato giusto farsi guidare dai virologi nella fase acuta del contagio, adesso le priorità sono altre».

Le chiedo di Forza Italia perchè, dopo le parole di Prodi, sembra che sia in atto un corteggiamento da parte dei dem. Le sembra plausibile, oppure auspicabile, che Fi entri in maggioranza?

«Ricordo che questo governo è nato un anno fa su impulso di Matteo Renzi con l`idea di coinvolgere tutte le forze politiche per sostenere un paese in crisi , questo vale ancora di più oggi e a maggior ragione dopo le notizie della proroga. Voglio chiarirlo: non stiamo lavorando ad alcuna ipotesi di accordo con Forza Italia. Non è un tabù l`idea di rafforzare la maggioranza ma dove va Berlusconi lo decide lui. Più forte è l`europeismo, meglio è per l`Italia».

I punti di frizione in maggioranza sono molti, dal Mes alla revoca della concessione ad Autostrade. Voi avete frenato proprio su questo punto, perchè?

«Perché le pare opportuno, in questo momento, caricarsi di altri contenziosi miliardari? O è forse meglio concentrarsi sul fare i cantieri, piuttosto che sulla burocrazia? Qui pare che abbiamo sempre soldi da buttare o da regalare: non vogliono il Mes , vogliono la revoca delle concessioni che costa miliardi di penale e intanto ci aspetta un autunno caldissimo. Fanno prima a dire che vogliono la patrimoniale, perché già siamo a debito di quasi 90 miliardi».

La sensazione che questo governo trasmette è quella di grossa difficoltà nel portare avanti le misure di rilancio, per incapacità di dettare l`elenco delle priorità. E`così?

«Guardi, io le posso raccontare della nostra fatica quotidiana nel far passare l`idea che qui bisogna azzerare i sussidi e i privilegi e fare una guerra a mano armata alle tasse. Italia Viva è certamente la spina del fianco della maggioranza: ci mettiamo lì, rompiamo le scatole da mattina a sera, però alla fine ci danno ragione, come sui cantieri sbloccati, sull`Irap, sulle tasse di plastica e zucchero. Se c`è una cosa che manca a questo governo è la strategia, non riesce ancora a disegnare un`idea di futuro. Il rifiuto populista dei soldi che vengono dall`Europa, mai cosi tanti, la dicono lunga: perchè la verità è che quelle risorse vanno spese e bisogna saper fare un programma, mettendo prima di tutto in ordine le priorità».