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Europarlamento, Gozi: "Sì all'ampliamento del programma Erasmus+"

La notizia pubblicata da "Libertà", 9 giugno 2022, e su "Bresciaoggi" e "Gazzetta di Parma" del 14 giugno 2022.

L'Eurocamera scende in campo per riformare il progetto Erasmus+, lo scambio universitario che ha fatto scoprire l'Europa a milioni di giovani. Secondo la commissione Cultura del Parlamento europeo ci sono ancora "troppe barriere finanziarie, tecnologiche e amministrative che limitano la partecipazione al programma Erasmus+ e che devono essere rimosse".

In una risoluzione adottata dalla commissione con 26 voti favorevoli, 2 contrari e 2 astenuti gli eurodeputati chiedono che gli importi delle borse di studio siano aumentati per evitare l'esclusione sociale di quelle famiglie che finora non sono riuscite a permettersi la mobilità studentesca. Tra le modifiche da introdurre, la risoluzione suggerisce l'aumento delle borse per fasce di reddito nonché i pagamenti anticipati delle borse per agevolare la partecipazione delle persone con minori opportunità o provenienti da contesti svantaggiati.

Tra le proposte della relazione anche quella di collegare Erasmus+ con il programma Interrail, al fine di garantire opzioni di mobilità migliori, più ecologiche ed accessibili ed anche l'integrazione del piano d'azione Ue contro il razzismo, nonché della strategia Ue per l'uguaglianza LGBTIQ nei progetti legati a Erasmus+. Il testo si sofferma anche sui problemi persistenti relativi agli strumenti informatici di Erasmus+, che ostacolano la partecipazione delle organizzazioni più piccole, delle persone con minori capacità informatiche come i partecipanti più anziani o con bisogni speciali e chiede alla Commissione Ue di semplificare le procedure per accedere ai finanziamenti.

Favorevole all'ampliamento del programma l'eurodeputato italiano di Renew Europe, Sandro Gozi, secondo cui «estendere i principi di uno dei progetti di maggiore successo nella storia dell'Europa, come l'Erasmus, offrirà ai giovani la possibilità di effettuare delle esperienze anche professionali in un altro Stato membro dell'Unione».