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Enews 950 lunedì 25 marzo 2024

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La nuova Enews di Matteo Renzi                    

 

 

                         

   

 

Buongiorno a tutti e buona settimana. 
Anzi, buon anno.
Voi direte: buon anno il 25 marzo?
Eh già. Perché a Firenze – e in altre città della Toscana – il 25 marzo si celebra il capodanno fiorentino.
E dunque gli auguri dalla mia città, oggi, sono auguri doppi.
 
Molti gli elementi di preoccupazione dopo la settimana che abbiamo vissuto.
In primis la tragedia di Mosca. L’ISIS ha colpito anche nella capitale russa con le stesse identiche modalità del Bataclan a Parigi. Se ci pensate il terrorismo islamico colpisce chi si diverte, chi fa musica, chi ha voglia di stare insieme in allegria. È accaduto anche il 7 ottobre al Rave Party nel sud di Israele.
Perché mentre i giovani che ballano amano la vita, i terroristi che uccidono amano la morte.
Troppo spesso fingiamo di non valutare attentamente questa drammatica realtà.
Bisogna essere chiari: questa è la più grave minaccia che il nostro pianeta sta subendo, la minaccia del fanatismo religioso.
Ed è per questo che continuo – spesso isolato – a spiegare che serve un accordo con le leadership dei paesi arabi riformisti per evitare lo scontro di civiltà. Solo unendosi, tutti insieme, si può far fronte a una minaccia che ha colpito il cuore degli Stati Uniti con le Torri Gemelle, le principali città europee nel decennio scorso e continua a colpire dalla Russia all’Africa. Serve la politica, unica alternativa alla risoluzione dei conflitti con le armi e la violenza.
La politica. Non il pacifismo vuoto e retorico, non il militarismo muscolare: la politica.
Che significa lottare per la pace, anche con le armi se necessario, ma soprattutto senza lasciare il terreno alle miopi burocrazie inconcludenti.
Ci sarà tempo per riflettere su tanti errori compiuti dalle leadership dei Paesi colpiti dall’ISIS, a cominciare dalla Russia.
Aver abbandonato l’Afghanistan è stato invece un clamoroso autogol del mondo occidentale: ricorderete che noi lo dicemmo in tutte le sedi, anche in Senato, (qui trovate il video) in quella terribile estate 2021 in cui abbiamo abbandonato le ragazze di Kabul nelle mani dei Talebani e lasciato spazi ai movimenti estremisti ancora più fanatici degli stessi Talebani.
Spicca l’assenza dell’Europa, ancora una volta. In questi giorni di celebrazione del 150° anniversario della nascita di Luigi Einaudi alcune parole dell’ex Presidente della Repubblica suonano profetiche sulla necessità di costruire una casa comune per i popoli europei onde evitare l’irrilevanza o addirittura la sparizione.
Ecco perché oggi più che mai è tempo di rilanciare la prospettiva politica, visionaria e difficile, degli Stati Uniti d’Europa.
È in gioco il futuro del pianeta, tutto qui. Non mi sembra poco.
 
Flash.
1.         Conte dice che non è vero che uno vale uno. Che lo slogan grillino era sbagliato. Ci ha messo un anno per capire che Salvini non era il suo tipo. Ci ha messo cinque anni per capire che uno vale uno era una follia. Dategli dieci anni e vi dirà che il reddito di cittadinanza e il superbonus sono stati due clamorosi errori. Conte è così. Ci arriva sempre dopo. Ma prima o poi ci arriva.
2.         Il PNRR sta diventando la nuova “mangiatoia” per dirla con le parole che Giorgia Meloni riserva agli avversari. Questa cosa che stiamo facendo fare nuove assunzioni al CNEL è clamorosa (qui il video). Ma adesso spunta che vogliono pure dare uno stipendio a Renato Brunetta, aggiuntivo rispetto alla sua pensione. Quando diciamo queste cose ci accusano di essere populisti. Io non sono populista, è il governo Meloni-Brunetta che è un governo di spreconi. Sbaglio?
3.         A Bari grande caos istituzionale tra il Viminale e la città guidata da Antonio Decaro. Ho detto la mia in questo post. La sintesi? Decaro è un bravissimo amministratore e una persona perbene. Non posso dire la stessa cosa di Michele Emiliano. Anzi, ritengo Michele Emiliano il simbolo di un modo di far politica che è opposto al mio. Sono fiero del fatto che Italia Viva non ha mai sostenuto il governo di Emiliano. E anzi, chi ha scelto di stare con noi ha lasciato la maggioranza pugliese, a differenza di quello che hanno fatto altri partiti. Questa io la chiamo serietà.
4.         Leggo che la ministra Santanchè potrebbe dimettersi se rinviata a giudizio. La mia opinione politica su Daniela Santanchè come su molti ministri del Governo Meloni è un’opinione negativa: se si dimettono per ragioni politiche fanno benissimo a farlo. Se però le dimissioni si collegano al rinvio a giudizio – e pare che ci siano richeste da Fratelli d’Italia – ho una piccola domanda per FDI. Perché deve dimettersi Santanchè per un possibile rinvio a giudizio e non deve dimettersi Delmastro già rinviato a giudizio? Questo atteggiamento di due pesi e due misure è il tipico atteggiamento grillino.
5.         Elezioni Europee: io sono contro la conferma di Ursula von der Leyen, presidente che ha fallito sull’ambiente, sulla politica estera, sulle riforme istituzionali. E ho proposto dei nomi alternativi, dal portoghese Costa al greco Mitsotakis all’italiano Draghi. Sarebbe interessante se tutti i partiti che si candidano alle europee dicessero la loro idea, anziché cincischiare con frasi fatte. Che dite, esagero?
 
A proposito. Continuo a chiedere una mano per la campagna elettorale. Avete visto i manifesti, avete seguito la Leopolda, sapete che ci saranno molte iniziative nei prossimi giorni. Chi crede nella politica e vuole darci una mano sa che questo è il momento. Le donazioni da 10€ a 1.000€ fanno la differenza. Chi può dare anche un piccolissimo contributo ci aiuta sul serio. Grazie!

Pensierino della sera.

È stata una settimana emotivamente dura. Ci ha lasciato il sacerdote della mia infanzia, don Giovanni Sassolini. Era il prete che mi ha accompagnato negli anni del catechismo, della prima comunione e della cresima. Un pilastro della mia gioventù. Quando persone così se ne vanno ti trovi a fare i conti con te stesso, allo specchio. Esprimendo tanta gratitudine ma aprendo il cuore alle domande. Pensi agli anni della scuola elementare “Gianni Rodari” mentre vedi le prime rughe sulla fronte. E poi sabato sono andato a Pozzallo solo per dire ciao a un amico, Joe Barone, il direttore generale della Fiorentina stroncato in settimana da un infarto. Era nato a Pozzallo, Joe, appena 58 anni fa. La sua morte improvvisa, il dolore della sua bella famiglia, la tristezza sul volto di parenti e amici: mi è dispiaciuto tornare in questo luogo in un’occasione così triste ma era giusto farlo. Perché Joe era un uomo entusiasta e appassionato, con un sorriso pieno di vita e un’energia travolgente. E soprattutto perché era un amico. Vicende come l’infarto di Joe ti strappano una persona cui vuoi bene e ti costringono a riflettere sul senso profondo della vita. Perché oltre la politica c’è un mondo fuori che è più grande: la politica è importante, ma la vita lo è ancora di più. E i rapporti umani che abbiamo la fortuna di costruire, ecco, sono i rapporti umani a fare la differenza. Sempre.

Un sorriso
Matteo
 
Post Scriptum. In un’intervista a Il Sole 24 Ore di ieri Jean Claude Juncker dice che al G20 di Brisbane (2014) quasi venne alle mani con me perché non accettavo l’approccio delle burocrazie europee sul bilancio dell’Italia. Smentisco qualsiasi contatto fisico con Jean Claude ma confermo che lo scontro verbale fu durissimo. E alla fine vincemmo noi portando a casa flessibilità per trenta miliardi. E grazie a questa misura coprimmo Industria 4.0, il JobsAct, gli 80€, l’IMU, e molto altro. In Europa si fa così: si fanno le battaglie per il Paese ai tavoli che contano, non sui social come fa questo Governo, forte con gli slogan, debole nei fatti.