Matteo Renzi Enews

Enews 828, domenica 18 settembre 2022

L'Enews della settimana.                         

Ultima domenica di campagna elettorale.
 
Siamo oggettivamente i più credibili sui contenuti.
Sul tema del dissesto idrogeologico siamo stati gli unici a proporre, con Renzo Piano, una unità di missione chiamata Casa Italia – Italia Sicura. Avevamo stanziato 45 milioni per la cassa di espansione del fiume Misa, a Senigallia. La chiusura di quella unità di missione, voluta dal governo gialloverde con Conte premier e Costa ministro, ha provocato un ritardo nella realizzazione dell’opera. Qui i miei 60 secondi finali in Aula nel 2018, durante i quali mi auguro che questa scelta non sia per leghisti e grillini causa di rimpianto: ascoltate, se non ci credete.
Non voglio strumentalizzare nulla, ma noi avevamo inserito quel progetto tra le opere finanziabili: costava 45 milioni di euro e noi avevamo messo qualcosa come 8 miliardi e fior di tecnici al lavoro.
Ci fosse stata quella cassa di espansione, si sarebbe evitata la tragedia di venerdì scorso.
 
Ma Giuseppe Conte non può rispondermi su questo.
Lui non fa politica, lui minaccia.
Lui fa campagna elettorale con i percettori del reddito di cittadinanza, dicendo che se qualcuno cambierà la norma sui navigator, lui assicura che ci sarà “la guerra civile”. Esattamente lo stesso linguaggio di Trump.
E nel giorno in cui vado a Palermo, mi invita a “venire senza scorta”.
Non so se ci rendiamo conto della violenza verbale di questa minaccia.
Conte ha la scorta come me, più di me.
Viviamo scortati per esigenze di sicurezza e per metterci al riparo da qualche pazzo esagitato.
Un premier che dice “rinuncia alla scorta e vieni a Palermo a parlare di reddito di cittadinanza", usa un linguaggio politico di stampo mafioso. Non è un caso che, da ieri, i miei social sono pieni di minacce di morte e di violenza fisica. Se il leader dice in TV “vieni in piazza senza scorta” in tanti si sentono autorizzati a scrivere “Bastardo, te la faremo pagare”.
Io oggi vado a Palermo, senza paura.
E vado a dire che sogno un Paese in cui per uscire dalla povertà si crei lavoro, non si dia un’elemosina di Stato. E parlo a quel Sud che vuole reagire alla cultura clientelare della dipendenza da un politico che viene acclamato perché usa i soldi pubblici per chiedere i voti. E parlo a chi vuole premiare il talento non la raccomandazione, il lavoro non il sussidio, la crescita non l’assistenzialismo. Parlo a quel Sud che ci vuole provare, non al Sud che si rassegna alla dipendenza da politici senza scrupoli.
Ieri alcuni banchetti di Italia Viva e Azione sono stati fatti oggetto di violenza.
Considero Giuseppe Conte e il linguaggio d’odio dei Cinque Stelle il mandante e il responsabile morale di qualsiasi cosa possa accadere ai nostri ragazzi in questa campagna elettorale.
 
Noi siamo orgogliosamente un’altra cosa.

Qui i prossimi appuntamenti.

Domani alle 11 farò un DISCORSO SUL LAVORO alla Fondazione Piaggio a Pontedera.
Domani alle 13.30 sarò a pranzo coi nostri amici a LIVORNO a parlare di energia e infrastrutture.
Domani alle 18 sarà a Prato, in Piazza del Comune, per parlare del futuro della mia terra.
Martedì alle 21 saremo a Robecco D'Oglio, tra le province di Cremona, Brescia e Bergamo, per parlare alla Lombardia profonda..
Mercoledì alle 18 saremo con Carlo Calenda a Napoli
Mercoledì alle 21 saremo a Frosinone.
Giovedì alle 18 chiuderemo in piazza a Milano.
Venerdì in mattinata chiuderemo a Firenze.
Venerdì alle 18 chiuderemo in piazza a Roma con Carlo Calenda.
 
 
Negli ultimi giorni sono partite le minacce verso di noi. E le polemiche assurde come quelle sugli aerei che utilizziamo. I Cinque Stelle fecero tutta la polemica nel 2018 sugli aerei di Stato giurando solennemente che loro sarebbero stati diversi: Conte e Di Maio hanno usato aerei di Stato volando il quadruplo di quello che ho volato io. Oggi ci riprovano con gli aerei privati, dicendo che sono la causa della crisi climatica. Chiunque sa quanta demagogia folle e populista ci sia dietro questa campagna. Se vogliamo affrontare la crisi energetica diciamo sì alle rinnovabili senza bloccarle con le sovrintendenze; diciamo sì al gas in Adriatico, al petrolio lucano, al rigassificatore a Piombino, alla Tap in Puglia, al nucleare di nuova generazione. Ma pretendere di bloccare i voli privati o addirittura chiudere gli aeroporti come propongono sinistra e Cinque Stelle qui a Firenze è assurdo. Significa condannare questo Paese a una decrescita infelice.
Mi spiace che il PD stia inseguendo i grillini su questo terreno populista, come vediamo anche nel collegio senatoriale di Firenze. Ormai il PD sta diventando il generico dei Cinque Stelle. E sinceramente mi dispiace un po’ per loro.
Ma per noi ora è il momento di fare la differenza.
Nel 2022 saremo decisivi in parlamento. Nel 2024 costruiremo alle europee la grande casa comune di Renew Europe con Macron (c’è chi sta con Orban e con Le Pen e c’è chi sta con Macron). Nel 2027 punteremo alla maggioranza del Paese specie se ci sarà il sistema del sindaco d’Italia. Il progetto è appena partito, ne vedremo delle belle.
 

Pensierino della sera. Ci ha lasciato la nostra amica Graziella Pagano. È stata parlamentare del Pds e del Pd. Ed è stata fin dall’inizio una colonna di Italia Viva. Aveva accettato di candidarsi anche in queste elezioni politiche. Ci ha insegnato a vivere la politica con competenza dedizione e passione fino all’ultimo giorno. E quando, qualche giorno fa, siamo stati a Napoli è stato bello abbracciarla ancora una volta. Un abbraccio a Lorenzo e a tutti i suoi cari. Ricorderemo Graziella come merita, a Napoli, mercoledì.


Un sorriso,
buona domenica 



 


P.S. 
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