Matteo Renzi Enews

Enews 815, martedì 16 agosto 2022

L'Enews della settimana.                         

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Mentre un anno fa a Ferragosto si consumava la tragedia afghana, oggi l’indifferenza caratterizza il silenzio del mondo davanti alla vicenda curda. Credo che la politica internazionale stia molto sottovalutando la ripresa del pericolo estremista. E, in un Paese serio, questi argomenti sarebbero centrali nella campagna elettorale, mentre da noi passano in secondo piano sia il dramma di Salman Rushdie sia le minacce a J.K. Rowling. Ho provato ad aprire un dibattito pubblico su questo con questo tweet. Continuerò a farlo - fossi anche l’ultimo a insistere - e ne parleremo anche durante la Leopolda del prossimo 1-2-3 settembre (qui per iscriversi). Ma è inutile far finta di nulla: ciò che è accaduto anche in Ucraina, parzialmente, dipende dall’Afghanistan. E ciò che è accaduto in Afghanistan dipende dagli eventi in Medio Oriente. Nel mondo di oggi tutto si tiene, tutto è connesso e soprattutto tutto è interconnesso. Se volete votare di pancia, saltate pure questa Enews. Ma se volete votare con la testa, ricordate che la politica estera incide molto più di quanto possiamo immaginare.

Oggi il mondo della politica commenta le scelte sui candidati del PD. A me pare che - dalla scelta di come costruire la coalizione ai nomi delle liste  - la guida di Enrico Letta si sia caratterizzata più dal rancore personale che dalla volontà di vincere. Vedremo i frutti il 26 settembre. Auguro ogni bene a tutti, candidati ed esclusi, ed evito con cura ogni dibattito sul tema: mi hanno insegnato che la politica si fa coi sentimenti, non coi risentimenti.
Noi staremo sui contenuti.
Noi non abbiamo candidati che hanno votato contro la fiducia a Draghi.
Noi abbiamo chiara una idea di innovazione del Paese che passa dal dire SÌ alle infrastrutture necessarie, non NO a tutto. 
E noi non vogliamo alzare le tasse.
Su questi temi siamo molto distanti, purtroppo, dal nuovo Pd.

Adesso sorriso e pedalare.

Carlo Calenda ha chiesto un dibattito a 4, sfidando Letta, Meloni e Conte. Secondo me è una richiesta sacrosanta e giusta. Dibattito pubblico in TV: nei paesi democratici funziona così. Vediamo chi fugge da questo confronto.

Questa sera sarò a Tg2 Post.
Venerdì mattina a l'Aria che Tira.

Sto pensando ad alcune iniziative innovative anche per la mia campagna elettorale. E intanto grazie a chi si sta impegnando per i volontari e per darci una mano a livello economico: il vostro sforzo - anche di un volontario, anche di cinque euro - fa la differenza. Davvero, grazie!




Pensierino della sera. In molti gridano alla deriva antidemocratica perché la destra ha proposto il presidenzialismo. Follia. Il presidenzialismo è radicato in tante moderne democrazie occidentali. Io preferisco l’elezione diretta del Premier, non del Capo dello Stato, ma questo non significa che la proposta della destra sia un attentato alla libertà. Impariamo a rispettarci, anche da avversari. Meloni e Salvini non sono un pericolo per la democrazia: quando si vota, è sempre una festa della democrazia. Meloni e Salvini sono un pericolo per l’economia, non per la democrazia: hanno fatto promesse assurde, irrealizzabili, flat tax insostenibili e ingiuste. Rimettiamo in fila i fatti e diciamo le cose come stanno: se vincono loro non perderete la vostra libertà. Al massimo perderete i vostri risparmi. Ecco perché serve un Terzo Polo, Renew Italia, l’Italia sul serio, che prenda i voti da entrambi gli schieramenti e sia la garanzia di un governo moderato ed equilibrato.

Un sorriso,

P.S. Di Maio ha detto che io sono un estremista. Luigi Di Maio. L’uomo dei Gilet Gialli, di Bibbiano, dell’impeachment a Mattarella. L’uomo senza vergogna. Gli ho risposto in questo video. Ma, quando vedo Di Maio salire le scale del Nazareno per elemosinare un collegio, mi domando che fine abbia fatto la dignità in politica e sono orgoglioso di essere ontologicamente diverso da quelli come lui. Orgogliosamente controcorrente.