Matteo Renzi Enews

Enews 680, venerdì 15 gennaio 2021

L'Enews della settimana.                        

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Stiamo toccando numeri record.  
Record di donazioni economiche a Italia Viva (qui il link e qui il link per iscriversi).
E record di preoccupazioni (qui la mia email) e critiche sui social.
Normale quando si radicalizza uno scontro.

Penso che sia giusto e utile usare le enews per spiegare, spiegare, spiegare e se possibile anche condividere: non è un fatto personale, magari fosse un fatto personale. Siamo davanti a una situazione drammatica e nessuno ne parla. Tutti fermi sulla narrazione del palazzo che parla di scontro caratteriale per nascondere il vero oggetto del contendere.

Non va tutto bene, amici, non va tutto bene. Come spiega il grafico qui sopra, l’Italia è il Paese che è messo peggio nel rapporto decessi per covid / crisi economica. E, se ci fosse un grafico sui giorni di scuola persi dai nostri ragazzi, saremmo i peggiori anche in quello.
Non sta andando tutto bene. Per noi serve una svolta sia nella gestione sanitaria che nella ripartenza economica che sulla scuola.
Lo stiamo dicendo da mesi, inascoltati.
Ci dicono che siamo i grilli parlanti, perché diciamo delle cose vere ma scomode. Siamo dipinti come irresponsabili. Irresponsabile è chi rifiuta i soldi del Mes. Irresponsabile è chi approva documenti senza leggerli, come accaduto con il Recovery Plan.
Irresponsabile è chi spende i soldi dei nostri figli in sussidi e progetti senza visione.
Non chi dice la verità.

Abbiamo chiesto al Governo un salto di qualità sui contenuti. Il Premier ci ha risposto sfidandoci in Aula sui responsabili. Gli abbiamo chiesto di cambiare politica, lui ha scelto di cambiare maggioranza.

1. Perché le ministre Teresa Bellanova e Elena Bonetti e il sottosegretario Ivan Scalfarotto si sono dimessi?
Qui c’è la lettera. Talvolta basterebbe leggere prima di criticare. Solo che per leggere la lettera ci vuole tempo, è lunga, la comunicazione di oggi richiede brevità. Altrimenti passa la linea della narrazione ufficiale: "volevano le poltrone". 

2. Ma volevate davvero le poltrone?
Falso. Tanto è vero che ci siamo dimessi. Se avessimo voluto le poltrone avremmo trovato facilmente un accordo. Noi le poltrone le lasciamo non le chiediamo. La politica è servizio: sono così orgoglioso della nostra diversità rispetto agli altri.

3. Qual è il punto decisivo per la rottura?
Tanti. Ma su tutti, il Mes. Noi chiedevamo più soldi per la sanità, attivando il Mes. Il Premier ha voluto la conta in Aula. La mancata attivazione del Mes sarà pagata dai dottori, dai ricercatori, dai malati e dalle loro famiglie. E da chi potrebbe beneficiare dei capitoli di spesa che l’attivazione del Mes permetterebbe di aumentare: infrastrutture, cultura, turismo. 

4. I giornali dicono che il Premier ha già in tasca i numeri.
Alla Camera si, li aveva anche prima. Al Senato non sappiamo ancora se ci saranno 161 voti a favore. Nel caso, la democrazia parlamentare avrà prodotto la terza diversa maggioranza in tre anni con lo stesso Premier. Vedremo se, come dicono, arriva a Quota 161. Noi abbiamo posto dei problemi di merito, non possiamo adesso far finta di niente.

5. Volete andare insieme a Salvini?
No. Non siamo noi quelli che hanno governato con lui. Italia Viva è nata per togliere i pieni poteri a Salvini. Ma i pieni poteri noi non vogliamo darli a nessuno.

Vogliamo un governo più forte, più soldi alla sanità, maggiore centralità della scuola, sblocco dei cantieri per dare lavoro e non sussidi, una giustizia garantista, più trasparenza negli acquisti dell’emergenza, assegnazione della delega ai servizi segreti. Su questi temi il Premier non ha dato risposte, ma ha scelto di farsi sostenere da un’altra maggioranza. E noi abbiamo rinunciato ai nostri posti.

Voglio dirvi che sono orgoglioso e fiero di questa battaglia. Sarà più chiaro nei prossimi mesi perché abbiamo chiesto di difendere la democrazia, di smuoverci dall’immobilismo, di scrivere bene il Recovery Plan. Chi oggi non ci dà ascolto domani si renderà conto di come questa battaglia fosse una battaglia degna di essere vissuta. Più ci insultano convinti di farci cambiare idea, più mi convinco che ci sono certi valori ai quali non è possibile rinunciare. Stiamo lottando per la dignità dell’Italia, non ci fermeranno hashtag e fake news.



Pensierino della sera. Vorrei dare un abbraccio a Teresa, Elena e Ivan. È raro in politica trovare tanta dignità e bellezza. Sarebbe bello che chi è intellettualmente onesto riconoscesse la nobiltà della scelta che Teresa, Elena e Ivan hanno fatto. Proprio quando si costruisce una maggioranza così, come sono felice di stare dalla parte di chi fa politica per politica e per servizio, non per interesse.

Un sorriso,



P.S.
In tanti mi scrivono “Matteo, ma ti conviene stare più all’ombra. Non metterci sempre la faccia. Poi ti attaccano”. È vero, mi attaccano, ci insultano, ci minacciano. Però, la politica richiede libertà e coraggio. Io sono convinto che sulla sanità, sull’economia, sulla scuola le cose non vadano come potrebbero. Penso che si debba fare un salto di qualità. Se il Governo non vuole, io preferisco essere insultato ma separare le mie responsabilità da quelle di chi dice che va tutto bene. Ci daranno ragione come già accaduto sul rapporto Stato-Regioni, sul bicameralismo, sulla decontribuzione del Jobs Act, su Industria 4.0, sui diritti. Lì per lì ti accusano di fare battaglie personali. Poi, dopo anni, si scopre che avevi ragione. Sul Recovery Plan, sulla scuola, sul debito, sul reddito di cittadinanza, sulle infrastrutture noi possiamo rinunciare alle nostre poltrone non alle nostre idee. Il giorno in cui rinuncerò a fare una battaglia per convenienza personale vivrò più tranquillo ma non sarò più io. Credetemi: le richieste he abbiamo fatto al Governo sono puro buon senso. Se ci dicono di no per fare un’altra maggioranza si prenderanno questa responsabilità: noi ci terremo la nostra libertà.