25/05/20
Matteo Renzi Enews

Enews 639, lunedì 25 maggio 2020

L'Enews della settimana.               

Giovedì prossimo, 4 giugno, esce il libro "LA MOSSA DEL CAVALLO".

Chi vuole, può trovarlo qui online oppure andare in libreria, cosa che suggerisco sempre.
Ho ricevuto decine e decine di richieste di TOUR virtuale e fisico: proveremo a farle tutte. O molte.
Questo libro racconta il post-coronavirus come una grande opportunità per l’Italia e per l’Europa, un’opportunità per tornare a correre. Ma spiega che, per chi si impegna nella cosa pubblica, il virus è il populismo e il vaccino è la politica. Ovviamente, però, ci sono le preoccupazioni per la gestione del presente e del futuro, a cominciare dai posti di lavoro. E si chiude con una lettera ai ragazzi più giovani che ho chiamato, memore del mio passato scout, lettera della partenza.
Per chi vuole, qui, qui e qui i link per ordinare il libro, qui l’email per prenotare un evento.

A proposito di Coronavirus.

I. Trovo molto bella e toccante questa copertina del "New York Times". Le vittime avevano un nome e una storia, non erano dei numeri (su questo ho scritto molto nel libro, sull’importanza di avere un nome). 

II. Le terapie intensive sono a quota 500. Quelli che dicevano che riaprendo saremmo andati a 151.000 che fine hanno fatto? Dobbiamo essere prudenti, ma che rabbia quando presunti esperti giocano la carta della paura…

III. Finalmente inizia a diventare condivisa la necessità di riaprire le scuole. Sembrava un vezzo di noi di Italia Viva, è una priorità per il Paese. Del resto, come ho detto nell’intervento in Aula della scorsa settimana, un Paese che chiude le scuole per prime e le riapre per ultime è un Paese che ha un problema con il futuro.

IV. Un ministro ha annunciato la creazione di un corpo di 60.000 assistenti civici. Boh, solo a me sembra una follia finalizzata ad avere visibilità? Come spesso accade la penso come Matteo Orfini. Non sarebbe meglio valorizzare di più il terzo settore e il servizio civile?

V. Il calcio riaprirà. O il 13 giugno o il 20 giugno. Bravo il ministro Spadafora a cambiare opinione, anche grazie alla campagna di qualche giornale come il "Corriere dello Sport" e di qualche bravo parlamentare come Daniela Sbrollini e Luciano Nobili. Poi vi confesso che mi piacerebbe molto vedere i play off per assegnare lo scudetto. Prima o poi accadrà, ne sono certo.

Ma c’è una cosa da dire prima di tutte: per far ripartire i posti di lavoro abbiamo bisogno degli investimenti. Cioè il Piano Shock che anche il Premier ha indicato, infine, come priorità. Per questo, nei prossimi giorni, torneremo a rilanciare sull’attuazione di questa sfida fondamentale. E, nel frattempo, lancio un appello sulla questione Autostrade: è finito il tempo della divisione ideologica. La vicenda ASPI va affrontata con serietà, rigore, competenza, discontinuità, certezza del diritto. E bisogna farlo subito, noi ci siamo. Perché altrimenti decine di miliardi si fermano e vengono bruciati sull’altare del totem burocratico.

Intanto, c’è uno scandalo incredibile sulla giustizia di cui non parla nessuno. Quando le intercettazioni sul giudice Palamara hanno toccato Luca Lotti o Cosimo Ferri tutti hanno dedicato paginate. Adesso, che toccano molti altri politici e scoperchiano un sistema che riguarda giornalisti, uomini dello spettacolo, altri magistrati, sono tutti zitti. Chissà perché…



Pensierino della sera. Questo video di Mino Martinazzoli è bellissimo. Me lo ha fatto vedere Gianbattista Groli, storico collaboratore dell’ex ministro bresciano. Suggerisco di vederlo e rivederlo specie a chi magnifica il ruolo dei tecnici.


 
Un sorriso,



 

P.S. Stasera, dopo qualche settimana, ci rivediamo su Instagram alle 23 per un’ora di diretta video insieme. L’Ora D’Aria torna stasera: vi aspetto alle 23 qui.