13/03/20
Matteo Renzi Enews

Enews 624, venerdì 13 marzo 2020

L'Enews della settimana.          


Buongiorno.
Sono sensazioni davvero strane quelle che stiamo vivendo in questi giorni, giorni che ricorderemo a lungo.

Stiamo riscoprendo le poesie. Mariangela Gualtieri termina la sua "9 marzo 2020" scrivendo “Saremo qui, più attenti credo. Più delicata la nostra mano starà dentro il fare della vita. Adesso lo sappiamo quanto è triste stare lontani un metro”.
Bellissima.

Vorrei inviare un abbraccio (a distanza!) a tutte le famiglie che vivono momenti di difficoltà, di dolore.
In particolar modo un pensiero ai malati e a chi si sta prendendo cura di loro: dottori, infermieri, farmacisti, ricercatori.
La sfida sanitaria è molto dura ma il miglioramento delle condizioni di salute di Mattia, il ragazzo di Codogno ormai noto come "Paziente 1", dimostra una volta di più la qualità della nostra sanità. E dice che il Coronavirus sarà sconfitto.
Il problema - ce lo siamo detti più volte - è evitare il sovraccarico delle terapie intensive negli ospedali.
I numeri crescono e continueranno a crescere ancora per giorni. Niente paura. È frutto delle scelte dei giorni scorsi.
Gli effetti delle misure di chiusura saranno chiari tra una decina di giorni, non adesso.
Noi al momento abbiamo molti contagiati (15.000) ma pensate che il 40% viene da quattro province lombarde (Bergamo, Brescia, Lodi, Cremona). Speriamo che il tragico errore di comunicazione della notte tra sabato e domenica scorsa, con la fuga al Sud di migliaia di persone potenzialmente contagiate, non crei un aumento di malati nelle regioni meridionali.
In ogni caso l’Italia può e deve affrontare l’emergenza sanitaria perché abbiamo le forze per vincere questa sfida.
Il virus è un nemico subdolo ma con intelligenza e buon senso noi siamo più forti di lui.

Per chi è interessato, trovate qui il mio intervento in Senato di mercoledì scorso.
Grazie a chi lo ha commentato e mi sta mandando le proprie riflessioni.
Ho fatto alcune interviste a media globali. Qui un tweet di Christiane Amanpour, l’intervista completa è qui.

Esiste poi una gravissima questione economica, rafforzata dal crollo della borsa (forse valeva la pena prevedere un periodo di venti giorni di stop come avevamo proposto anche noi, in questo video di domenica scorsa). La Presidente Lagarde ha oggettivamente sbagliato messaggio ieri: spero sia solo un errore di comunicazione, non un cambio di linea rispetto alla gestione Draghi. Vigiliamo, seguendo le giuste considerazioni del Presidente della Repubblica intervenuto sul punto in modo inusuale ma assolutamente sacrosanto.
Mai come in questi momenti è fondamentale stare tutti insieme, stretti intorno alle nostre Istituzioni.
E con lo stesso spirito condividiamo ogni sforzo del Governo. Sarà importantissimo che il Decreto Legge sulle misure economiche dia le risposte che servono a cominciare dalla liquidità alle famiglie, alle imprese, alle partite IVA. Perché si può chiedere agli italiani di stare a casa, ma poi allora bisogna bloccare i mutui, sospendere le tasse, garantire liquidità.
Forza! Siamo un grande Paese e ce la faremo.

Tre piccole considerazioni.

1. Joe Biden era dato per finito da tutti. Adesso è a un passo dalla nomination dei Democratici per le elezioni di Novembre. E se la giocherà testa a testa con Trump. La politica riserva sempre sorprese e colpi di scena, niente è definitivo.
2. Ora è il momento di dare il via libera ai cantieri. Guardate questa foto, bellissima, condivisa da Raffaella Paita. Il Ponte di Genova si sta completando. È il momento del Piano Shock. Ne ha bisogno la nostra economia, ne ha bisogno il morale del Paese. Adesso vanno sbloccate le opere pubbliche e private. Adesso!
3. Federica Brignone ha vinto la Coppa del Mondo di Sci! Una bellissima notizia, una grandissima atleta, un successo che l’Italia attendeva da anni. Anche nei momenti di difficoltà, è giusto e doveroso riconoscere un risultato così straordinario. Brava!



Pensierino della sera. In molti mi hanno scritto, vedendomi al Senato: “Ma chiudete il Parlamento e andate di corsa a casa!”. No, amici, no. Attenzione. Guai a esagerare. Si passa dall’apericena permanente al chiudere il Parlamento: è un errore, manteniamo lucidità. Il Parlamento è la casa della democrazia, non deve chiudere mai, nemmeno durante la guerra. Anzi. Abbiamo adottato atti fortissimi dal punto di vista costituzionale come per esempio dare poteri di PS ai militari o permettere DPCM che sospendono libertà costituzionali. Sono scelte molto forti, giustificate dall’emergenza. Ma, proprio per questo, il Parlamento va tenuto aperto a garanzia della democrazia e del corretto svolgimento della Costituzione. Abbiamo smesso di fare polemiche, giusto. Ma non possiamo smettere di fare politica e di seguire la Costituzione. Può sembrare una questione di lana caprina, ma è una questione di civiltà politica e giuridica. Ed anche per questo dico a tutte e tutti di guardare con grande attenzione a ciò che sta accadendo nelle carceri. La civiltà di un Paese si misura dalla qualità del proprio sistema carcerario. Ci sono stati tredici morti in carcere in una settimana: chiedere che si dimetta il direttore dell’amministrazione penitenziaria è il minimo sindacale. Oggi i media parlano di altro, comprensibilmente, ma questa è una battaglia che noi non molleremo. Mai.

Un sorriso,

 

P.S. Qui trovate una intervista a "la Repubblica". Nei prossimi giorni, mi collegherò con alcune trasmissioni via Skype da casa. Se vi va, iscrivetevi alla piattaforma di Italia Viva e troveremo formule per tenerci in contatto online anche in questi giorni di isolamento. Viva l’Italia!