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Enews 1087 lunedì 23 febbraio 2026

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Buongiorno e buona settimana!

1. Sui DAZI Donald Trump viene sconfitto in Corte Suprema: le sue decisioni erano illegittime. I soliti giudici di sinistra, direbbe qualcuno. Eh no. La Corte Suprema è composta da soli 3 giudici di nomina democratica e 6 giudici di nomina repubblicana. Eppure la Casa Bianca ha perso. Perché? Perché nessuno può imporre i dazi senza rispettare le procedure previste dalla legislazione americana. Nessuno, nemmeno il Presidente. Assoluto è il monarca che è “sciolto” da ogni vincolo, da ogni limite, da ogni regola. Nelle democrazie occidentali occorre rispettare l’equilibrio dei poteri. Trump non l’ha fatto e la Corte Suprema, a maggioranza repubblicana, glielo ha ricordato. Questa è la migliore risposta anche a chi utilizza la pessima stagione trumpiana per ritirare fuori sentimenti anti americani o per paragonare gli USA a uno Stato autoritario: l’inquilino della Casa Bianca cambia, le istituzioni democratiche restano.

2. E su TRUMP Meloni sceglie come al solito la strada dell’ambiguità. I dazi sono contro le aziende italiane perché Trump è contro l’Europa e dunque contro l’Italia. Meloni dovrebbe ricordarsi di essere patriota, sovranista, italiana. E invece no, tentenna, si eclissa, balbetta per non indispettire l’amico americano. Quando hanno distribuito il coraggio la nostra Presidente del Consiglio era in ferie e il suo modo di ignorare ciò che serve alle aziende italiane per difendere la cultura MAGA è sempre più imbarazzante. E dire che il suo partito si chiamerebbe Fratelli d’Italia: sembrano sempre di più i Cugini del Connecticut più che i Fratelli d’Italia.

3. A proposito di MAGA, ha fatto impressione vedere Tajani entrare alla Casa Bianca con il cappello in mano. Non è (solo) una metafora: è proprio andata così. I partecipanti al Board of Peace di Trump trovavano il cappellino MAGA come omaggio: spero che almeno Tajani non l’abbia pagato. Tra l’altro non sapendo come giustificare la figuraccia di andare con il cappellino in mano alla Casa Bianca, quelli di Forza Italia hanno attaccato me. Gli ho risposto così. Con Berlusconi leader, Forza Italia era il partito di Pratica di Mare. Con Tajani leader, Forza Italia è il partito del cappello in mano.

4. Perché sempre contro di me, mi domando? Sono passati ormai più di 12 anni dal giorno in cui sono diventato premier. Eppure non c’è giorno che passi senza ricevere un attacco dell’attuale maggioranza. Come mai? Forse perché a Palazzo Chigi sono ossessionati dal fantasma dei risultati. Non mi riferisco solo a Industria 4.0, JobsAct, IMU prima casa, 80€, unioni civili, leggi sociali, rientro dei cervelli e attrazione capitali, leggi sulla cultura, SPID e semplificazioni, ecc… Ma anche ai temi che sono più tipici della destra. Per esempio: l’immigrazione. Mi hanno sempre accusato di tutto su questi temi e come sapete io sono uno di quelli che dice che quando c’è un uomo in mare, si salva, punto. Perché questa è la legge del mare, questa è la logica della civiltà, questa è la tradizione italiana. Ma sono anche uno di quelli che insiste più di tutti gli altri sul tema della certezza della pena. E del fatto che salviamo tutti ma quando c’è da stangare chi va stangato, si stanga. L’altro giorno è uscito il dato ufficiale per il quale il mio Governo ha il record di rimpatri. Da mesi avevamo fatto interrogazioni cui non ci rispondevano. Ora che sono usciti i dati è stato Il Fatto Quotidiano (sic!) a dimostrare – numeri del Viminale alla mano – che il mio Governo ha fatto più rimpatri di tutti. Meloni mi fa attaccare dai suoi lacché perché con noi c’erano i risultati e le riforme con lei ci sono solo le risse verbali.

5. Nel frattempo sia quelli che oggi sono diventati garantisti sia quelli che sono rimasti giustizialisti sono rimasti IN SILENZIO davanti alla sentenza di Potenza sul c.d. Petrolgate. Nel 2016, casualmente anno del referendum sulle trivelle, vi furono due indagini devastanti che colpirono l’immagine mia e del Governo. Una riferita a Tempa Rossa che portò alle dimissioni della Ministra Guidi. Una su Eni che portò all’arresto di sei dipendenti e alla confisca milionaria all’azienda di Stato. Tempa Rossa vi ricordate come è finita. Di Petrolgate non ha parlato quasi nessuno ma ve lo dico io: la Corte d’Appello ha assolto tutti per la semplice motivazione che gli imputati “non hanno commesso il fatto”. I PM di allora oggi zitti, i populisti di destra e di sinistra oggi zitti, i social che ci massacrarono oggi zitti, i media che pubblicarono paginate oggi hanno fatto trafiletti. Nel tritacarne ci finirono persone che non c’entravano niente. E il mio Governo, tanto per cambiare. Come diceva quello, quando finalmente potremo raccontare la verità su quegli anni, la gente non se la ricorderà più.
 
Pensierino della Sera.

Bellissime le Olimpiadi e che gioia il successo sportivo e logistico per il nostro Paese. Ora è tempo di costruire l’operazione candidatura 2040. Dopo quello che è successo nel 2024 sarebbe un errore puntare tutto su Roma. Se proprio vogliamo tener dentro la Capitale – che agli occhi del CIO ha commesso uno sgarbo incredibile ritirando la candidatura otto anni fa – allarghiamo la proposta con un territorio più ampio. Ecco perché insisto su quello che ho scritto qui ed ecco perché eventualmente un’operazione condivisa Roma-Toscana potrebbe essere win-win. Sono convinto che il bravo Giovanni Malagò proverà davvero a costruire un’operazione seria e non una candidatura di bandiera.

Un sorriso,
Matteo


 
PS. In arrivo presto belle notizie per Casa Riformista. E da questa mattina è partita la nuova Radio Leopolda. Un nuovo logo ma non solo: una vera e propria sala di registrazione podcast, tutti nuovi. Anche la rassegna stampa di Bobo Giachetti è andata questa mattina in diretta video: l’avete seguito?
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