Ieri sono andato ospite a Tagadà, su LA7.
Mentre rispondevo a una domanda di Tiziana Panella ho avuto un brivido: mi sono accorto che stavo dicendo una frase che un politico non dovrebbe mai dire. Quale frase? La frase: “noi ve l’avevamo detto.”
Perché è una frase che suona antipatica. Ma purtroppo è l’assoluta verità.
Vi ricordate cosa avevamo detto, in assoluta solitudine, negli anni scorsi?
1. La guerra in Ucraina non è semplicemente una guerra locale: è la riscrittura dell’ordine mondiale dopo Yalta. O l’Europa sta al tavolo o finisce nel menù.
2. Per trattare con Putin non bastano i tweet: servono leader capaci e autorevoli. Per questo nel febbraio 2022 proponemmo Blair o Merkel. Febbraio 2022!
3. L’Ucraina si difende con le sanzioni alla Russia, e noi abbiamo votato sì. Si difende con le armi a Kiev, e noi abbiamo votato sì. Ma si difende anche con la diplomazia europea: chi in questi anni ci ha accusato di non voler bene a Kiev perché proponevamo di avere ANCHE un tavolo diplomatico, oggi si rende conto che senza l’Europa al tavolo, Kiev è più debole, non più forte. E l’Europa è sparita, guidata da influencer e burocrati, non da politici e statisti.
4. Nel mondo arabo abbiamo assistito a dieci anni di portata storica: le nuove leadership riformiste, a cominciare da quella saudita, hanno sconfitto il tentativo degli estremisti islamici di prendere il potere e seminare il terrore in tutto il mondo. Ieri Giorgia Meloni ha invitato il Crown Prince di Riad, Bin Salman, in Italia. Credo sia una scelta giusta: meglio tardi che mai. Evito di ricordare che cosa diceva Meloni sull’Arabia Saudita e cosa dicevamo noi. Anche qui: dire le cose giuste prima degli altri forse non porta voti, ma è l’unica cosa che un politico deve fare davvero. Il futuro va costruito, non può essere solo aspettato.
5. Che Francesca Albanese non poteva essere l’icona della politica estera di questo Paese, portata in trionfo di cittadinanza onoraria in cittadinanza onoraria. Anche qui, prima del tempo, lo avevamo detto.
Nel frattempo:
1. C’è uno spread che cresce e fa male: è lo spread tra costo della vita e stipendi.
2. Quasi la metà dei giovani che si laureano in Italia, poi va via dall’Italia. Serve la Start Tax.
3. Adolfo Urso è il ministro più incapace del Governo. La mancanza di un piano industriale per il Paese si vede ovunque, non solo su Ilva.
4. La Legge di Bilancio aumenta il debito pubblico, la pressione fiscale, gli sprechi romani, le accise sul gasolio. Perché non ne parla nessuno?
Tenetevi pronti perché faremo di tutto per richiamare l’attenzione degli italiani sulla Legge di Bilancio e non sulle polemiche interne alla coalizione.
Meloni deve cambiare la Legge di Bilancio e invece parla solo di cambiare la legge elettorale: qui gatta ci cova.
Sarà un dicembre di battaglia parlamentare. Poi dal 17 gennaio riparte il viaggio di Casa Riformista, da Milano.
Nel frattempo il pensierino della sera è dedicato agli studenti di medicina. Le cose sono andate così più o meno. Il Governo Meloni ha scelto di “raccontare” che aveva superato il numero chiuso. In realtà ha creato un semestre filtro, pasticciato e poco serio. Al termine di questo semestre filtro si è fatto un test che è finito in rete prima che nelle aule: dunque qualcuno ha fatto il furbo. Lo ha spiegato benissimo la bravissima Alessia, 23 anni, futuro medico, in questo reel di Meritare l’Europa (seguite la pagina di questi ragazzi, sono magnifici). E come se non bastasse oggi esce fuori il rischio che le aule restino vuote perché il test di fisica è stato bocciato dal 90% dei candidati. Sveglia Giorgia! Avete fatto una riforma con i piedi e ora rischiamo di avere meno medici laureati. E più ragazzi arrabbiati con un Paese dove dovrebbe contare il merito e invece il Governo dimostra incompetenza e superficialità. Italia Viva è al fianco dei ragazzi di Medicina, oggi più che mai.
Un sorriso,
Matteo
PS. Ho scritto anche un post sul 4 dicembre. Un post su ieri, sì. Ma ieri di nove anni fa. Lo trovate qui…
PPS. Colpisce il nuovo Rapporto Censis.
Impressionante il dato sulla sanità: il 78% degli italiani teme che, in caso di non autosufficienza, il SSN non sarebbe in grado di garantirgli cure adeguate.
La sicurezza è un enorme problema, se il 74% dei giovani pensa che girare per strada sia più pericoloso e più della metà ha rinunciato a uscire per paura.
E poi c’è l’effetto dell’inflazione: in cinque anni abbiamo speso di più ma consumato di meno.
Infine, l’immigrazione vissuta come un problema dal 63% degli italiani che chiede di limitare i flussi: non può funzionare l’accoglienza indiscriminata ma non funzionano neppure i centri in Albania.
Questi dati indicano nero su bianco al centrosinistra quali sono i temi veri di cui occuparsi, invece di perdersi in scontri interni.
E suggeriscono alla premier Meloni di guardare ai problemi reali degli italiani anziché studiare la legge elettorale.







