La nuova Enews di Matteo Renzi
Buongiorno e ben ritrovati dopo la pausa estiva.
Vi scrivo da una Roma che stanotte di estivo aveva ben poco: fulmini e tuoni. Ma spero che ci siano nuovi giorni di bel tempo per chi è ancora in vacanza. Io mi sono goduto giorni di assoluta pace con la mia famiglia al mare e sono rientrato bello carico per le sfide che ci aspettano, a cominciare dalle Regionali e dalla Leopolda.
Molto sinteticamente.
1. Ho parlato molto di politica estera ieri a La7, a In Onda. Recuperate il video completo su YouTube. Non vi aspettate slogan ad effetto: la politica estera, la diplomazia, le relazioni internazionali sono materie complesse, purtroppo. E servono più ragionamenti che sentenze. Leggo i vostri commenti.
2. Sempre su YouTube trovate i video dell’incontro alla Versiliana con Tommaso Cerno e della trasmissione Tg2 Post con Monica Giandotti: sono eventi della settimana precedente alla pausa ferragostana.
3. E infine due interviste cartacee, sempre sulla politica estera ma impostate in modo differente, a Giulia Pompili de Il Foglio e Claudio Bozza de Il Corriere. Trovate i link alle interviste nel mio canale whatsapp.
Che succede intanto nel Paese? Spoiler: Nulla.
Giorgia Meloni si è molto rallegrata per aver superato il record di longevità del mio Governo. Mi fa piacere che l’Italia sia diventata un Paese stabile. Non mi convince il fatto che per restare al Governo abbiano scelto la strada del non fare nulla. In questo post del 12 agosto ho chiesto agli amici dei social e anche agli elettori della Meloni felici di averci superato per longevità del Governo, di indicare qualche riforma. Giudicate voi stessi dal mio post e soprattutto dai commenti.
Su turismo si litiga perché la Santanchè dice che non è mai andata bene come quest’anno e che le spiagge sono piene ma non tutti sono d’accordo con la Ministra, chissà perché.
Sui vaccini si litiga perché Salvini e Lollobrigida non sono d’accordo con le scelte di Schillaci, Ministro della sanità e medico.
Sull’economia si litiga perché per l’Esecutivo il Paese va a gonfie vele ma per le famiglie italiane i conti non tornano e nel frattempo cresce il numero delle persone che se ne vanno dall’Italia. E vanno in Spagna, eh. Non in Nuova Zelanda. Speriamo che quest’anno si possa discutere nel merito della Legge di Bilancio con un po’ più di tempo dello scorso anno.
ATTENZIONE. La Leopolda 2025 si terrà dal 3 al 5 ottobre, in contemporanea alla Scuola di Formazione Meritare l’Europa. Stiamo studiando un format molto originale per quest’anno ma l’obiettivo prioritario è quello di trasformare la protesta per ciò che il Governo Meloni fa (e soprattutto non fa) in una proposta. La Leopolda sarà come sempre dunque un vivaio di idee nuove e proposte. Ricordate? In Leopolda sono nate molte suggestioni che poi sono diventate leggi, dal Fisco 2.0 al Family Act, dal governo paritario allo spid, dagli 80€ a Industria 4.0. Quest’anno lanceremo le nostre proposte di legge visto che tanto in Parlamento non ce le fanno nemmeno discutere. Iscrivetevi alla Leopolda e dateci una mano – chi vuole – con idee, suggerimenti, proposte: [email protected].
E chi può darci una mano anche economica sappia che contributi anche piccoli (5€, 10€, 20€) per noi fanno la differenza. Anche perché questa è la prima Leopolda che facciamo dopo l’assoluzione nel processo OPEN: siamo stati anni indagati solo per aver organizzato la Leopolda. Sarà bellissimo tornare nei luoghi del (NON) delitto e dire a voce alta che fare politica non è reato e che chi pensava di fermarci per via giudiziaria ha perso. Viva la Leopolda, viva il popolo della Leopolda.
La Leopolda arriverà nel pieno della campagna elettorale per la Calabria e per la Toscana. Ricevo email di persone con il mal di pancia per gli accordi che vengono fatti anche con la sinistra radicale e i Cinque Stelle. Voglio essere molto chiaro, cari amici. Se crediamo nel bipolarismo è evidente che ci si debba alleare con compagni di strada anche lontani dalle nostre idee. Dall’altra parte, del resto, ci sono Vannacci, leghisti e complottisti vari NoVax lollobrigidiani: sono le regole del bipolarismo.
Capisco molto bene chi dice: eh ma rischiamo di annacquare il profilo riformista. Di non contare dentro il centrosinistra. Sì, è un rischio reale. Ma il modo per non farsi “annacquare”, amici cari, è solo uno: prendere i voti. Lo dico a chi su Twitter annuncia sfaceli, a chi sui social promette rivoluzioni, a chi nelle chat grida il proprio disgusto.
Se volete incidere, in democrazia, un tweet in meno e un voto in più. Un post in meno e un candidato che prenda voti in più. Uno sfogo in meno e una telefonata all’amico incerto in più. Ve la dico ancora più chiara: gli equilibri della coalizione dipendono dai voti, non dalle chiacchiere. Se i Cinque Stelle e la sinistra radicale prendono il 10% e noi prendiamo l’1%, il problema è nostro, non loro. Se invece riusciamo a fare un buon risultato (come faremo, ne sono certo, non solo in Calabria e Toscana), allora la Tenda riformista diventa credibile. E decisiva per la vittoria alle Politiche.
In democrazia contano i voti. Noi siamo forti e credibili perché quando abbiamo portato il nostro contributo abbiamo fatto la differenza (pensate solo alla differenza nelle elezioni a Genova dopo le regionali in Liguria). Ma adesso ci sono da fare due cose: eleggere consiglieri regionali decisivi e portare le idee dalla Leopolda al Paese. Punto. Tutto il resto è noia…
Chi vuole un centrosinistra riformista ci dia una mano. Adesso.
Chi abbandona il campo per la presenza di Cinque Stelle e AVS regala il centrosinistra alla sinistra radicale e il Paese alla trimurti Meloni, Salvini, Lollobrigida.
È chiaro adesso perché insisto sul fatto che noi siamo decisivi? Se noi facciamo un bel risultato riequilibriamo la coalizione e vinciamo le elezioni. Se noi andiamo male la coalizione scivola a sinistra e perdiamo le elezioni. Tocca a noi. La differenza la fanno i voti, non i tweet.
Pensierino della Sera.
Sul Corriere di ieri Walter Veltroni ha fatto un bel pezzo sui duecentomila ragazzi italiani “hikikomori”. È una chiacchierata con il professor Crepaldi. Vi suggerisco di leggerla: questi sono i problemi reali di cui il dibattito politico non parla mai o quasi mai.
Un sorriso,
Matteo
PS. Almasri, Paragon e la gestione degli apparati sono argomenti di cui nessuno vuole più parlare: toccherà a noi, alla ripresa, ritornare con qualche novità su queste brutte storie. Anche perché Giorgia Meloni piange – da madre – per la morte dei bambini a Lampedusa dando la colpa ai trafficanti di uomini. Giusto. Peccato però che il boss dei trafficanti di uomini sia stato scarcerato dal Governo Meloni e rimandato in Libia con un volo di Stato. E questa ferita rimane come insanabile nella narrazione securitaria e legalitaria della Premier. Lei che nel 2015 diceva “processate Renzi per strage colposa” oggi farfuglia parole di circostanza per non riconoscere che il suo Governo passerà alla storia come il Governo che più di ogni altro ha aiutato i trafficanti di uomini. E su questa storia lei non ha responsabilità giuridiche: ha enormi responsabilità politiche.








