La nuova Enews di Matteo Renzi
Buongiorno.
L’accordo tra Stati Uniti ed Europa sui dazi non è un accordo: è la resa incondizionata dell’Europa al sovranismo di Trump.
La verità è che i sovranisti fanno male al mondo.
E se oggi il governo americano festeggia, accordi coloniali di questo genere porteranno sul medio periodo gli Stati Uniti a perdere la propria forza morale ed economica. Con il piano Marshall l’America ha guidato il mondo per decenni, con le tariffe l’America fa del male innanzitutto ai propri alleati europei.
Il sovranismo fa male all’Italia, fa male all’economia, fa male alla libertà. E sul medio periodo persino agli americani. Per uno come me, cresciuto con il mito degli Stati Uniti democratici di Kennedy e Clinton, è arrivato il momento di rimpiangere persino la destra di Ronald Reagan, i cui discorsi contro i dazi, non a caso, sono tornati di moda in queste settimane.
La destra liberale e liberista non avrebbe mai potuto partorire un obbrobrio economico e giuridico come quello di queste ore.
E la destra europea di Kohl, Chirac, Berlusconi, Aznar e ovviamente della Thatcher non avrebbe mai accettato un accordo del genere.
Ho provato a spiegarlo giovedì al question time intervenendo in Aula con il Ministro Lollobrigida, ma niente: i Fratelli d’Italia sono ormai totalmente allineati al trumpismo. Guardate il video in cui provo a parlare di politica con Lollobrigida. Ma niente!
Giorgia Meloni del resto pubblica i libri in America con la prefazione di Trump jr, non disturba il manovratore, si era presentata come il ponte tra Stati Uniti ed Europa. Oggi il ponte di Giorgia è crollato. Dove sono i 25 miliardi che Meloni aveva promesso per il sistema produttivo in caso di dazi al 10%? I dazi sono al 15% eppure Palazzo Chigi studia la partecipazione di Meloni a Sanremo e addirittura un film a Hollywood come si vede in questo articolo uscito ieri del bravo Giacomo Salvini. L’economia italiana è in crisi e la Meloni si rimangia i 25 miliardi promessi, ma studia la partecipazione a Sanremo.
Voi direte: eh, ma toccava all’Europa trattare. Certo.
Erano stati i sovranisti italiani a dire che Giorgia Meloni avrebbe risolto il problema, visto il rapporto con Trump.
Nessuno di noi ci aveva creduto, ma loro lo avevano detto. E adesso è chiaro che questa era solo una FAKE NEWS, un’arma di distrazione di massa, era una delle tante veline dell’influencer, ripetuta all’ossesso dai Tg Rai, dalla Mediaset di Pier Silvio Berlusconi, rilanciata dai quotidiani della destra tutti zitti.
Tutti a dire: facciamoci andare bene questo 15%.
È una follia come è una follia obbligarci a comprare gas per tre anni a quei prezzi, come è una follia pagare le armi americane.
Se l’Europa accetta di essere strutturalmente dipendente su armi (a pagamento) e su gas (mai stato in passato), siamo al colonialismo. Punto.
Il resto sono chiacchiere. L’alleanza strategica Stati Uniti Europa è diventata colonialismo.
Colpa di Trump? Certo.
Ma colpa anche dell’Europa. Mai vista una leadership così insulsa e dannosa come quella di Ursula von der Leyen.
Mandare Ursula von der Leyen a trattare con Trump è come mandare Cappuccetto Rosso a dialogare con il lupo.
E la responsabilità è innanzitutto del Partito Popolare Europeo che ha scelto per due mandati quest’algida burocrate già responsabile di aver distrutto la manifattura con il Green Deal e ora impegnata a dare il colpo di grazia all’economia europea.
Dite che sono troppo pessimista? Purtroppo sono realista. Che fossero dazi amari lo sapevamo, ma non pensavamo fossero così amari.
Credo che questo sia un momento difficile per l’Italia: un Paese che vive di globalizzazione costretto a essere guidato da sovranisti incapaci di dire no a Washington. Ma credo anche che sia uno dei momenti culturalmente più bassi per l’Europa, che firma un accordo capestro negoziato da dirigenti incapaci con una leadership burocratica priva della minima visione politica.
Torneremo a lungo su questi argomenti alla Leopolda, presentando un pacchetto di proposte concrete per l’Italia e per l’Europa, il 3-4-5 ottobre: iscrivetevi qui.
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Domani alle 15 intervengo in Aula sulle comunicazioni del Ministro della Cultura, Giuli.
Giovedì alle 13 sono su La7 all’Aria che Tira.
Giovedì alle 21.30 sono in provincia di Firenze (Leccio - Reggello) con Eugenio Giani.
Venerdì alle 18 sono ad Asiago con David Parenzo e Alessandro De Angelis.
Giovedì 7 agosto alle 18 sono alla Versiliana con Tommaso Cerno.
Un sorriso e buone vacanze a chi sta partendo in queste ore,
Matteo



