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Enews 1050 giovedì 24 luglio 2025

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La nuova Enews di Matteo Renzi                    

Buongiorno a tutti.

Sono giorni dominati dalla paura della guerra commerciale che i sovranisti americani di Trump hanno lanciato contro il resto del mondo. E soprattutto contro l’Europa. Oggi i giornali sono pieni di anticipazioni su un accordo con tariffe al 15%. Se finisse così sarebbe ovviamente meglio che i dazi al 30% ma comunque sarebbe una botta mica da ridere per l’economia italiana.
I danni che i sovranisti fanno all’economia italiana sono ENORMI. Chi vota per loro affossa i nostri lavoratori, affossa il Made in Italy, in tutti i settori.
Ne parlo oggi in un question time in Senato con il Ministro Lollobrigida. Speriamo mi risponda in modo serio.

Trump è in difficoltà per lo scandalo Epstein. E allora decide di…cambiare argomento. Come fa la Meloni quando ha problemi con Paragon e Almasri: rifiuta di rispondere e parla d’altro. L’utilizzo spregiudicato di fake news aiuta nel cambio di storytelling. Il video dell’arresto di Barack Obama, realizzato con l’intelligenza artificiale e rilanciato dai post ufficiali della Casa Bianca è forse il punto più basso che Trump potesse toccare. Ne ha scritto molto bene Walter Veltroni oggi sul Corriere, lo trovate qui. Ormai nessuno si scandalizza più di nulla: video fake rilanciati dall’account ufficiale del Presidente degli Stati Uniti, giornalisti intercettati da un trojan comprato dal Governo, aerei di Stato tolti ai magistrati antimafia e dati ai violentatori di bambine. E tutti - o quasi - zitti.

In Italia continua la debolezza della politica davanti alla magistratura. Basta un avviso di garanzia e tutti si impauriscono, si bloccano, fanno polemica. Arriverà finalmente un giorno in cui ci saranno politici che dicono: l’avviso di garanzia non è una sentenza di condanna. Si aspettino le sentenze, si rispettino i magistrati, si continui a lavorare per i cittadini. Questo principio, quasi elementare, è contestato a destra come a sinistra. I giustizialisti di Fratelli d’Italia hanno vinto le elezioni speculando in modo meschino su Bibbiano, su Open, su Unicef, sulle banche. Oggi la Meloni prova a indossare i panni della garantista anche perché lei stessa è indagata, come pure Piantedosi o Mantovano. Nessuno di noi chiede le dimissioni dei ministri per un avviso di garanzia, anzi. Noi facciamo politica, non usiamo le inchieste come clave contro gli avversari. E speriamo che il PD non si faccia mettere i piedi in testa dal Movimento Cinque Stelle, anche perché i grillini chiedono le dimissioni di Beppe Sala, indagato, ma difendono chi come Chiara Appendino è stata condannata con sentenza passato in giudicato. Non si possono accettare due pesi e due misure: il moralismo non può essere intermittente. Ne ho parlato in questa intervista a QN.

Su Milano. Io ho detto quello che pensavo dal giorno 1, anche in questa intervista al Corriere della Sera. Dalle carte che si leggono non vedo alcun reato compiuto da Sala o da altri politici. Ma vedremo quando si andrà a sentenza. Nel frattempo il Sindaco ha il diritto (e il dovere) di andare avanti. E pensate che se si blocca Milano non si bloccano solo gli investimenti internazionali che tanto servono alle città globali, impegnate in una competizione senza frontiere: si bloccano le case di famiglie normali, che hanno già dato la caparra o fatto il mutuo. Si bloccano gli studentati per ragazzi che saranno costretti a spendere migliaia di euro di affitti per semplici posti letto. Si blocca un pezzo intero di economia pulita, onesta, trasparente. Tuttavia pensiamo che si debba andare oltre il solito chiacchiericcio che segue vicende mediatiche come queste: noi amiamo fare politica e dunque proviamo a farla anche nei momenti di difficoltà. Giovedì 11 settembre a Milano promuoveremo un seminario di ascolto, dialogo e confronto con i principali protagonisti della vita della città sul modello Milano dall’Expo alle Olimpiadi. Diremo la nostra ma anche ascolteremo le opinioni di tutti. Torneremo sull’argomento nelle prossime enews.

Nel frattempo la maggioranza approva il disegno di legge sulla separazione delle carriere. Ho cercato di spiegare la nostra posizione in Aula ma al solito La Russa & company mi hanno interrotto. Un giorno qualcuno si renderà conto di quanto sia grave che un parlamentare dell’opposizione non possa finire i propri interventi per gli schiamazzi della maggioranza: quando il diritto dell’opposizione viene bloccato dalla maggioranza si attua un pericoloso cortocircuito. Ma poco importa, amici: si va avanti ancora più convinti. Qui il mio intervento e un estratto, qui la mia trasmissione con Giovanna Pancheri su SKY, qui la mia partecipazione a Zapping. Io credo alla separazione delle carriere, non credo ai provvedimenti bandierina del Governo. E penso che finché non chiarirà in Parlamento (non in tribunale: in Parlamento) cosa è accaduto sulla vicenda Almasri, Nordio resterà un ministro poco credibile, purtroppo.

Pensierino della Sera.

Per tutto ciò che sta accadendo penso proprio che quest’anno la Leopolda sarà ricca di contenuti come non mai. E sarà nel mezzo a un ciclo di elezioni regionali in cui il ruolo della Tenda riformista sarà dirimente per capire se si vincono o si perdono le regionali. Ma cercheremo di volare alto, oltre le vicende contingenti. Anche grazie alla presenza di tanti ragazzi della scuola di Meritare l’Europa.

Io nel frattempo giro per qualche evento, soprattutto nelle regioni dove si vota.

- 31 luglio REGGELLO (ore 21.30) Festa dell’Unità con Eugenio Giani 
- 1 agosto ASIAGO Confronto con David Parenzo e Alessandro De Angelis
- 7 agosto VERSILIANA (ore 18.30) intervista con Tommaso Cerno

Un sorriso,
Matteo

PS. Grazie a chi ha dato una mano per distribuire il volantino “Giorgia, quanto ci costi?” È stato un successo impressionante. E mi fa ridere che qualcuno abbia cercato di mettere in discussione il volantino dicendo che sì, i numeri erano esatti, ma non è colpa di Giorgia Meloni. Fatemi capire: se cresce il debito pubblico, se aumenta la pressione fiscale, se aumenta il numero delle famiglie in povertà di chi è la colpa? Dell’opposizione?

PPS. Grazie a chi mi ha scritto per l’ennesima assoluzione di mia mamma. Davvero grazie. Il vostro sostegno è stato ed è prezioso.

Mia mamma di nuovo assolta. Ennesimo processo, ennesima assoluzione. Oggi tacciono i giustizialisti che ci hanno riempito di fango per anni e vincono i garantisti che sanno aspettare le sentenze. Mi domando se tutto questo dolore, innanzitutto dei miei, fosse davvero necessario. Mi domando se non ci sia in qualche redazione o nella sede di qualche partito, qualche persona intellettualmente onesta che abbia voglia non dico di scusarsi ma quantomeno di farsi qualche domanda. Mi domando come sarebbe stata anche la nostra vicenda politica senza la campagna mediatica sui tanti processi subiti.
Ma poi alla fine mi rispondo che, certo, i miei genitori non meritavano tutto questo. E tuttavia non possiamo che ringraziare: siamo comunque forti e fortunati. Grazie a chi non ha mai dubitato di noi, grazie a chi non è sparito, grazie a chi non si è vergognato. Perché come si vede da questa ennesima assoluzione quelli che devono vergognarsi non siamo noi.