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Elezioni 2022, Toccafondi: "Il nostro impegno per la comunità"

L'intervista pubblicata da "ToscanaOggi", 8 settembre 2022.

Se dopo il 25 settembre sarete al governo cosa farete per giovani e famiglia?
C'è un governo, quello di Mario Draghi e della ministra Elena Bonetti, che dalle parole è passato alle leggi e alle risorse. L'assegno unico universale rappresenta una rivoluzione per l'Italia: 20 miliardi di euro che si investiranno in modo strutturale ogni anno per le famiglie con i figli, di cui quasi 7 miliardi aggiuntivi. Più figli hai più risorse arrivano, con una particolare attenzione a chi ha figli con disabilità. Poi i 4,6 miliardi del Pnrr per aumentare gli asili nido, la riforma dei congedi parentali e gli investimenti sui servizi educativi territoriali, il lavoro femminile e duello dei giovani. Mi faccia anche dire che sulla scuola, dobbiamo fare molto di più e per inciso quando parlo di scuola dico tutte le scuole, statali e non statali, perché c'è sempre qualcuno che si «dimentica» della libertà di scelta educativa. Sulla scuola dobbiamo fare molto di più, ci siamo accorti nel periodo della pandemia e di Dad, quanto fosse importante la scuola come percorso educativo. La scuola ha bisogno di qualità, merito, valutazione, insegnanti ben formati, selezionati e ben retribuiti. La qualità della scuola
passa dagli insegnanti.

Se dopo il 25 settembre sarete al governo cosa farete per la Toscana e il territorio?
Mi permetto dl dire che continuerei quello che ho sempre fatto: rispondere ai tenitori. Non sempre l'esito finale è positivo ma ascoltare, essere presente e portare a Roma le richieste è fondamentale. La Toscana poi non deve adagiarsi sulla rendita. È bella, è ambita. ha turismo... quindi va bene così. No. Servono investimenti, servono infrastrutture, servono opere fatte bene. Dire «no» ad aeroporti, strade, alla velocità, tramvìe, impianti per i rifiuti, per l'energia, non aiuta affatto. E non aiuta l'economia perché rinunciamo a investimenti, posti di lavoro, occasioni. Ció su cui puntare è il lavoro, la formazione, l'impegno non sussidi, rendita e decrescita.

Perché un cattolico dovrebbe votarvi?
Non c'è più da decenni un partito unico dei cattolici ma non mancano i cattolici impegnati in politica. Chi vota, e penso soprattutto ai cattolici, ha il dover di informari, leggere, ascoltare, decidere di votare persone che si impegnano per la comunità, che non promettono soluzioni mirabolanti a problemi reali, che non sventolano simboli religiosi per fare colpo sui cattolici. I cattolici, le famiglie, i movimenti, le associazioni hanno tutti gli elementi per informarsi e decidere e come ci esorta papa Francesco: "per favore non guardate dal balcone la vita, ma impegnatevi, immergetevi nell'ampio dialogo sociale e politico".