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Elezioni 2022, Marco Di Maio: "Al lavoro per la costruzione del Terzo Polo"

Intervista di Gavino Cau, "Corriere Romagna", 11 agosto 2022.

Al lavoro per la creazione di un terzo polo, in attesa di conoscere se sarà candidato a sedere nel prossimo Parlamento o se l`esperienza maturata negli ultimi anno lo porterà altrove. Marco Di Maio, deputato di Italia Viva, sta vivendo giornate convulse, tra la chiusura estiva del Parlamento che l'ha riportato a Forlì dalla famiglia, e la necessità di preparare le elezioni del 25 settembre. Perché candidato o no, ammette, «Avrò un ruolo nel progetto del terzo polo».

Gli accordi.
«A livello nazionale stiamo costruendo un terzo polo alternativo alle alleanze delle destre e delle sinistre - spiega il forlivese - che riteniamo molto contraddittorie, tengono insieme chi sostiene la centralità dell'Unione europea con chi ne vorrebbe uscire, chi sostiene la Nato e chi vota contro l'allargamento, chi sostiene la necessità di fare rigassiflcatori con chi vi si oppone, chi vuole infrastrutture e chi no. Stiamo realizzando un'alleanza che si colloca nell'area centrale del quadro politico italiano che cerca di aggregare coloro che credono nella centralità del lavoro e dell'impresa, coloro che vogliono battersi per una transizione ecologica che sia sostenibile, ma non sia il libro dei sogni: postulare che dall'oggi al domani dobbiamo sostenerci solo con l'energia rinnovabile, spegnendo gas e altre fonti, è utopia, irrealizzabile. Vogliamo unire chi crede nello sviluppo, coloro che credono nel principio sano della sussidiarietà, dove lo Stato tiene sempre più per sé il controllo dei parametri minimi per alcuni servizi, ma dove non ci riesce stringe anche patti con il privato; e infine tutti coloro che vogliono continuare il lavoro portato avanti in questo anno e mezzo da Draghi. Noi di Italia Viva abbiamo voluto Draghi alla presidenza del Consiglio, quando tutti sostenevano che era una follia mandare a casa Conte che era uno degli uomini più popolari d'Italia, ma lo abbiamo fatto perché eravamo convinti che fosse la scelta giusta».

Nuove forze.
Giorni di trattative a Roma per radunare quante più forze possibili attorno al terzo polo. «Repubblicani, lista civica di Pizzarotti, tante forze locali che si stanno unendo, mi auguro presto anche con Azione di Calenda, per portare avanti il lavoro fatto con Draghi - prosegue Di Maio -. Pensiamo che pur nel quadro di incertezze per il futuro, dal carovita che colpisce le famiglie, alle incertezze dal punto di vista energetico, fino a una grande emergenza educativa e di insegnamento di cui si parla poco, abbiamo bisogno di persone competenti come Draghi».

Le mosse in Romagna.
Accordi che avranno ripercussioni anche a livello locale. «Sono stato uno di quelli che ha spinto di più per l'accordo con i repubblicani, perché nonostante possa apparire a chi è meno attento alla politica una sigla del passato, qui da noi in Romagna ha un forte radicamento, e hanno idee vicine alle nostre su tanti temi. Penso che a livello locale da una collaborazione con il Partito repubblicano e spero presto anche con Azione e aggiungo anche realtà civiche operative nei nostri comuni, possa nascere una forza di centro che possa avere un peso e influenza positiva, per promuovere con competenza, serietà e capacità il territorio. Credo che negli ex elettori di centrodestra e negli ex elettori di centrosinistra ci sia un grosso bacino da cui poter pescare».

Il futuro.
E il futuro di Marco Di Maio? «Sarò in campo, non so in che forma, se e come da candidato, però sarò impegnato in questo progetto. Ovviamente molto dipende da quale sarà lo schema di gioco, se si farà una lista unica o più liste dentro questo terzo polo. Io sono a disposizione di questo progetto perché è il motivo per cui ho fatto la scelta, sofferta, nel 2019 di lasciare il Partito democratico. Sicuramente non mi spaventa fare una corsa a viso aperto anche in questo territorio. Ho maturato un bagaglio di esperienze, relazioni, capacità che posso spendere anche altrove e non mi riferisco solo alla politica, ma anche al mondo del lavoro nel quale non mi spaventa certo rientrare». Intanto Italia Viva sta lavorando all`allestimento di una sede a Forlì, così come a Ravenna, e si cerca anche a Cesena e Rimini.