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Elezioni 2022, Felicori: "Correremo liberi e soli"

Intervista di Micaela Romagnoli, "Corriere di Bologna", 4 agosto 2022.

 

«Si è persa la grande occasione di fare finalmente un terzo polo liberale, che avrebbe potuto raccogliere il 15- 20% dei voti. Ma anche da soli, vale la pena affrontare la sfida». Così, Mauro Felicori, assessore alla Cultura dell'Emilia-Romagna, tessera di Italia Viva in tasca, commenta l'accordo elettorale tra Letta e Calenda.

Calenda, che ha preferita i dem, niente polo di centro. Cosa ne pensa?
«Intanto, non uso mai parole come centro, che ha un'allusione verso un certo moderatismo, altra parola che non uso perché io non sono un moderato, sono un liberale, che vuole dire essere a favore della concorrenza, della diminuzione del ruolo dello Stato, della riforma della pubblica amministrazione, del merito, della trasparenza; tutto questo in Italia significa essere rivoluzionari, non moderati. Auspico e lavoro da tempo perché ci sia un polo liberal-democratico, ho anche scherzato dicendo che non mi piace il nome Italia Viva, lo chiamerei "I Liberali" e mi piacerebbe che sotto questo nome ci stessero Renzi, Cafenda, Bonino, anche una parte di ex-forza Italia».

Un'occasione persa?
«Si, è una bella delusione, ma non mi fa cambiare idea».

Ora per voi renziani la strada è più in salita?
«È una scommessa molto difficile, però penso che ci siano altri che vorrebbero un terzo polo, che sfidi i due grandi raggruppamenti, sul lato della cultura liberai-democratica. Ci sarà in Italia almeno un 35% che la pensa conte me, spero. Vale la pena provarci».

Ci saranno ripensamenti da parte di Italia Viva o rimarrete soli nella corsa?
«Per come la vedo lo, Italia Viva è stata esclusa, non si è esclusa. Non mi risulta che Calenda abbia detto a Renzi: mi metto d'accordo con il Pd, vieni anche tu. E non mi risulta che Letta abbia detto a Renzi: oltre che mettermi d'accordo con Calenda, voglio mettermi d'accordo con te».

Lei fa parte della giunta regionale a guida Pd. Dalla sua esperienza locale non si può prendere spunto a livello nazionale?
«La vittoria di Bonaccini ha cambiato il corso della storia; un evento importantissimo, gli va dato atto di essere riuscito a metter insieme una coalizione molto larga. Io sono nella coalizione e ci sto lealmente. A livello nazionale, si è sviluppato un discorso diverso. Ci doveva essere l'obiettivo di fare una coalizione coesa attorno al programma di Draghi, non genericamente fermare la destra. Ma la vicenda politica ha preso un'altra strada. Comunque, si ferma la destra votando per Renzi, tanto quanto votando la coalizione del Pd».

Lei si candiderà?
«Alle elezioni si viene candidati e non ci si candida. Nessuno me lo ha proposto, io non ho questa ambizione perché ho già due lavori, il consigliere regionale e l'assessore. Mi impegnerò in campagna elettorale, con lo stile giusto, senza sacrificare i miei doveri istituzionali. Penso che potremo prendere molto dl più del 3% e sono convinto che tanti che fanno parte di quest'area, che per me vale il 15-20%, siano delusi dell'accordo che Calenda ha fatto con Letta».