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Elezioni 2022, Del Barba: "Serve autorevolezza, il migliore è Draghi"

L'intervista su "la Provincia", 20 settembre 2022.

Tra cinque giorni si vota, Azione e Italia Viva all'uninominale alla Camera a Como candidano Anna Veronelli, a Sondrio Alessandro Bartolini, al plurinominale come capolista Mauro Del Barba insieme a Maria Chiara Gadda, Luca Perego e Anna Veronelli. Al Senato all'uninominale di Como Giuseppe Conti, a Sondrio Guido Bonoldi, mentre al plurinominale Giusy Versace, Ivan Scalfarotto, Monica Colombo e Angelo Leva.

Mauro del Barba, già senatore e deputato, con un passato nell'associazionismo cattolico e un presente nelle imprese dello sviluppo sostenibile, lei è renziano, giusto?
Sono tra i fondatori di Italia Viva con Matteo Renzi, è vero. Ma in questa nuova esperienza politica insieme ad Azione e a Carlo Calenda abbiamo unito più forze. A me piace guardare soprattutto a Renew Europe. Il terzo polo in Europa ha deciso di far parte di una nuova formazione liberale e alternativa ai vecchi poli novecenteschi. Con il presidente francese Macron come principale esponente politico. Io penso che anche l'Italia debba seguire questa strada.

Calenda e Renzi somigliano a Macron?
Non lo so, sono però sicuro che insieme tutti abbiamo un nuovo progetto di Europa. L'Europa è la nostra attualità e il nostro futuro. Dobbiamo allargare questa visione ad altri Paesi europei. Questa è la prospettiva. Dobbiamo uscire dal provincialismo, dobbiamo cercare di alzare lo sguardo.

C'è bisogno d'Europa?
Sì perché i problemi italiani hanno soluzioni europee. Dal caro bolletta, ad un migliore futuro da garantire alle prossime generazioni, al debito pubblico da erodere e ancora la pace, la crisi economica come l'emergenza sanitaria richiedono soluzioni complesse e di sistema.

Tra Enrico Letta e Giorgia Meloni che sceglie?
Scelgo Mario Draghi. L'ha detto anche Matteo Renzi la settimana scorsa quando è venuto a Como. È indubbio. Noi nasciamo per essere distanti a chi è irrimediabilmente contagiato dal populismo. Sinistra e destra cercano di legittimarsi a vicenda, ma sono fuori gioco.

Sa che Draghi non è candidato?
Ma Draghi è il nostro candidato. Conosceremo le sue reali disponibilità quando saremo davanti al Presidente della Repubblica dopo le elezioni.

Spera in un risultato testa a testa?
No, non spero che l'Italia finisca nella confusione. Ma la confusione all'interno dei due principali schieramenti è evidente, è sotto agli occhi di tutti. A destra litigano e a sinistra non hanno le idee chiare. Quindi noi intendiamo mettere in ordine le cose. Siamo una forza riformista, popolare e di centro che può garantire un equilibrio al Paese.

Mara Carfagna e Mariastella Gelmini, meglio votare Forza Italia?
Intanto spero che i cittadini votino me, Mauro Del Barba. Quanto ai politici che hanno scelto di uscire da Forza Italia e unirsi alla nostra esperienza io credo l'abbiano fatto perché Forza Italia è una realtà ormai irrimediabilmente sbiadita, l'originale non c'è più.

Cosa deve chiedere Como?
Intanto penso che tutti abbiano bisogno di un governo autorevole, per affrontare i temi dell'energia e dell'economia. Questo è il comune denominatore. Quanto ai singoli territori noi avremmo voluto approvare l'iter della legge sulla montagna, un disegno per garantire lavoro e risorse ed evitare la fuga dei giovani. Purtroppo qualche irresponsabile ha fatto cadere il governo Draghi. E poi stavamo lavorando alle zone economiche speciali, al confine con la Svizzera, per mantenere qui professionalità altrimenti in uscita, attratte dagli stipendi ticinesi.

Infermieri e medici?
Sì, la sanità è un punto cruciale del nostro programma. Noi crediamo che la Lombardia abbia fallito nella gestione della sanità locale. Servono grandi investimenti.

Cosa ne pensa di Rapinese?
Il sindaco Alessandro Rapinese è un soggetto nuovo, da osservare e da chiarire. Ha appena iniziato, io sono per lasciarlo lavorare. Dall'altra parte c'è Barbara Minghetti che abbiamo sostenuto con forza. Attorno a lei possiamo riunire lo stesso le esigenze della città, soprattutto in senso economico e sociale affinché molte forze comasche non vadano sprecate. Penso che oggi sia fondamentale stare vicini all'imprenditorialità comasca e al contempo al settore sociale per garantire a tutti una tenuta.

Cosa fare per il sociale?
La nostra risposta è il lavoro. Per soccorrere chi è più fragile dobbiamo offrire lavoro. Il tessuto produttivo per riuscirci ha bisogno di condizioni fiscali agevolate. Di contributi tagliati per le assunzioni sotto i 25, i 30 anni. Poi va bene anche il reddito d'inclusione per aiutare le famiglie davvero in crisi, chi sta scivolando verso condizioni di povertà. Ma prima dei sussidi viene il lavoro, così ripartiamo e garantiamo dignità.

È scritto sull'agenda?
Certo, l'agenda Draghi resta il nostro faro. È anche una questione di metodo, di pragmatismo. Il governo dev'essere capace di decidere, di dire sì, ma anche di pronunciare dei no. Di mediare, senza ideologie preconfezionate e senza populismo.

Va bene il 5%?
Noi in Lombardia arriviamo al 10%.