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Elezioni 2022, D'Alessandro: "L'obiettivo è superare il 10%"

L'intervento pubblicato da "il Centro", 24 agosto 2022.  

L'obiettivo del terzo polo in Abruzzo è superare l'asticella del 10 per cento. E l'impresa non è impossibile. A dirlo chiaramente è Camillo D'Alessandro, ovvero l'anima renziana dell'alleanza Italia Viva-Calenda, quest'ultimo rappresentato in Abruzzo da Giulio Cesare Sottanelli.

Ieri mattina i due partner politici hanno presentato i candidati alla Camera e al Senato. I primi capeggiati come capolista da Sottanelli, i secondi da D'Alessandro. Proprio quest'ultimo spiega il leit motiv della loro campagna elettorale: «Noi vogliamo riportare in Italia la politica di Draghi».

«Con noi torna Draghi», ha aggiunto. «Ci sono due Italie. La prima accomuna destra e sinistra, entrambe hanno cancellato nell'agenda e nelle alleanze il riformismo, il centro della responsabilità, rinnegato Draghi e portano il Paese verso una finzione. Poi c'è l'altra Italia, quella di Draghi, quella tradita dalla sfiducia dei 5 Stelle, con Salvini e Berlusconi, che insieme hanno mandato a casa il più autorevole italiano nel mondo. E c'è l'Abruzzo. Dalla Regione molti candidati a Roma. Ma come, non sono gli stessi responsabili della paralisi dei pronto soccorso in Abruzzo, per esempio Pescara? Degli scippi dei fondi sulla bacino irriguo del Fucino. Non sono gli stessi dei fondi europei non utilizzati? Non sono gli gessi che nascondono dietro le bandiere i catapultati da fuori regione? Lanceremo un gioco: trova l'intruso. Che c'entra Bagnai con la provincia di Chieti? O la Meloni che scappa da Latina dopo le ultime vicende giudiziarie che ha coinvolto gli esponenti di Fdl? Poi il colmo dei colmi: Marcozzi che farà campagna elettorale per D'Alfonso. lo c'ero a difendere la comunità dei democratici quando ci insultavano in Regione e Di Maio ci dava dei corrotti e ladri di bambini. Chiederemo agli abruzzesi di scegliere il loro sindaco in Parlamento. Quando si sceglie un sindaco si è implacabili nel giudizio, se non lo conosci non lo voti, mentre si può mandare in Parlamento candidati neanche della nostra regione o perfetti sconosciuti», ha concluso D'Alessandro.