La nuova Enews di Matteo Renzi
Buongiorno e buona settimana.
• Continua a far discutere la mia partecipazione al podcast di Fedez e Marra. Sul Corriere della Sera di domenica, in prima pagina, c’è un pezzo di Aldo Grasso che critica la presenza mia, e più in generale dei politici, nel podcast. Ognuno naturalmente ha il diritto di pensarla come vuole. Io penso che ci sia una certa difficoltà nei media tradizionali a capire che fuori dal circuito (fondamentale) della carta stampata – talk – old media c’è comunque un mondo totalmente diverso che si informa in modo alternativo. Rifiutare di parlare con quel mondo, giudicandolo con l’occhiale della morale è per me un errore. Il link al podcast con Fedez e Marra è qui. Sui miei social trovate alcuni spunti video tratti dalla partecipazione al podcast.
• Un altro degli argomenti più sentiti di queste ore riguarda la condizione di vita dei giovani. È un tema che ho posto con forza all’assemblea nazionale di Italia Viva e che ha suscitato un dibattito molto interessante sui social dopo che ho raccontato del messaggio di una giovane farmacista. Laurearsi in Italia non conviene, dal punto di vista strettamente economico. Qui l’ultimo reel pubblicato stamattina sul fatto che in Italia chi fa un figlio rischia di andare sotto la soglia di povertà: un Paese che non riconosce la natalità come una ricchezza è un Paese che si avvia verso il declino.
E come capite questo è folle. Sto ricevendo centinaia di messaggi con storie molto interessanti. Alla Leopolda dedicheremo uno spazio – e una proposta – a questo tema.
• Sulla politica estera ho fatto il question time con Antonio Tajani ma che ve lo dico a fare? Ero imbarazzato per lui. E naturalmente non ha risposto alla domanda. Nella storia italiana mai era accaduto che un governo rifiutasse di rispondere in Parlamento. Tu chiedi: dove vai? E loro rispondono: porto cipolle. Ha iniziato Giorgia Meloni (cui ho dedicato un “decalogo di buone maniere” che trovate qui), adesso Tajani. Il paradosso: nel momento in cui avremmo più bisogno di una politica estera, con alle porte le guerre militari e commerciali, abbiamo il ministro più debole degli ultimi anni.
Ci vediamo alla Leopolda con le nostre proposte: 3-4-5 ottobre. Qui per iscriversi e attendiamo anche i ragazzi della scuola “Meritare l’Europa”.
Nel frattempo, il prossimo 16 luglio saranno 999 giorni di Governo Meloni. Siccome il giorno dopo partirà la grancassa ufficiale delle celebrazioni a reti unificate, invito tutti gli amici di Italia Viva – e anche semplicemente chi è stanco di questo Governo – a organizzare in tutta Italia tavolini, banchetti, iniziative con il nostro volantone “Giorgia, ma quanto ci costi?”.
Noi dalla Leopolda torneremo a rilanciare sulle nostre proposte. Perché non basta criticare, servono idee per il futuro. E tuttavia visto che nessuno fa opposizione come la facciamo noi, è giusto farsi sentire sulle condizioni di vita delle famiglie.
Sarà sulle famiglie e sulle condizioni di vita che si giocheranno le prossime elezioni, non sul resto. E nonostante questo sia chiaro: noi non molliamo anche se le battaglie che facciamo non sono battaglie da consenso.
Difendiamo i giornalisti e chi è stato intercettato illegalmente: non ci porta voti ma è giusto.
Difendiamo lo Stato di diritto: non ci porta voti ma è giusto.
Difendiamo la legalità, da Biella a Frosinone fino alla Sicilia: non ci porta voti ma è giusto.
Quello che è certo è che su Paragon, su Almasri, sugli scandali di Fratelli d’Italia sui territori siamo solo all’inizio del film. E personalmente non credo che Giorgia Meloni riuscirà a costruire un lieto finale vista la gravità delle cose di cui stiamo parlando: loro pensano che lasciando passare il tempo quelli come noi si stanchino e smettano di combattere. Io su tutte queste partite non mollo nemmeno di un millimetro e ogni volta vedo qualcosa di nuovo. Prima o poi chi deve parlare, parlerà. È solo una questione di tempo.
Quando arriverà quel momento però serviranno proposte per gli studenti, per le famiglie, per gli anziani. Servirà essere pronti non solo a criticare ma anche a costruire. Perché che il bubbone esploda è sicuro: la vera sfida sarà farsi trovare pronti con le idee e i progetti e non solo con le critiche.
Un sorriso,
Matteo
PS. Mi ha colpito questo articolo di Avvenire sui giovani Hikikomori: ci sono duecentomila ragazzi isolati, soli, che vivono l’estate come un momento di sofferenza ancora più intenso. La politica da sola non può risolvere il problema perchè è una questione enorme che coinvolge tanti aspetti, a cominciare da quello educativo e sociale. Ma la politica non può non affrontare il tema. Si parla di tutto e non di quello che veramente vale: la vita dei nostri ragazzi. Anche di questo discuteremo in Leopolda. E non solo.






