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Doppio cognome, Conzatti: "Nodo non giuridico ma culturale"

L'intervento pubblicato da "Elle", 3 marzo 2022.

La buona notizia è che il 15 febbraio presso la Commissione Giustizia in Senato è iniziato l'esame dei disegni di legge sul cognome materno (sono sei) con l'obiettivo di arrivare a un testo unico. La discussione è stata già calendarizzata a metà marzo. Primo sponsor, la Corte costituzionale che da anni invita il Parlamento a correggere ciò che appare come una palese discriminazione. Nel 2006 la Corte l'ha definita «retaggio di una concezione patriarcale della famiglia, non più coerente con i principi costituzionali dell'uguaglianza tra uomo e donna»; nel 2016 una sentenza l'ha dichiarata illegittima.

«In Senato abbiamo costituito un intergruppo composto dalle rappresentanti di ciascuna parte politica: ha lavorato alla stesura del disegno di legge unitario, con l'impegno di ottenere la sua approvazione entro la fine della legislatura», dice Donatella Conzatti, co-firmataria di un altro Ddl e segretaria della Commissione parlamentare d'inchiesta sul femminicidio, al magazine "Elle". Di recente, anche la ministra delle Pari opportunità Elena Bonetti si è espressa con decisione a favore di una nuova legge sull'attribuzione del cognome materno in tempi rapidi.

«Il nodo che il Parlamento è chiamato a sciogliere nell'iter di approvazione del disegno di legge unificato non è giuridico ma culturale, in un Paese come l`Italia che l'European Institute for Gender Equality fotografa al quattordicesimo posto, stabilmente al di sotto della media europea, e dove l'occupazione femminile è il 18 per cento più bassa di quella maschile», dice la senatrice Donatella Conzatti. «La violenza contro le donne è il risultato della stessa cultura patriarcale, cui corrisponde un modello femminile segregato, economicamente dipendente, il cui ruolo sociale è stabilmente ancorato alla sola genitorialità e ai lavori di cura», conclude Conzatti.